Manifestazione a Roma,
la carica dei 390

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Dopo la manifestazione che ieri ha bloccato la “cittadella politica” di Roma, a Macerata, per i principali attori politici dell’Università, è tempo di bilanci e di considerazioni sull’evolversi della protesta contro i provvedimenti del Ministro Maria Stella Gelmini.
Sono stati 390 gli studenti che hanno raggiunto la capitale da Macerata e Camerino per unirsi al corteo proveniente da tutta Italia. Mentre il gruppo “no133” di Macerata si rallegra per la partecipazione e per l’esito di questa giornata di mobilitazione, Azione Universitaria e Azione Giovani rafforzano il loro dissenso verso la protesta dell’onda anomala e le sue motivazioni.
Diego Casaccia, presidente di Azione Universitaria di Macerata, punta l’attenzione sul decreto legge approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. Nel documento sono previsti fondi per la ricerca compiuta in atenei virtuosi e meritevoli, un parziale sblocco del turn-over e l’assunzione di 4000 ricercatori. A suo avviso dopo questa apertura quello che deve arrivare dai movimenti non sono proteste ma proposte concrete.  Rispetto alla posizione presa dal suo gruppo al livello nazionale (il 13 novembre, Alfonso Magliocco, dirigente nazionale di Azione Universitaria ha invitato gli studenti a boicottare la manifestazione perché attuata “in favore degli sprechi ed in protezione dei faziosi baroni universitari”), Casaccia risponde che gli studenti che non hanno partecipato erano consapevoli del fatto che non si poteva parlare di iniziativa apartitica e senza simboli e ribatte che inoltre al Tavolo delle Trattative con il Ministro, i rappresentanti dell’onda anomala hanno rifiutato il dialogo mentre Azione Universitaria ha ottenuto il soddisfacimento delle sue richieste. In particolare si riferisce a concorsi più trasparenti per l’assunzione dei professori, 135 milioni di euro per nuove borse di studio, 65 milioni per alloggi da destinare a studente fuori sede e aiuti alle Università che risparmiano e penalità per quelli che sprecano, tutti provvedimenti contenuti nel decreto legge approvato la settimana scorsa.
Di tutt’altro avviso Daniele Principi, uno degli studenti più impegnati nel movimento “no133” di Macerata, che si ritiene non solo soddisfatto per le 300 adesioni raggiunte a Macerata e per le 90 aggiunte da Camerino, ma anche perché dalle Marche è partito uno dei gruppi più organizzati di tutto il corteo. Quella di ieri è stata una manifestazione più che significativa, non solo per la grandissima affluenza da tutta l’Italia, ma anche perché il corteo colorato e pacifico ha dato prova di grande maturità sfilando per la cittadella politica di Roma senza creare alcuna tensione e mostrando un grande coinvolgimento.                                  Una piccola delegazione di studenti maceratesi si tratterà fino a domani nella Sapienza occupata per due giorni di riflessione e di discussione, dai quali si attende una proposta politica da porre all’attenzione del Governo e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

In merito al Decreto Legge “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, il reclutamento del personale e l’efficienza del sistema universitario”, il commento di Principi è da un lato positivo, perché è comunque un risultato positivo ottenuto dall’onda anomala dopo giorni di protesta, ma dall’altro negativo perché apporta risposte alle problematiche sorte dopo la 133 solo per il breve termine, rimandando le questioni più spinose al 2010. “L’obiettivo è la totale abrogazione della 133, inoltre al Decreto manca una definizione chiara e oggettiva dei criteri che rendono virtuoso o meno un Ateneo.”

Nella foto: Uno dei tanti momenti immortalati nella nostra galleria della recente manifestazione tenutasi a Macerata.

Beatrice Cammertoni


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