Diamo voce agli universitari:
“I pregi e i difetti dell’ateneo”
L’ateneo maceratese, uno dei più antichi e prestigiosi d’Italia, ospita le facoltà di Lettere e Filosofia, Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche, Scienze della Formazione, Giurisprudenza, Beni Culturali ed Economia, con sedi distaccate a Jesi, Civitanova e a Fermo. Ma che vuol dire essere studente universitario a Macerata? La città delude o soddisfa le aspettative? Siamo andati a chiederlo proprio agli studenti, questa settimana per noi due dei volti più noti del panorama politico dell’Università: Diego Casaccia, presidente di Azione Universitaria e Daniele Principi, rappresentante di Officina Universitaria al Consiglio degli Studenti.
Entrambi sono iscritti a Scienze politiche, studente fuori sede il primo, pendolare il secondo.
Ironizzando sul fatto che appartengano entrambi a gruppi politicamente schierati ma di orientamento opposto, vi proponiamo un’intervista doppia che ha come tema proprio Macerata come città universitaria.
Da quanto tempo studi a Macerata?
Diego Casaccia: Quello che inizia adesso è il terzo anno.
Daniele Principi: All’Università quello che inizia è per me il quarto anno, però ormai sono un abitudinario a Macerata perché ho frequentato qui anche le Superiori, a Ragioneria.
Un pregio di Macerata?
Diego: È a misura d’uomo. La macchina la parcheggio la Domenica quando arrivo e la riprendo il Venerdì senza mai alcun problema. Le facoltà sono tutte dislocate nel centro storico, quindi spostarsi non è affatto difficile, si può arrivare ovunque a piedi tranquillamente.
Daniele: Sicuramente la vivibilità dell’Università. Ho molti amici maceratesi che studiano in atenei più grandi e mi ripetono spesso che uno dei problemi di studiare fuori sede è quello di venire distratti dalla frenetica vita della città che li ospita. Macerata essendo una città più piccola e tranquilla offre la possibilità allo studente di gestirsi meglio. Il corpo docente, molto giovane e valido, avendo pochi iscritti, riesce a valorizzare le qualità di ogni studente. Inoltre la dislocazione dei servizi, concentrati quasi tutti nel centro, consente anche a chi non ha mezzi a disposizione di raggiungerli facilmente.
Un difetto?
Diego: Ci sono pochi iscritti, in alcune facoltà più che in altre. Altri difetti non ne trovo, sarà perché non vivendo tutta la settimana a Macerata non vedo grossi problemi. Forse per quanto riguarda la vita notturna non ci sono molte alternative per gli universitari. I locali che organizzano serate sono pochi.
Daniele: La poca partecipazione dello studente alla vita universitaria in generale. Molti sono pendolari, per cui frequentano le lezioni e tornano diretti ai loro paesi d’origine. In altre città, dove l’Università è parte più integrante del territorio, esiste un vero e proprio status dello studente universitario e ciò lo rende più partecipe.
Cosa ha in più rispetto alle altre città?
Diego: Ci sono molti luoghi per i giovani, non tanto per quanto riguarda il divertimento ma per tutto ciò che riguarda le loro formazione. Ci sono biblioteche, mense e bar che sono aperti per il pranzo, librerie a misura di studente. Tutte queste strutture sono di grande supporto nel periodo dell’università. Per non parlare anche delle opportunità culturali che si prospettano per gli studenti interessati. Convegni, seminari ed eventi sono molto frequenti.
Daniele: La tranquillità e la vita abitudinaria dello studente. Una volta entrato nei ritmi di studio, lavoro e svago frequentare diventa una routine.
Cosa invece manca proprio a Macerata?
Diego: Forse manca il divertimento notturno, ma in fondo per molti venire a Macerata vuol dire concentrarsi sullo studio.
Daniele: Dei servizi sportivi migliori e più efficienti. Il Cus potrebbe essere sfruttato meglio anche con convenzioni con altre palestre e centri sportivi non direttamente gestiti dal Cus, come avviene in altre città d’Italia. Per uno studente non automunito raggiungere i suoi centri può essere difficile.
Se potessi cambiare qualcosa, cosa faresti?
Diego: Io mi sono trovato molto bene a Macerata, mi sono ambientato fin da subito. Qui vivo in pieno la vita cittadina, mentre in Ancona dove abito, sono lontano dal centro ed è più difficile godersi la città. Non c’è nulla che vorrei cambiare, anzi! Qui a Macerata, ma più in generale nelle Marche, ci troviamo ancora in un’isola felice. Non viviamo le problematiche relative alla criminalità come al nord o al sud d’Italia. Certo, ci sono problemi, come per esempio la vendita e la contraffazione di merce taroccata, ma diciamo che riusciamo ancora a dormire sonni tranquilli!
Inoltre mi piacerebbe che più studenti partecipassero ad attività politiche nell’ateneo. Al di la dell’orientamento politico è bene che emerga presto una forte coscienza sociale, questo ancora di più per noi di Scienze Politiche.
Daniele: Attualmente non è in mio potere, ma se potessi, forse cambierei l’atteggiamento di alcuni professori. Sono del parere che la lezione debba essere più partecipata, non come un disco registrato solo da ascoltare.
Hai mai usufruito delle agevolazioni e degli sconti che negozi, cinema e ristoranti offrono agli studenti?
Diego: No, mai. Per ora mi è capitato di avere agevolazioni solo nelle librerie per i testi universitari.
Daniele: No, anche perché penso sia difficile informarsi su quali negozi aderiscono a queste iniziative. Per ora ho avuto sconti solo nelle librerie.
Un consiglio alle matricole?
Diego: Di cercare di adattarsi bene a Macerata e di inserirsi in un bel gruppo. All’università, specie se si vive lontani da casa è utile crearsi solide amicizie e fare fronte comune in tutte le situazioni. Come gruppo noi di Azione Universitaria cerchiamo di fare proprio questo. Ci proponiamo come gruppo di riferimento per matricole e non, perciò cerchiamo di organizzare attività e momenti d’incontro.
Daniele: Vivere l’Università a pieno e non come un “laureificio”.
Quali punti di ritrovo frequenti maggiormente? A quali non rinunceresti?
Diego: Il bar Centrale, il Caffè Venanzetti e vicino alla mia Facoltà il bar Duomo. Ci vado spesso, anche solo per un buon caffè. Frequento molto spesso il Casb, al palazzo del Mutilato dove c’è la grande Biblioteca dell’Università. Si riesce a studiare con grande tranquillità e si incontrano amici e conoscenti di tutte le facoltà. Inoltre al Biblio cafè vado sempre volentieri.
Daniele: Dipende dall’ora della giornata. Di giorno sono sempre in giro tra biblioteche, la Facoltà di Scienze Politiche e uffici vari. Mentre di sera mi piace partecipare alle serate dei bar del centro e delle Quattro Porte.
Macerata è una bellissima città dove vivere e studiare, però se negli anni più belli della nostra vita non ci sentiamo coinvolti nella vita universitaria e dalle attività organizzate, la perdita è grande ed è un vero peccato.
In particolare mi piacerebbe più partecipazione politica. Per chi è iscritto a Scienze Politiche come me, organizzare assemblee studentesche con partecipazione ridotta al minimo è un po’ avvilente.
Beatrice Cammertoni

Il popolo degli studenti maceratesi ( a guardare i numeri è veramente un popolo) è per Macerata una risorsa davvero fondamentale. Non parlo di risorsa economica ma di bacino di idee, di vitalità, di movimento, di sperimentazione. Noi che l’abbiamo vissuta come “maceratesi” e abbiamo giocato in casa forse non siamo riusciti ad apprezzare a pieno le caratteristiche della Macerata universitaria, ma sentire gli studenti così soddisfatti fa davvero molto piacere. Mi piacerebbe sapere anche cosa pensano degli uffici universitari, dell’iter da seguire per immatricolazione o iscrizione e dell’adeguatezza o meno delle strutture universitari (aule, laboratori ecc)
Alessandra ha proprio ragione. A volte noi maceratesi diamo la nostra città per scontata e sono i fuori sede a farci cogliere gli aspetti positivi dello studiare qui. Secondo me Macerata fa bene agli universitari come gli universitari fanno bene a Macerata. Magari sconti e agevolazioni per gli studenti, fatta eccezione per quelli nelle librerie, li rimandiamo al prossimo appello!
Un aspetto interessante che emerge dalle interviste è il fatto che entrambi lamentano una scarsa partecipazione alle attività organizzate dagli studenti per altri studenti, in particolare a quelle politiche. Io credo che nel mondo in cui viviamo oggi più che schierarsi sia importante informarsi e formarsi un’opinione. Il periodo dell’Università è anche in questo senso ricco di opportunità che andrebbero colte!
Concordo pienamente con quello che dice Diego! Devo dire che non ha solo la bellezza, ma anche l’intelligenza!