La carica dei novanta ricercatori:
“Siamo profondamente preoccupati
Le nostre richieste ai candidati Rettore”
L'UNIVERSITA' DI MACERATA VERSO LE ELEZIONI
Lettera aperta di 90 ricercatori dell’Università di Macerata indirizzata ai candidati Rettori su alcune questioni che definiscono discriminanti e “da cui dipende il futuro della ricerca nel nostro Ateneo”; a questo proposito è stato fissato per martedì 1° giugno, alle ore 11, nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza un incontro tra i ricercatori e i Professori Antonella Paolini e Luigi Lacchè, candidati Rettori alle elezioni del 9 giugno.
“La coincidenza tra l’elezione del nuovo Rettore, evento in genere fausto e foriero di cambiamenti nella vita universitaria, e la discussione in Parlamento della nuova governance voluta dal governo e dal ministro Gelmini, rappresentano un momento di incertezza e disagio anche per i ricercatori maceratesi che si uniscono alla preoccupazione degli studenti, dei precari della ricerca, del personale tecnico amministrativo e dei professori di prima e seconda fascia.
Il ddl Gelmini mette in discussione la capacità di autogoverno dell’intera università, riducendo al silenzio alcune componenti e consegnando all’esterno possibilità deliberative proprie del corpo accademico. In particolare i ricercatori sono profondamente preoccupati per la scomparsa della ricerca scientifica come funzione fondante dell’Università (elisa fin dall’Art. 1 della nuova legge), per i tagli attuati dalla 133/08 e 1/09 che collocano l’Italia agli ultimi posti per investimenti nel settore tra i paesi OCSE, per la loro marginalizzazione in un ruolo ad esaurimento, per l’inopinata esclusione dalle commissioni di concorsi e altri organismi decisionali. In sede locale tanto le implicazioni dell’accordo di programma con l’ateneo camerte, come gli aggiustamenti di bilancio (ineluttabili?) dovuti a crisi e riforma, devono avere contorni e obbiettivi del tutto trasparenti.
L’elezione del nove giugno è la prima (e secondo i voleri del ministro Gelmini l’ultima) nella quale i ricercatori voteranno con piena rappresentanza. I ricercatori a Macerata sono il 47,7% degli strutturati ed esprimeranno ben 154 voti. Sulle spalle di questi ricadono quote importanti tanto dell’attività didattica come di quella di ricerca dell’Ateneo ma per il ddl 1905 non saremmo degni di far parte di organismi decisionali come il cda, eleggere il Rettore, partecipare a commissioni di concorso. I tagli imposti al sistema universitario rendono inoltre vago per la maggior parte di noi l’orizzonte di un avanzamento di carriera che pure in molti casi è già stato conquistato sul campo con l’impegno quotidiano nella ricerca, nella didattica e nella gestione dell’ateneo.
In questo contesto il senso della responsabilità dei ricercatori maceratesi ha ritenuto, nella maggioranza dei casi, di non aderire alla legittima rinuncia alla didattica che in molte sedi si è imposta come forma di protesta contro il ddl 1905. La nostra scelta di responsabilità, senza la quale la maggior parte dei corsi di laurea 2010-2011 non potrebbe avere inizio, non è però un assegno in bianco e pertanto sottoponiamo ai candidati rettori una serie di questioni per noi dirimenti sulle quali chiediamo un impegno preciso, immediato e alla luce del sole:
1. Tentare tutte le strade possibili per la soluzione dei residui casi di vincitori di concorso senza presa di servizio. Chi legittimamente ha vinto un concorso pubblico nell’autunno 2008 non può attendere più a lungo.
2. Lo sblocco immediato della ricostruzione di carriera quale diritto riconosciuto dalle leggi vigenti. Chi per anni ha lavorato a tempo pieno nelle università come assegnista, ricercatore post-dottorale, specializzando in Italia e all’estero e, solo a causa di continui e surrettizi blocchi dei concorsi si è trovato ad entrare in ruolo con anni di ritardo, ha diritto al riconoscimento degli scatti stipendiali e pensionistici maturati prima dell’ingresso in ruolo. Tale riconoscimento è un prerequisito a qualunque dialogo e collaborazione leale con il nuovo Rettore e consideriamo indispensabile un impegno in tal senso.
3. Un impegno preciso per garantire in maniera costante la progressione di carriera dei meritevoli e per la chiamata di tutti i ricercatori che dovessero conseguire abilitazioni nelle rispettive discipline sia nelle tornate di concorso in essere sia con la nuova abilitazione nazionale prevista dalla 1905. In questo senso chiediamo di prevedere e accantonare le risorse necessarie anche in una situazione non facile per il finanziamento degli atenei.
4. I ricercatori vedono con indignazione la loro esclusione da ogni organo decisionale previsto dalla nuova legge. La loro professionalità e il loro impegno vengono da quel testo denigrati e dilapidati in maniera intollerabile trasformandoli in una sorta di manodopera senza diritto di parola, considerata strutturalmente incapace di dare il proprio contributo alle decisioni chiave per lo sviluppo dell’ateneo. Non è “corporativo” esigere di avere voce in capitolo: la 1905 priva i ricercatori di rappresentanza, riflettendo uno sguardo malevolo e pregiudiziale iniettato nell’opinione pubblica rispetto all’università, e ai ricercatori in particolare, che rigettiamo e consideriamo deleterio. È necessario un impegno preciso dei candidati rettori a mantenere nei nuovi regolamenti di ateneo:
– la conferma della piena rappresentanza dei ricercatori nei Consigli di Dipartimento e di Facoltà o nelle nuove strutture che a questi succederanno.
– l’istituzione, che deve essere prevista nell’ambito dei regolamenti di ateneo, di un organismo di consultazione nel quale i ricercatori siano adeguatamente rappresentati e ascoltati.
5. I ricercatori, obbligati dal ministro Gelmini a transumare verso una paludosa terza fascia docente collocata in un ruolo ad esaurimento, esprimono la loro preoccupazione per l’attività di ricerca che passerebbe ad essere un corollario del loro impegno universitario. È indispensabile che i candidati a Rettore immediatamente, e successivamente le componenti che saranno rappresentate in consiglio di amministrazione e senato accademico, si pronuncino in merito alla destinazione di una quota di risorse proporzionalmente non inferiore all’attuale alla ricerca scientifica ed a vigilare perché l’impegno didattico e gestionale, pur importante, non possa essere considerato esclusivo.
6. I ricercatori condividono la preoccupazione per il futuro delle nuove leve della ricerca. La figura di ricercatore a tempo determinato, che la nuova legge introdurrebbe, è debole e dal futuro incerto. Chiediamo pertanto al nuovo Rettore, per non aggravare ulteriormente la trafila di precarietà dei giovani studiosi, di considerare tale figura come sostitutiva e non consecutiva degli attuali assegni di ricerca. Tale misura, perfettamente in potere del nuovo Rettore, non allungherebbe ulteriormente il precariato universitario, programmando attentamente l’inserimento in ruolo di giovani studiosi formati dall’Ateneo. È però indispensabile che il nuovo Rettore si impegni a che tale inserimento avvenga in un contesto di competizione e valorizzazione del merito con gli attuali ricercatori strutturati.
I ricercatori, oltre che nella ricerca e nella didattica, da anni sono indispensabili al buon funzionamento delle strutture dell’Ateneo. Il ddl 1905 considera le nostre professionalità come rottamabili e umilia il nostro impegno quotidiano. Dalla maniera con la quale i candidati a Rettore si impegneranno sulle istanze qui rappresentate dipenderà non solo il nostro voto del nove giugno ma anche la possibilità di disegnare un futuro condiviso e collaborativo per il nostro Ateneo.
Seguono le firme:
Mathilde Anquetil Scienze Politiche
Amalia Barchiesi Comunicazione
Francesco Bartolini Formazione
M. Eugenia Bartoloni Giurisprudenza
Matteo Benozzo Formazione
Simone Betti Formazione
Ramona Bongelli Comunicazione
Valeria Bosco Giurisprudenza
Federico Buonanno Formazione
Livia Cadei Formazione
Andrea Caligiuri Giurisprudenza
Simone Calzolaio Comunicazione
Carla Canestrari Formazione
Carla Canullo Lettere e Filosofia
Giuseppe Capriotti Beni Culturali
Lina Caraceni Giurisprudenza
Gennaro Carotenuto Comunicazione
Alessio Cavicchi Economia
Roy Cerqueti Economia
Mara Cerquetti Beni Culturali
Francesca Coltrinari Beni Culturali
Ninfa Contigiani Giurisprudenza
Raffaella Coppier Economia
Luigi Cozzolino Scienze Politiche
Isabella Crespi Formazione
Eleonora Cutrini Giurisprudenza
Lucia D’Ambrosi Comunicazione
Valerio Massimo De Angelis Lettere e Filosofia
Francesca De Vittor Scienze Politiche
Livia Di Cola Giurisprudenza
Elena Di Giovanni Lettere e Filosofia
Maria Di Nono Lettere e Filosofia
Irene di Spilimbergo Giurisprudenza
Marco Dondero Formazione
Patrizia Dragoni Beni Culturali
Pierluigi Feliciati Beni Culturali
Alessandra Fermani Formazione
Giuseppe Flammini Lettere e Filosofia
Armando Francesconi Scienze Politiche
Chiara Francesconi Giurisprudenza
Costanza Geddes da Filicaia Lettere e Filosofia
Catia Giaconi Formazione
Lorella Giannandrea Formazione
Claudia Giontella Beni Culturali
Benedetta Giovanola Scienze Politiche
Luca Girotti Formazione
Giacomo Gistri Comunicazione
Alessandro Grasso Economia
Sergio Labate Formazione
Pamela Lattanzi Giurisprudenza
Vincenzo Lavenia Scienze Politiche
Natascia Leonardi Lettere e Filosofia
Erik Longo Giurisprudenza
Patrizia Magnoler Formazione
Barbara Malaisi Economia
Anton Giulio Mancino Comunicazione
Natascia Mattucci Scienze Politiche
Laura Melosi Lettere e Filosofia
Susanne Meyer Beni Culturali
Elisabetta Michetti Economia
Morena Muzi Formazione
Antonella Nardi Lettere e Filosofia
Federico Niccolini Economia
Filippo Olivelli Giurisprudenza
Donatella Pagliacci Lettere e Filosofia
Francesca Pampurini Economia
Tatiana Petrovich Njegosh Lettere e Filosofia
Nuria Pérez Vicente Lettere e Filosofia
Paola Persano Scienze Politiche
Francesco Pirani Beni Culturali
Stefano Polenta Formazione
Ilaria Riccioni Formazione
Acquaroli Roberto Giurisprudenza
Carlo Sabbatini Giurisprudenza
Amanda Salvioni Formazione
Mauro Saracco Beni Culturali
Luisa Scaccia Economia
Cristina Schiavone Lettere e Filosofia
Michela Scolaro Beni Culturali
Francesca Spigarelli Giurisprudenza
Claudio Socci Formazione
Michela Soverchia Formazione
Monica Stronati Giurisprudenza
Ernesto Tavoletti Scienze Politiche
Ilaria Trapè Scienze Politiche
Giorgio Trentin Lettere e Filosofia
Laura Vagni Giurisprudenza
Francesco Verducci Comunicazione
Massimiliano Zampi Giurisprudenza
Maria Letizia Zanier Scienze Politiche

