Sinistra italiana punta alla partecipazione:
«Una città solidale e aperta a tutti.
Valuteremo il confronto con Foglia»
CIVITANOVA - Il segretario Giovanni Palmini interviene sulla candidatura del fisioterapista che ha incassato già il "sì" del Pd: «Trasparenza, passione civile, democrazia reale e vivente. Stare dentro questo processo vitale significa per noi costruire un blocco democratico e progressista»

Giovanni Palmini, segretario Sinistra italiana di Civitanova
Dopo l’endorsement del Pd, il “chi va là” del Movimento 5 stelle e di Avs e la bocciatura di Ivo Costamagna alla candidatura a sindaco di Civitanova di Andrea Foglia, interviene anche Sinistra italiana, con il suo segretario Giovanni Palmini mostrando un’apertura.
«Questa destra a Civitanova si può battere, è allo sbando con manifestazione a volte tragiche a volte ridicole che ci hanno, ahimè, reso famosi in tutta Italia – ha detto -. Si può farlo se si parte con un giudizio inequivocabile sul suo operato. La gente su questo deciderà e con un programma limpido che indichi le scelte essenziali per costruire una città solidale, aperta a tutti. Vedremo se su questo chiarissimo terreno ci sarà modo di incrociarsi con l’associazione di Foglia».
Palmini parte poi da un intervento di Foglia all’ultima assemblea per attaccare la giunta attuale, quella del sindaco Fabrizio Ciarapica. «Foglia parte dalla negazione, da parte dell’attuale giunta di un luogo per l’aggregazione dei giovani che lui avrebbe proposto. Ma se la giunta ha bocciato quel progetto è perché è in coerenza con una politica che ha fatto scomparire tutti gli spazi comuni, eliminato i consigli di quartiere, annullato il ruolo del Consiglio comunale – ha continuato -. Con la partecipazione lo scempio edilizio che ha caratterizzato l’attuazione del piano casa non sarebbe passato. I cittadini hanno bloccato le varianti più oscene e visibili (Cristallo, Agriforest). Il progetto, epitome, di questa giunta era il progetto Dubai con grande sfarzo. Una risata l’ha seppellito».
«Questa giunta di destra ha pensato, legittimamente, che questa nostra straordinaria città potesse vivere di rendita, con un micidiale spostamento di investimenti sull’edilizia sregolata senza una minima programmazione – ha detto Palmini -. Questa crescita ha mangiato la città, il verde, i parcheggi, gli spazi comuni. Ha puntato sull’attrazione da consumi con centri commerciali a go go ed enorme consumo di suolo. Per avviare a soluzione, da ora, questi problemi complessi, non occorrono le oligarchie che l’hanno dominata e affondata, né nuove oligarchie anche fossero nostre. Occorre un sistema di governo nuovo fondato, appunto, sull’autogoverno della città con un forte ruolo del consiglio comunale, forti Consigli di quartiere, centri sociali di giovani e meno giovani, autogestiti. Organismi connessi tra loro capaci di esprimere una domanda politica e co-governare il Comune. Trasparenza, passione civile, democrazia reale e vivente. Stare dentro questo processo vitale significa per noi costruire un blocco democratico e progressista» ha concluso il referente di Sinistra italiana.
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S’avvicina or l’accordo,
tanto già preventivato,
non c’è stato orecchio sordo,
tutto era preparato!!?
Qui non solo campo largo,
siam vicini alla collina,
di chi guarda e non sporgo,
con nessun la mia decina;
non è sola la decina,
la compagine è più folta,
a voler la sua manina,
qualche cosa va pur tolta,
dai pur grandi ideali,
già parlati a grande voce,
per sconfigger tutti mali,
e pian pian qualcun ci cuoce;
voti vanno sì ben dati,
a chi salva situazione,
ma tra appoggi e concordati,
pur ci scappa spartizione;
attrezzatevi signori,
che a voler lì comandare,
qualcheduno hai da far fuori,
se comando ad altri dare;
che son altri prospettati,
pur lor giusti e paladini,
sistemar devi affiliati,
e trovar pure soldini;
che problemi lì son tanti,
molti certi altri cercati,
tra reuccio e tanti fanti,
ve l’avrete pur trovati;
ma la Fata ella Turchina,
che la fiaba ci ha incantato,
non troviamo la mattina,
se lavor non hai cercato;
c’assai dura è la faccenda,
situazion non è felice,
tra un comando e una merenda,
non sol basta una cornice;
attrezzatevi signori,
che un conto è protestare,
ma i giovani e lor cuori,
dovran lor pur lavorare;
più non bastano riunioni,
grandi feste e aperitivi,
qui ci vogliono i maroni,
e sacrificar giulivi;
che non basta un ucci ucci,
per pur smuovere le acque,
far marciar i cavallucci,
per il nuovo che pur nacque… m.g.