Maceratese-Ancona, il derby della paura.
Spadoni: «Serve il massimo,
dobbiamo muovere la classifica»

SERIE D - Il ds in vista della sfida di mercoledì alle 18 all'Helvia Recina dopo le sconfitte nelle prime due giornate. «Un avversario tosto che vuole vincere il campionato. Noi abbiamo cambiato tanto e c’è bisogno di tempo per diventare squadra, dobbiamo però fare questo il più velocemente possibile»

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La formazione durante la partita con l’Atletico Ascoli

di Mauro Giustozzi

Il derby della paura. Quello che andrà in scena mercoledì all’Helvia Recina-Pino Brizi, fischio d’inizio alle 18, sarà un Maceratese-Ancona da brividi. Perché chi perde sprofonda nella crisi, il pareggio sarebbe un brodino ricostituente, a dire il vero più per la Rata che per l’ambiziosa corazzata di mister Maurizi. La Maceratese, fanalino di coda del girone assieme al Giulianova, arriva a questa sfida reduce da due sconfitte figlie di un calendario tremendo che ha messo in fila nelle prime tre gare big del girone del calibro di Teramo, Atletico Ascoli e appunto Ancona. La squadra di Alfonsi ha raccolto zero punti, incassato cinque gol e segnato appena uno. Dando l’impressione di essere nettamente inferiore a queste avversarie, costruite peraltro con budget diversi e con ambizioni di primeggiare nel girone.

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Un momento di Maceratese-Teramo

Quello che hanno evidenziato questi primi 180 minuti è stata una fragilità caratteriale che, abbinata ai tanti errori commessi, ha condannato la Rata. Una squadra giovane sì, questa è stata la scelta della società, ma che pare non avere punti di riferimento, elementi di esperienza e carisma in grado di essere l’àncora di salvataggio quando infuria la tempesta. Come contro il Teramo e il primo tempo di domenica contro l’Atletico Ascoli.

Fermo restando che le due sconfitte incamerate potevano essere messe in preventivo, ma fin dal derby con l’Ancona e soprattutto nelle successive e più abbordabili (sulla carta) partite, sarà indispensabile una netta svolta della Maceratese per non compromettere subito le sue chance di salvezza. Perché è vero che anche lo scorso anno la Rata di Possanzini partì con un filotto di tre sconfitte consecutive, cui però seguirono tre vittorie contro Sora, Sammaurese e Aquila nelle successive quattro partite che riassestarono una classifica deficitaria.

 

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Il direttore sportivo Giulio Spadoni con l’allenatore Sante Alfonsi

Riuscirà la stessa impresa alla squadra di mister Alfonsi? Questo è il grande interrogativo che serpeggia in una tifoseria che ama molto questi colori, lo ha dimostrato confermando lo stesso numero di abbonamenti dello scorso campionato (600) che per Macerata resta da record visti anche i trascorsi passati in categorie professionistiche dove mai si è raggiunta tale cifra. Risultati e prestazioni della Rata che hanno spaccato la tifoseria tra coloro che, sulla linea della società, chiedono tempo e pazienza perché la squadra è completamente nuova e ha quindi bisogno di tempo per amalgamarsi e conoscersi e un’altra parte invece molto critica verso la campagna acquisti effettuata dove sono arrivati calciatori per lo più in cerca di riscatto dopo campionati non di grandissimo livello.

Insomma tante scommesse e poche certezze, questa l’accusa che viene mossa alla dirigenza biancorossa. Certo è che questa rosa è sicuramente di livello inferiore a quella dello scorso campionato, dove la qualità dei vari Marras, Osorio, Gagliardi, tanto per fare qualche nome, era certamente più elevata di alcuni dei giocatori di quest’anno. Spetta comunque a mister Alfonsi tirar fuori il meglio possibile dai calciatori di cui dispone. Nelle prime due sfide il tecnico ha alternato moduli diversi: col Teramo il 4-3-3 mentre ad Ascoli il 4-4-2. Il risultato finale è stato lo stesso per cui bisognerà vedere contro l’Ancona che scelta verrà fatta dall’allenatore, se più conservativa per limitare il gioco dei dorici oppure più offensiva per affrontarli a viso aperto. In particolare si dovrà valutare anche la possibilità di schierare a metà campo il 2008 Soura, finalmente tesserato, ma con zero minuti giocati contro l’Atletico e il recupero di un Ruani che resta probabilmente il giocatore di maggior qualità di questa Maceratese ma che deve essere collocato in una zona del campo adatta alle sue caratteristiche di inserimento e incursore d’attacco.

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«Abbiamo ambizioni diverse, loro una partita l’hanno vinta ma vengono dal ko casalingo che pesa – ha detto il direttore sportivo Giulio Spadoni – noi siamo stati vicinissimi a portare a casa un risultato importante contro un avversario molto forte, un episodio che sicuramente incide sul morale dei ragazzi. Non abbiamo tempo per pensarci perché si torna subito in campo e dobbiamo con tutte le nostre forze voltare pagina e guardare avanti. L’Ancona è un avversario tosto che vuol vincere il girone, il terzo di seguito per la Maceratese che non ha avuto certo fortuna nella compilazione del calendario. Al di là del valore dell’avversario dobbiamo fare di tutto per portare a casa qualcosa dal derby. Noi abbiamo cambiato tanto e c’è bisogno di tempo per diventare squadra: dobbiamo però fare questo il più velocemente possibile. Ad Ascoli dopo un primo tempo di difficoltà nella ripresa la Maceratese ha reagito e fatto una buona gara: anche dopo il gol del pari ci siamo procurati alcune situazioni che potevamo sfruttare meglio».

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In particolare il dirigente biancorosso batte il tasto sulla necessità di «migliorare in tante cose in mezzo al campo, in particolare anche in qualche episodio nel quale poi abbiamo subito gol. Serve meno leggerezza e più attenzione, però bisogna cercare il prima possibile di fare punti per muovere la classifica. Questo senza guardare al valore degli avversari da incontrare. In ogni partita dobbiamo dare il massimo. Abbiamo qualche giocatore uscito acciaccato dalla sfida con l’Atletico Ascoli, valuteremo domani sulla disponibilità anche nell’ottica delle tre gare in una settimana». Nell’Ancona dovrebbero essere assenti solamente Menghi e Bulevardi. Il derby con i dorici riporta alla mente la Waterloo dello scorso campionato, quando la Rata nel doppio confronto incassò altrettante brucianti sconfitte, subendo nove reti segnandone appena una. I tifosi si attendono un riscatto sia da quelle due figuracce che anche per invertire il trend negativo di questo avvio di stagione.

 

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