Rifiuti speciali a Santa Maria Apparente,
la Provincia dice no all’impianto

CIVITANOVA - La Conferenza di servizi rileva numerose criticità sul progetto della Fp Frantumazioni: pareri negativi del Comune: dubbi su urbanistica, viabilità, falda, polveri e rumore. Ora la società avrà dieci giorni per presentare osservazioni prima del provvedimento definitivo

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Il Santuario di Santa Maria Apparente

di Laura Boccanera

La Conferenza di servizi non dà il via libera all’impianto di rifiuti speciali in via del Torrione a Santa Maria Apparente. Al termine della seduta decisoria la Provincia di Macerata ha ritenuto che il progetto della Fp Frantumazioni non possa essere approvato con esito favorevole alla luce delle numerose criticità emerse nell’istruttoria. Non si tratta tuttavia ancora di un diniego definitivo: la Provincia trasmetterà alla società la comunicazione dei motivi ostativi lasciando al proponente dieci giorni per presentare osservazioni e documentazione.

Il progetto è stato esaminato dalla Conferenza di servizi alla quale hanno partecipato Provincia, Comune di Civitanova, Ast e rappresentanti della società proponente. Nel corso della seduta sono stati acquisiti i pareri di Comune, Arpam, Regione Marche, Aato 3, Atac e Ast, oltre alle osservazioni presentate da soggetti privati tra cui gli ingegneri Giorgio Medori e Angelo Quintabà.

Il Comune di Civitanova aveva già espresso il proprio diniego, sia come ufficio tecnico che come amministrazione con una nota inviata in provincia nei giorni scorsi dall’assessorato firmata da Roberta Belletti, esprimendo un giudizio di compatibilità ambientale negativo, oltre a un parere negativo ai fini del rilascio del titolo abilitativo. Tra le questioni sollevate c’è innanzitutto quella relativa alla disponibilità dell’area: secondo il Comune, il terreno risulta di proprietà esclusiva di un privato e non della FP Frantumazioni, circostanza che, a giudizio dell’amministrazione, impedirebbe il rilascio del permesso di costruire alla società.

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Un altro nodo riguarda la strada di accesso all’impianto. L’area non sarebbe dotata delle necessarie opere di urbanizzazione primaria e la viabilità prevista interessa anche terreni di proprietà privata. Il Comune rileva quindi che non sarebbe garantita la disponibilità delle aree necessarie per realizzare gli interventi.

Ma il punto centrale del parere comunale è la localizzazione dell’impianto. Il progetto ricade infatti in un comparto che il vigente piano regolatore individua come area di espansione prevalentemente residenziale, con previsioni anche di edilizia residenziale pubblica. L’impianto di frantumazione viene classificato come attività insalubre di prima classe e, secondo il Comune, potrebbe produrre impatti incompatibili con la destinazione dell’area, in particolare per quanto riguarda rumore, polveri, vibrazioni e traffico. L’Ast ha chiesto alla società di integrare la documentazione con una valutazione più approfondita delle alternative. In particolare, l’ente sanitario chiede di considerare la possibilità di collocare l’impianto in aree destinate alla presenza di industrie insalubri, prima di procedere con ulteriori valutazioni sull’esposizione della popolazione agli impatti del progetto. Sul fronte ambientale, il Comune ha inoltre evidenziato la vulnerabilità della falda. L’impianto ricade all’interno del sito del “Basso bacino del fiume Chienti”, caratterizzato dalla presenza di una falda freatica superficiale. Secondo l’amministrazione, l’infiltrazione nel terreno delle acque di seconda pioggia potrebbe favorire il trasporto nel sottosuolo di sostanze inquinanti provenienti dal dilavamento dei cumuli di rifiuti stoccati all’aperto.

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Dubbi sono stati poi sollevati su polveri sottili prodotte dall’attività di frantumazione e impatto acustico. Nel parere comunale viene richiamata anche la vicinanza del Santuario di Santa Maria Apparente, che si trova a circa 85 metri dall’area interessata. Per l’amministrazione la presenza di un impianto industriale destinato al recupero e trattamento dei rifiuti sarebbe incompatibile con il valore storico e religioso del sito e potrebbe comprometterne la valorizzazione e la fruibilità. La Regione Marche ha invece espresso parere favorevole ai fini della trasformazione urbanistica, con prescrizioni, mentre Atac ha espresso un parere tecnico favorevole sull’accettabilità dello schema fognario, anch’esso con prescrizioni. Arpam ha formulato una serie di osservazioni e condizioni sulle diverse matrici ambientali.

Alla fine della seduta, dopo aver illustrato alla società tutte le criticità emerse, la Provincia ha preso atto dei pareri negativi del Comune e delle problematiche evidenziate dagli altri enti. La Conferenza di servizi ha quindi ritenuto che non ci siano le condizioni per concludere il procedimento con un esito favorevole all’approvazione del progetto. Ora la palla passa alla società che riceverà la comunicazione dei motivi ostativi e avrà dieci giorni per presentare osservazioni e nuovi documenti. Solo dopo questo passaggio la Provincia potrà assumere il provvedimento conclusivo sul progetto.

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