«Guida per le gite scolastiche,
manca Morrovalle sulla mappa»
ITINERARI - Il gruppo consiliare Cura e Partecipazione punta il dito sull'assenza del Comune tra le mete di "Marche – Un viaggio Fuoriclasse", la pubblicazione Atim-Didatour distribuita ai docenti di tutta Italia: «Il problema non è quello che abbiamo, è il modo in cui non siamo riusciti a farlo conoscere»

L’assenza di Morrovalle nella mappa del progetto
«Guardate la mappa. Morrovalle non c’è». È la segnalazione del gruppo consiliare Cura e Partecipazione, che punta il dito sull’assenza del comune da “Marche – Un viaggio fuoriclasse”, la guida 2026 realizzata da Atim e Didatour e destinata agli istituti secondari di primo e secondo grado. La pubblicazione ha lo scopo di promuovere il territorio regionale nelle scuole di tutta Italia, così da rendere le Marche appetibili come meta delle uscite didattiche. Sarà distribuita in 20mila copie insieme all’Annuario Didatour 2026/2027, oltre che in formato digitale, arrivando direttamente nei plessi di tutto il Paese per far conoscere borghi, musei, storia e tradizioni marchigiane. «Per diventare meta di gite. Per essere scoperti da migliaia di studenti», scrivono i consiglieri. «Nella cartina, tra Macerata e la costa, il nostro comune semplicemente manca».

La guida “Marche – Un viaggio fuoriclasse”
Un’assenza che secondo il gruppo stride con quanto il territorio avrebbe da offrire: «Eppure abbiamo un patrimonio che pochi territori possono vantare: dal Beato Giovanni da Morrovalle a Sora Lalla, dai legami con Gioacchino Belli al Miracolo eucaristico, dal Museo internazionale del presepe al centro storico, dalle nostre chiese ai ritrovamenti archeologici, dal presepe vivente alle tradizioni, al paesaggio e alle nostre eccellenze enogastronomiche».
Da qui l’affondo: «Il problema non è quello che abbiamo. È il modo in cui non siamo riusciti a farlo conoscere. Perché amministrare un territorio non significa soltanto celebrarsi nei comunicati o nelle pubblicazioni istituzionali. Significa costruire una strategia perché quelle bellezze arrivino fuori dai nostri confini».
“Marche – Un viaggio Fuoriclasse”, la nuova guida per il turismo scolastico
Il legame tra Giuseppe Gioachino Belli e Morrovalle è legato soprattutto al suo amore per la marchesina Vincenza Roberti, la “Sora Cencia”. Tra il 1820 e il 1844 il poeta romano visitò più volte il borgo marchigiano, ospite della famiglia Roberti, trovandovi un rifugio affettivo e tranquillo. La quiete delle colline maceratesi offriva al Belli una tregua dalla sua cronica ipocondria e dalle soffocanti dinamiche della corte papale romana.
Quel soggiorno in provincia gli permise di osservare da vicino la vita quotidiana, la cultura popolare e le risorse della Marca anconetana. Questo contatto diretto con la realtà periferica dello Stato Pontificio alimentò il suo acuto spirito critico verso le ingiustizie sociali dell’epoca. Molte delle sue lettere, note di viaggio e riferimenti nei sonetti testimoniano l’influenza profonda che l’esperienza marchigiana ebbe sulla sua sensibilità.
Proprio in quegli anni maturò in lui il realismo espressivo che lo condusse alla stesura dei suoi celebri Sonetti romaneschi. Oggi Palazzo Roberti a Morrovalle conserva il ricordo di questa illustre presenza, simbolo di un’intensa stagione umana e letteraria. Il paese rappresenta dunque una tappa fondamentale per comprendere l’uomo Belli oltre la sua sola dimensione urbana e capitolina. Un connubio indissolubile tra passione privata, ricerca di benessere e maturazione della sua più alta produzione poetica.