Sanità, accordo Marche-Umbria:
al confine più facile curarsi

INTESA - Stabilite regole condivise per le prestazioni sanitarie a chi si rivolge alle strutture dell’altra regione. Obiettivo garantire percorsi più semplici e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari. L'assessore Paolo Calcinaro: «È un accordo che mette al centro i cittadini. Così si usano in modo più efficace le risorse»

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Accordo tra Marche e Umbria (2026-2028) per facilitare l’accesso alle cure per i cittadini delle aree di confine. L’intesa, approvata dalla Regione, stabilisce regole condivise per le prestazioni sanitarie prestate a persone che si rivolgono alle strutture dell’altra regione, con l’obiettivo di garantire percorsi più semplici e appropriati e una migliore integrazione tra i due sistemi sanitari.

«È un accordo che mette al centro i cittadini – ha commentato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro -. Chi vive nelle aree di confine deve poter accedere alle cure nel modo più semplice e rapido possibile, con regole chiare e senza ostacoli burocratici. Allo stesso tempo, l’intesa ci permette di programmare meglio i servizi, monitorare i flussi dei pazienti e utilizzare in modo più efficace le risorse del sistema sanitario. È una scelta che migliora l’assistenza e rafforza la collaborazione tra Marche e Umbria».

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L’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro

L’accordo riguarda le principali prestazioni sanitarie per i cittadini delle due regioni, dai ricoveri alle visite specialistiche e agli esami. Sono comprese anche prestazioni complesse come trapianti, cure oncologiche, dialisi, ricoveri urgenti e percorsi riabilitativi specialistici. Sono escluse le prestazioni che non rientrano nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dal Servizio sanitario nazionale.

Per le Marche, l’intesa consente di gestire in modo più efficace la mobilità sanitaria, cioè gli spostamenti dei cittadini che scelgono di curarsi fuori dalla propria regione. Le regole condivise permetteranno di programmare con maggiore precisione l’offerta sanitaria, monitorare i flussi e i costi e garantire ai pazienti l’accesso ai servizi più appropriati, nel rispetto della libertà di scelta del luogo di cura.

Una parte dell’accordo riguarda poi il comune di Cantiano. In caso di emergenze gravi, quando la Centrale operativa 118 di Pesaro lo riterrà necessario, i pazienti potranno essere trasportati all’ospedale di Gubbio-Gualdo Tadino.

Per chi vive in quella zona, l’ospedale umbro può infatti essere più vicino rispetto ad altri presidi. Questo permetterà, quando previsto, di ridurre i tempi di intervento e di assicurare cure più rapide nelle situazioni in cui ogni minuto può fare la differenza.


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