Inchiesta sui lavori pubblici,
nove indagati a Porto Recanati
tra funzionari comunali e imprenditori

INDAGINE - Tra le ipotesi di reato c'è la turbativa d'asta, contestata ai due dipendenti del Comune. Oltre che per loro, il prossimo 7 ottobre ci sarà l'udienza preliminare anche per sei imprenditori e un direttore tecnico. Tra le contestazioni presunti subappalti illeciti

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Il comune di Porto Recanati

di Monia Orazi

Turbativa d’asta e subappalti ritenuti irregolari al centro di una indagine che coinvolge, a vario titolo, due funzionari del comune di Porto Recanati, sei imprenditori e il direttore tecnico di una azienda. La procura ha chiuso le indagini e l’udienza preliminare è stata fissata per il prossimo 7 ottobre davanti al giudice Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata.

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L’inchiesta riguarda una serie di affidamenti e lavori eseguiti a Porto Recanati tra il 2021 e il 2022, dalle scuole alle strade fino al cinema Kursaal. Il Comune di Porto Recanati è indicato come persona offesa.

Gli imputati sono Daniele Re, 61 anni, residente a Montelupone, all’epoca responsabile del Settore 5 Lavori pubblici, Ambiente e Patrimonio del Comune e, nelle procedure indicate dalla Procura, responsabile unico del procedimento; Luca Mandolini, 44 anni, residente a Porto Recanati, responsabile unico del procedimento per i lavori di manutenzione delle strade comunali e del marciapiede di via De Gasperi; Giuseppina Iannotta, 50 anni, nata a Napoli e con domicilio eletto ad Afragola, legale rappresentante della Cantieri srl; Nando Sabbatinelli, 70 anni, residente a Montelupone, titolare della Marche Asfalti srl. E ancora Gilberto Bedei, 70 anni, residente a Ravenna, direttore tecnico dell’area operativa del consorzio C.E.A.R. società cooperativa consortile; Ralph Donato De Marco, 56 anni, nato in Germania e con domicilio eletto a Camerano, legale rappresentante della Ambiente Territorio società cooperativa; Andrea Alfieri, 55 anni, residente a Faenza, legale rappresentante del consorzio C.E.A.R. società cooperativa consortile; Rosina Paolanti, 79 anni, nata a Valle Castellana ma residente ad Ascoli, titolare di Edil Salaria Picena srl; e Domenico Vagnoni, 58 anni, residente ad Ascoli, titolare della Edil Salaria Picena srl e, in un altro capo d’imputazione, indicato in relazione alla Area Delta società cooperativa.

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Il pm Vincenzo Carusi

Gli impianti nelle scuole – A Re sono contestate innanzitutto due ipotesi di turbativa d’asta. La prima riguarda il progetto per l’installazione degli impianti di ventilazione meccanica nella scuola dell’infanzia e nella secondaria, finanziato con 200mila euro. Secondo la Procura, il progetto sarebbe stato «indebitamente frazionato» e assegnato direttamente alla C.E.A.R. e ad altra società, turbando così la procedura di evidenza pubblica (i fatti risalgono al 27 ottobre 2021). La seconda contestazione riguarda gli impianti di ventilazione della scuola primaria Dante Alighieri e della secondaria. L’accusa sostiene che sia stata annullata una precedente aggiudicazione provvisoria da 139.596 euro e che il progetto sia stato poi frazionato con affidamenti diretti ad una società cooperativa, per 108.152 euro, e ad un consorzio, per 67.036 euro. Secondo la Procura ne sarebbe derivato un aggravio di spesa di 35mila euro circa. Questa seconda contestazione riguarda fatti che sarebbero avvenuti il 25 novembre 2022).

Strade e marciapiede di via De Gasperi – Re e Mandolini, in concorso tra loro, rispondono inoltre di un’altra ipotesi di turbativa d’asta, per la manutenzione delle strade comunali e la messa in sicurezza e il ripristino del marciapiede di via De Gasperi (fatti che risalgono al 24 settembre 2021). Secondo l’accusa, lavori appartenenti a un unico macro-aggregato e che complessivamente avrebbero superato i 150mila euro di base d’asta sarebbero stati frazionati e affidati direttamente alla Marche Asfalti srl, evitando la richiesta di almeno cinque preventivi.

Sempre nell’ambito degli interventi di via De Gasperi e del ripristino delle balaustre del lungomare di largo Porto Giulio e via Lepanto, Iannotta e Sabbatinelli rispondono invece della contestazione relativa al subappalto non autorizzato, prevista dall’articolo 21 della legge 646 del 1982. Secondo la Procura, la Cantieri srl, alla quale il Comune aveva affidato i lavori, avrebbe subappaltato alla Marche Asfalti srl parte delle opere senza autorizzazione, per un importo superiore al 2% delle prestazioni affidate e con un costo della manodopera superiore al 50% dell’importo del contratto da affidare.

Il cinema Kursaal – Un altro capitolo dell’inchiesta interessa i lavori di restauro e risanamento conservativo del secondo stralcio del cinema Kursaal. A Bedei, nella sua qualità di direttore tecnico dell’area operativa del Consorzio C.E.A.R., viene contestato il reato di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico. Secondo l’accusa avrebbe attestato falsamente al Comune che il 21 giugno 2021 la Edil Salaria Picena srl fosse già consorziata con C.E.A.R., mentre la società, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe entrata nel consorzio soltanto dal 5 agosto 2021. Per lo stesso appalto Alfieri, Bedei, Paolanti e Vagnoni rispondono invece della contestazione relativa a un subappalto non autorizzato. La Procura sostiene che il Consorzio C.E.A.R., aggiudicatario dei lavori, avrebbe subappaltato senza autorizzazione alla Edil Salaria Picena srl una parte delle opere per un importo superiore al 2% delle prestazioni affidate e con un costo della manodopera superiore al 50% dell’importo del contratto da affidare.

La scuola Rodari – Gli ultimi due capi d’imputazione riguardano la messa in sicurezza e la riqualificazione funzionale ed estetica della scuola dell’infanzia Gianni Rodari. Re, De Marco e Vagnoni sono accusati della violazione della normativa sui subappalti non autorizzati. Secondo la Procura, la Ambiente Territorio società cooperativa, aggiudicataria dell’intervento, avrebbe subappaltato senza autorizzazione alla Area Delta società cooperativa di Vagnoni la totalità dei lavori (fatti che sarebbero avvenuti tra il 20 settembre 2021 e il 31 dicembre 2021).

A Re, De Marco e Vagnoni vengono infine contestati, in concorso, i reati di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atto pubblico e frode nelle pubbliche forniture. Secondo l’accusa, Re nella qualità di responsabile del Settore 5 Lavori pubblici, ambiente e patrimonio del comune, De Marco come legale rappresentante della Ambiente Territorio società cooperativa (assegnataria dei lavori per la scuola dell’infanzia Gianni Rodari) e Vagnoni come titolare della Area Delta società cooperativa, avrebbero attestato, prima della reale conclusione delle opere, la loro regolare esecuzione, consentendone la liquidazione da parte del Comune.

I lavori sarebbero risultati invece «in larga parte difformi» da quelli previsti: nella richiesta di rinvio a giudizio vengono citati, tra gli elementi mancanti, un gazebo, un’aiuola, uno scivolo, 16 sedute da esterno e diversi metri quadrati di pavimentazione anti-trauma.

La richiesta di rinvio a giudizio è stata depositata dal pm Vincenzo Carusi. Gli imputati contestano le accuse e sono convinti di poter dimostrare la loro innocenza in sede giudiziaria.

L’udienza preliminare è fissata per il 7 ottobre. Gli indagati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Massimiliano Cofanelli, Sandro Giustozzi, Diego Silvestri, Fabrizio Colagiacomi, Michela Foglia, Giovanni Scudellari.

 


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