Grandine sui tetti delle Sae
«I buchi sono stati riparati
ma i tetti dovranno essere rifatti»

USSITA - Il Comune ha dichiarato lo stato di calamità dopo i danni del maltempo. Chiesto lo stato di emergenza alla Regione. Il sindaco Silvia Bernardini: «L’acqua è entrata e c’è parecchia umidità. Le persone però continuano a viverci per via della bella stagione. Per la seconda tranche di lavori serviranno altre risorse e gli inquilini dovranno lasciare temporaneamente le casette»

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La grandinata sulle Sae a Ussita

di Monia Orazi

«Completati gli interventi urgenti sui tetti delle Sae di Ussita bucati dalla violenta grandinata di lunedì. I lavori, terminati oggi, hanno interessato in particolare una ventina di abitazioni nelle quali l’acqua penetrava all’interno». Così il sindaco Silvia Bernardini, che in questi giorni sta seguendo l’emergenza. In futuro quando si procederà a sistemare i tetti, gli inquilini dovranno lasciare temporaneamente le soluzioni abitative d’emergenza.

Intanto la giunta comunale ha dichiarato lo stato di calamità naturale e chiesto alla Regione Marche il riconoscimento dello stato di emergenza: i danni riguardano la viabilità, la rete elettrica e l’illuminazione pubblica, le reti di raccolta delle acque, le sedi comunali provvisorie, le centrali idroelettriche, le Sae di Forapezza e Pieve, oltre a immobili privati, automezzi e cantieri della ricostruzione post-sisma.

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«Per quanto riguarda le Sae, entro oggi saranno conclusi i lavori per tappare i buchi che possono provocare infiltrazioni d’acqua – spiega Bernardini –. Ma si tratta appunto di toppe: i tetti dovranno poi essere sistemati per bene con interventi definitivi».
Lavori più complessi che non potranno però essere avviati immediatamente. «Sono interventi che verranno fatti più avanti, anche perché richiedono un costo maggiore e potranno essere realizzati soltanto se saranno stanziate delle risorse. Non è previsto che vengano fatti adesso. In questo momento l’Erap sta intervenendo per tappare i buchi».

silvia bernardini

La sindaca Silvia Bernardini

La situazione all’interno di alcune abitazioni resta difficile. «Nelle Sae non è delle migliori, perché l’acqua è entrata e c’è parecchia umidità. Le persone però continuano a viverci perché, per fortuna, siamo nella bella stagione ed è quindi possibile arieggiare e sistemare».
Su 89 Sae presenti nel territorio comunale, 70 sono state danneggiate. «Di queste, una ventina hanno riportato danni abbastanza seri e ci pioveva dentro. Le altre 50 sono danneggiate, ma senza infiltrazioni all’interno. Nessuna Sae è stata lasciata: sono tutte abitate e al momento non abbiamo sfollati».
Il problema potrebbe però presentarsi quando inizieranno gli interventi definitivi. «In alcune situazioni dovrà essere smantellato quasi tutto il tetto e si capisce bene che, a quel punto, la situazione cambierà».

Intanto prosegue la conta complessiva dei danni, ancora lontana dall’essere conclusa. «Sono veramente tanti – sottolinea Bernardini –. Per quanto riguarda la parte pubblica, è stata colpita molta, se non la maggior parte, dell’illuminazione pubblica, quindi lampioni e altri impianti».
Pesantissime anche le conseguenze per i privati. «Praticamente a Ussita non c’è più una macchina sana. Le uniche auto rimaste integre sono quelle che non si trovavano a Ussita nel momento della grandinata».

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