Il Premio San Marone
a Riccardo Centurioni,
storico primario di Ematologia

CIVITANOVA - Il riconoscimento è giunto alla seconda edizione. Sul palco le storie dei pazienti guariti tra cui Manola Gironacci e Aldo Ascani. Raccolti oltre 5mila euro per l'Ail. Conferito il premio "Mosca bianca" allo Scalalaggio Anconitani

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La consegna del premio a Riccardo Centurioni. A sinistra Manola Gironacci, il vicesindaco Claudio Morresi, la vicepresidente di Viviamo Civitanova Barbara Bastianelli, Riccardo Centurioni e l’artista Gabriella Gattari

di Laura Boccanera 

Assegnata a Riccardo Centurioni il premio San Marone. Lo storico primario del reparto di Ematologia dell’ospedale di Civitanova ha ricevuto ieri sera il riconoscimento ideato dall’associazione Viviamo Civitanova e giunto alla seconda edizione, nel corso della serata benefica ospitata allo Shada. Un riconoscimento che ha assunto il significato di un grazie corale da parte di una comunità che, in tanti casi, deve a quel medico non solo una diagnosi e una speranza, ma la possibilità di continuare a vivere.

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Riccardo Centurioni con l’equipe dell’ospedale, la dottoressa Milena Mirabile e Maria Luisa Minnucci con l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro e i “survivor” fra loro Laura, Michele, Andrea Gazzani e Aldo Ascani

La serata, il cui ricavato è stato devoluto all’Ail con un assegno di 5.210 euro, è stata scandita dalle testimonianze di chi ha condiviso con Centurioni il percorso più difficile della propria vita. Non pazienti, ma “survivor”, come loro stessi si sono definiti dal palco: uomini e donne che hanno affrontato la malattia e oggi sono tornati per raccontare cosa abbia significato avere accanto un medico capace di accompagnarli anche nei momenti più duri.

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Gianfilippo Bianchi alla consegna del premio Mosca Bianca con Manola Gironacci e Giorgio Pollastrelli

Tra gli interventi più toccanti quello della stessa Manola Gironacci, che ha ricordato come tutto sia iniziato 16 anni fa da una semplice afta, trasformata poi nella diagnosi di leucemia. «Ringrazio anche quel bambino francese che, con la donazione del cordone ombelicale, mi ha permesso di continuare a vivere», ha raccontato. Emozionante anche la testimonianza di Laura, oggi giocatrice della Nazionale italiana di pallacanestro trapiantati. Dopo la guarigione ha partecipato ai Mondiali di Dresda, città dalla quale proveniva proprio il suo donatore. «Dopo aver vinto la medaglia d’oro ho scritto una lettera al centro trapianti. È arrivata fino a lui, mi ha cercato e ci siamo incontrati. Quel giorno era lì davanti a me». Michele ha ricordato invece il suo percorso segnato da sei recidive e dalla partecipazione a una sperimentazione clinica. «Io, Andrea e Aldo siamo i survivor. Civitanova dovrebbe fare un monumento a Centurioni, e dovrebbe farlo adesso, quando è ancora vivo. È lui che ci ha dato la possibilità di vivere ancora». Tra i racconti più intensi anche quello di Aldo Ascani, che ha ripercorso la scoperta della malattia nel 2007. «Per caso, durante una visita da una dietologa, feci un emocromo. Il mio medico non c’era e, da ipocondriaco quale sono, ne avevo fatti già quattro. Da lì iniziò tutto. Sono passati diciotto anni. Bologna mi ha ucciso e mi ha fatto rinascere, ho cambiato gruppo sanguigno, fatto oltre quaranta trasfusioni, ma Centurioni mi ha insegnato a camminare».

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L’assessore Paolo Calcinaro

Sul palco assieme a Centurioni anche parte dell’equipe di Centurioni, le dottoresse Milena Mirabile e Maria Luisa Minnucci, in una serata che ha alternato ricordi, commozione e gratitudine. Emozionato, Riccardo Centurioni ha accolto il premio ricordando il senso più profondo della professione medica. «Rivedere qui persone con cui ho condiviso un pezzo di strada mi commuove. Con molti di loro si è creato un rapporto che va oltre quello professionale. Un medico non deve limitarsi a fare una diagnosi: deve accompagnare le persone e dare loro la speranza che, prima o poi, la luce arriverà». Centurioni ha poi voluto sottolineare il ruolo dell’Ail, associazione che rappresentava durante la serata.

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La consegna dell’assegno all’Ail

«La nostra sezione di Macerata destina tutte le donazioni al miglioramento dell’assistenza e dell’attività dei reparti di Ematologia. Abbiamo donato camere sterili, letti, impianti di climatizzazione e quest’anno abbiamo investito 105mila euro per finanziare una biologa che potenzi la diagnostica e un medico che possa sopperire alla carenza di personale nel reparto. Lo faremo anche il prossimo anno. Ma l’Ail non può sostituirsi alla sanità: può intervenire per accompagnare il paziente lungo il suo percorso». Un messaggio lanciato verso la politica, che pure ha partecipato alla serata: erano presenti l’assessore alla sanità Paolo Calcinaro, la consigliera regionale Silvia Luconi, il vicesindaco di Civitanova Claudio Morresi e i consiglieri comunali Giorgio Pollastrelli e Paola Fontana.

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Nel corso della serata è stato assegnato anche il premio Mosca Bianca, realizzato dall’artista Gabriella Gattari di Tolentino. Il riconoscimento è andato allo Scalalaggio Anconitani, storica realtà del porto cittadino, premiata per aver custodito e tramandato una tradizione che rappresenta oltre un secolo di storia della cantieristica civitanovese e che ha saputo reinventarsi attraverso manutenzioni e refitting degli scafi. A ritirare il premio è stato Gianfilippo Anconitani.

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