«Non meritiamo gli insulti
dagli ex pazienti di Cencetti.
Abbiamo già 1800 assistiti e l’Ast tace»
TOLENTINO - La vicenda dopo il fermo del medico accusato di tentato omicidio della moglie. Andrea Mosca, coordinatore dei medici di medicina generale del Distretto: «Abbiamo fatto per quasi un mese quello che dovevamo e che potevamo, sopra le nostre forze. La situazione non può essere affrontata con i mezzi che l'Azienda sanitaria ha adottato in precedenza»

Andrea Mosca
di Francesca Marsili
«Contro di noi insulti e improperi dagli ex assistiti di Cencetti che non sentiamo di meritare. Abbiano già 1800 assistiti a testa, e neppure una parola dall’Ast. E la situazione peggiorerà, se a ottobre anche il medico Fagotti lascerà per la specialistica». È uno sfogo durissimo quello di Andrea Mosca, coordinatore dei medici di medicina generale del distretto.
A nome di tutti i colleghi di Tolentino, in particolare di quelli dello Studio Ippocrate, fa chiarezza su quanto accaduto con gli ex assistiti di Franco Cencetti, a seguito dello stop dopo l’accusa di tentato omicidio alla moglie.
«Da quando ha smesso di operare – dice Mosca – i quattro colleghi dello studio si sono da subito accollati tutte le incombenze riguardanti i suoi mutuati. Non una parola ci è stata riservata da parte dell’Ast». Il coordinatore racconta che nonostante l’ulteriore carico professionale e burocratico sobbarcato per dare risposte agli ex assistiti «non ci è stato neanche comunicato che l’Ast aveva provveduto ad incaricare un collega in servizio nella Cittadella sanitaria per un ambulatorio provvisorio. Né che tale servizio era stato allargato ad un secondo: abbiamo continuato a dire ai mutuati che dovevamo e potevamo provvedere a tutto noi».
Tutto questo fino a tre giorni fa, quando il modulo di medici di base dello studio è venuto a conoscenza che l’Ordine dei Medici di Macerata ha preso un provvedimento nei confronti di Cencetti, «per cui era da rivedere anche la possibilità da parte nostra di ricettare a suo nome con le nostre personali credenziali» sottolinea Mosca. A seguito di questo, dietro direttive del direttore del distretto Giovanna Faccenda, i quattro medici hanno riferito ai mutuati che per ogni necessità avrebbero dovuto rivolgersi all’ambulatorio temporaneo nella Cittadella o al punto di primo intervento di Tolentino e, per le visite domiciliari, alla Guardia medica.
A questo punto «contro di noi, e in particolare contro il nostro studio associato, si è scatenata una serie di insulti e di improperi che in onestà non ci sentiamo di meritare – prosegue Mosca -. Abbiamo fatto per quasi un mese quello che dovevamo e che potevamo, in totale buona fede, sopra le nostre forze – rivendica -. Ricordo che stiamo tutti lavorando con oltre 1800 mutuati a testa da tempo e, sia ben chiaro, senza alcun riscontro economico». I medici di base di Tolentino trovano inaccettabile doversi difendere dalle accuse.
«La misura per quanto ci riguarda è colma da tempo. La situazione dei medici di base a Tolentino è gravissima – aggiunge – e non può essere affrontata con i mezzi che l’Ast ha adottato in precedenza. E anche destinata a peggiorare se Lorenzo Fagotti, arrivato per sostituire Marco Pezzanesi, a ottobre lascerà l’incarico per seguire la specialistica. (È stato assunto con un contratto a termine sino al 31 ottobre ndr). Ritengo – conclude – che al momento la situazione di Tolentino debba essere la principale preoccupazione della Dirigenza aziendale, quella cha non ti fa dormire la notte se non la risolvi. Noi è da tempo che dormiamo sonni agitatissimi».
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