Una tempesta sul Maceratese:
«Chiamarlo temporale è riduttivo,
feriti anche gli animali»
MALTEMPO - Grandine, pioggia e vento hanno sferzato tutto il territorio provinciale. Alberi caduti in strada a Corridonia e Sarnano, il racconto dell'azienda agricola Lai di San Ginesio: «Oltre 15 centimetri di grandine, feriti anche gli animali»

Un intervento per la rimozione di un albero caduto sulla sede stradale in provincia di Macerata
Vento forte e grandine, nella notte decine di interventi dei vigili del fuoco per rami spezzati e piante cadute. A partire dalle 22 il maltempo ha toccato la provincia di Macerata: sulla costa vento forte, ma senza particolari precipitazioni, mentre i problemi e disagi maggiori si sono verificati nell’entroterra dove si è abbattuta una violenta grandinata.

Una pianta caduta a Corridonia
Dopo una tregua, attorno a mezzanotte un secondo evento meteorologico ha toccato la provincia. Sono circa 70 gli interventi totali e le uscite dei vigili del fuoco in tutte le Marche, nel Maceratese gli episodi più frequenti, con oltre 30 chiamate in coda: le richieste di soccorso hanno riguardato principalmente alberi, rami caduti sulla sede stradale e la messa in sicurezza di parti pericolanti.

Una delle zone più colpite è stata quella di Corridonia, in particolar modo tra Piani Rossi, Campogiano e Colbuccaro. dove sono ancora in corso alcuni interventi per la rimozione di alberi e tronchi. Stanotte un albero è caduto lungo la strada che porta verso Petriolo, ostruendola completamente.

Anche nella zona pedemontana il maltempo ha sferzato tutto il territorio. Alberi caduti anche a Sarnano, mentre a Esanatoglia sono caduti chicchi di grandine grandi come palline da golf che hanno danneggiato diverse auto.

Un chicco di grandine a Esanatoglia
Anche a San Ginesio è stata la grandine a fare danni, come denuncia l’azienda agricola Lai. «Chiamarlo temporale è riduttivo – raccontano via Facebook – è stato un inferno di vento, lampi e una grandinata violentissima, con chicchi grandi come biglie che hanno colpito senza pietà. Ancora adesso il terreno è ricoperto da circa 15 centimetri di grandine, come se il tempo si fosse fermato. Ovunque lo sguardo si posa c’è solo devastazione: animali feriti, alberi da frutto spogliati completamente, ridotti al solo fusto, ortaggi cancellati, ulivi martoriati, strutture allagate, auto e mezzi danneggiati. Anni di lavoro, sacrifici e speranze spazzati via in pochi interminabili minuti. Da stanotte stiamo cercando, con tutte le nostre forze, di affrontare questa emergenza, ma il dolore davanti a uno scenario simile è difficile da raccontare. Di tempeste ne abbiamo vissute tante, ma una devastazione come questa non l’avevamo mai vista. Oggi resta solo il silenzio, la conta dei danni e la forza di trovare il coraggio per ricominciare».

La grandine all’azienda agricola Lai di San Ginesio
Nella serata di ieri, inoltre, personale dei comandi dei Vigili del fuoco delle Marche è partito alla volta di Reggio Emilia a supporto dei colleghi impegnati a fronteggiare le numerose richieste di soccorso registrate sul territorio.


Un albero caduto in strada a Sarnano
Forte grandinata e vento: alberi e rami caduti sulle strade, decine di chiamate di soccorso (Video)
Questo è l’antipasto peggio verrà il cambiamento climatico è un dato di fatto.
E’ stata veramente una super-bomba d’acqua con i fiocchi causato dallo scontro tra il super caldo che si trova nel sotto suolo terrestre e l’aria fredda e ci saranno molto frequenti questi effetti climatici estremi.
Nel sotto suolo terrestre c’è il super caldo perché Belzebù ha da bruciare tanti negazionisti del cambiamento climatico in atto.
Credo che sarà il cambiamento politico a portarci per primo alla fame e non il cambiamento climatico.
Per non far litigare i due cambiamenti potremmo fare che con uno saltiamo il pranzo e con l’altro la cena.
Anche Grok come te, Massimo, non ha una grande stima per Romagnoli:
A che serve ‘a grammatica, si poi se more?
dice er burino che scrive co’ li piedi,
” tanto ce tocca annà tutti sottoterra,
grammatica o nò, la Morte nun fa eccezzioni”.
Ma che cazzo de raggione è ‘sta freggna?
Pure si magni co’ le mano o co’ la forchetta,
la panza se riempie uguale, e poi se more lo stesso,
ma almeno nun te guardeno come a un porco a tavola.
La lingua è er fiato che c’avemo pe’ parla’,
er modo de nun sembrà bestie mentre semo vivi;
dopo morti, sì, se diventa tutti uguali,
terriccio, vermi e ossa senza più fiato.
Ma fino a che campi, fijolo, impara a scrive,
che da morto nun te serve più gnente… e manco da vivo!
Non apprezzate la cocciutaggine…
Franco, a differenza di Grok, io la cocciutaggine posso persino invidiarla.
L’estate del 1983 in Sardegna fu caratterizzata da una storica e feroce ondata di caldo. Nel mese di luglio, la regione registrò temperature massime record che in alcune località sfiorarono picchi compresi tra 47,0 °C e 48,0 °C all’ombra.
+1
Ecco le temperature massime più estreme registrate durante l’evento:
Sanluri: 47,0 °C (22 luglio).
Perdasdefogu: 47,0 °C (22 luglio).
Suaredda: 47,0 °C (24 luglio).
Sardegna Clima
Per ulteriori dettagli storici, è possibile consultare i dati climatici ufficiali dell’archivio di Sardegna Clima.
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