Tolentino guarda oltre l’emergenza:
gli alloggi sisma alle giovani coppie
TERREMOTO - L'idea della giunta Sclavi: mettere a disposizione i 188 appartamenti realizzati in sostituzione alle Sae con la formula del "rent to buy": si entra come affittuari, ma dopo un certo periodo di tempo si può riscattare l'abitazione detraendo dal costo finale le rate già pagate. Il sindaco: «Una politica abitativa che guarda da qui a 10 anni»

Gli appartamenti di Borgo Rancia
di Francesca Marsili
A Tolentino i 188 appartamenti realizzati in sostituzione alle Sae per fronteggiare la necessità abitativa dopo il sisma del 2016 avranno una seconda vita. Al centro di una nuova futura politica abitativa, parte di essi saranno destinati al co-housing sociale, altri a giovani coppie, per favorire il loro insediamento in città con strumenti di agevolazione come il rent to buy, ovvero gli affitti con possibilità di riscatto: Una volta entrati in casa come inquilini, dopo un periodo stabilito, si può decidere se acquistare l’immobile o meno e una parte del canone mensile versato funge da anticipo sul prezzo finale.

Il sindaco Mauro Sclavi
È questo l’indirizzo politico dettato dall’amministrazione Sclavi con una delibera di giunta. Secondo l’amministrazione, la quantità di alloggi che resterà nella disponibilità del Comune, man mano che la ricostruzione privata si concluderà, pone una questione di prospettiva: cosa farne, una volta venuta meno la ragione per cui sono stati costruiti? Da qui l’idea di un progetto strutturato, capace di orientare l’utilizzo futuro di questo patrimonio e, potenzialmente, di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni, sulle necessità sociali e rafforzare la competitività della città. «Guardiamo oltre, da qui a 10 anni – premette il sindaco Mauro Sclavi – e stiamo valutando varie soluzioni. L’obiettivo principale è fare in modo che Tolentino sia appetibile per le giovani coppie che hanno lasciato la città dopo gli eventi sismici o per quelle che hanno intenzione di creare qui un nuovo nucleo familiare. Una categoria, questa, che sempre più frequentemente incontra ostacoli nell’ottenere finanziamenti per l’acquisto di un immobile, e vorrei dare loro una speranza. Le formule applicabili sono tante, come il “rent to buy” e potrebbero essere affiancate a altre formule di incentivi».

Gli appartamenti in piazzale della Battaglia
A seguito del sisma del 2016, la precedente amministrazione ha scelto di non usufruire dei moduli abitativi Sae per coloro che avevano perso temporaneamente la propria abitazione, ma di realizzare alloggi tramite l’invenduto presente sul territorio. Oltre 180 alloggi che risultano a oggi realizzati o in via di realizzazione e restano di proprietà comunale, distribuiti in diversi punti della città: 46 appartamenti a Borgo Rancia, altri 66 in piazzale della Battaglia, 12 in contrada Paterno, 4 in contrada Sant’Angelo, 16 in via Jan Palace, 40 in via della Solidarietà e 4 in via Osmani.
Per tradurre questa visione in realtà, l’amministrazione comunale ha pianificato un intervento suddiviso in macro fasi. Ciascuno step prevede tempi precisi e un budget dedicato. Analisi e studio delle necessità: monitoraggio del patrimonio disponibile e studio dei bisogni reali della cittadinanza. Da concludere entro 120 giorni. Proposta progettuale: elaborazione delle strategie di utilizzo concrete da completare entro 120 giorni dall’approvazione della fase precedente. Schema di bando: predisposizione dei criteri pubblici per selezionare i futuri assegnatari degli alloggi, anch’essa da ultimare in 120 giorni. E infine l’assegnazione finale: consegna degli alloggi ai nuclei familiari idonei. La prima fase realizzativa (analisi e studio) è stata affidata all’ingegner Maurizio Urbinati di Ancona, professionista con esperienza nel settore dell’edilizia sociale. L’importo complessivo stanziato per questa prima tranche di attività è di circa 9.700 euro.
Signori ho visto dove sono ubicati questi alloggi in mezzo al nulla se non hai un mezzo per spostarti sei nei guai o no? Penso proprio di sì poi pensatela pure diversamente da me ma così è.