Ricostruzione ex hotel Acquamarina,
altri 10 residenti dal Tar
e bis alla Corte Costituzionale
CIVITANOVA - Il Tribunale amministrativo regionale sospende il secondo ricorso contro la demolizione e ricostruzione dell'ex hotel di viale Matteotti, come già fatto per quello dei due proprietari confinanti. Giorgio Medori: «In urbanistica due leggi devono essere rispettate come limite invalicabile, qui il superamento dell'indice di densità edilizia dei 5 mc/mq arriva a 18,2 mc/mq»

L’ex hotel Acquamarina
di Laura Boccanera (Foto di Federico De Marco)
La battaglia legale contro la demolizione e ricostruzione dell’ex hotel Acquamarina di viale Matteotti, a Civitanova, si allarga. Oltre ai due proprietari confinanti che avevano già portato la vicenda davanti al Tar Marche e di cui abbiamo detto ieri, ci sono altri dieci residenti, che hanno presentato un secondo e autonomo ricorso contro le stesse delibere comunali. Due fronti sui quali il Tar si è espresso allo stesso modo, rinviando alla Corte costituzionale la questione sulla legittimità della proroga al Piano Casa.

I dubbi sono relativi al progetto di demolizione e ricostruzione che trasformerebbe un edificio di tre piani in un palazzo di sei, affacciato sul waterfront portuale. La struttura, un ex albergo diventerebbe così una residenza con appartamenti con un aumento di volumetria del 40% consentito dalle norme derogatorie del cosiddetto Piano Casa: una deroga che, in questo caso, si traduce nel raddoppio dell’altezza dell’edificio da tre a sei piani fuori terra, più un piano seminterrato per garage e cantine.
I giudici non si sono limitati a valutare il merito della controversia edilizia, ma hanno sollevato dubbi sull’intera struttura normativa che regge l’operazione ritenendo non infondate le perplessità sulla legittimità delle 7 proroghe sollevate dall’avvocato Stefano Filippetti che segue i 10 residenti dirimpettai della struttura. Da qui l’interessamento della Corte costituzionale. Il ricorso era stato presentato anche da due dirimpettai, assistiti dagli avvocati Marco Emiliozzi, Giampiero Emiliozzi e Stefano Orena.

L’ingegnere Giorgio Medori
Il nodo è il Piano Casa marchigiano, disciplinato dalla legge regionale 22 del 2009. Quella che nasceva come misura eccezionale e temporanea è stata prorogata per circa tredici anni attraverso una catena di leggi regionali, fino all’ultima finestra utile, fissata al 31 dicembre 2023, entro cui è stata presentata l’istanza per il progetto di Viale Matteotti. Per il Tar, come specificato anche nell’altra ordinanza, questa sequenza di proroghe avrebbe trasformato una norma straordinaria in un regime stabile, con possibile violazione della Costituzione in materia di governo del territorio e tutela dell’ambiente. Nell’ordinanza si fa riferimento ad alcuni precedenti come il piano casa della Puglia, della Calabria e della Sardegna richiamando esplicitamente le sentenze con cui la Corte Costituzionale ha già dichiarato incostituzionali analoghe proroghe dei Piani Casa di Puglia (sentenza n. 17/2023), Calabria (sentenze nn. 219/2021 e 19/2023) e Sardegna (sentenza n. 24/2022).
Sull’argomento interviene anche l’ingegnere Giorgio Medori che ha seguito da vicino la questione con alcune perizie per i ricorrenti: «L’avvocato Filippetti ha spiegato come passare da 3 piani a 6 piani non realizza il famoso aumento del 40% di legge: poi con la mia perizia si evidenzia il superamento dell’indice di densità dei 5 mc/mq che nel caso è arrivato a 18,2 mc/mq, limite invalicabile affermato già dalla Corte Costituzionale con la sentenza 217/2020 del Lazio. Ora l’Urbanistica avrà una moltitudine di leggi, ma come per i dieci comandamenti esistono due leggi basilari italiane che devono essere rispettate: La legge urbanistica 1150/42 e il Dm 1444/68 inviolabili. A Milano per le stesse violazioni si è mossa la Procura. Senza nessuna polemica, ma teoricamente e praticamente è più difficile occuparsi di ingegneria sismica che non rispettare queste due famose leggi urbanistiche di base».
Credo che sia più facile che il sole sorga ad ovest che la procura di Macerata faccia qualcosa in merito.