
Andrea Germondari, presidente del comitato Corridonia Green No Discarica
«Che fine ha fatto l’emergenza rifiuti nel Maceratese?». Se lo chiede il comitato Corridonia Green No Discarica, che cerca di smuovere il silenzio in cui sembra piombata la discussione intorno a una delle grane più importanti per il territorio provinciale.
«Abbiamo appreso dalla stampa che il nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti verrà portato in consiglio regionale per l’approvazione entro giugno o luglio – fa sapere l’ente guidato dal presidente Andrea Germondari – nei continui comunicati del neo assessore Consoli, purtroppo non siamo riusciti a leggere quanto costerà il famigerato inceneritore, chi lo pagherà, dove verrà costruito e dove verrà realizzata la discarica di servizio. Quello che abbiamo visto fino ad ora sono solo i continui aumenti della Tari, che aumenta più del 9% l’anno».
A livello provinciale, il comitato ha «formalizzato la richiesta d’incontro al nuovo presidente dell’Ata 3 per avviare un dialogo tra cittadini ed istituzioni – continua – cosa che non hanno voluto fare i suoi due predecessori. Ci auguriamo che ci sia un nuovo percorso politico che risolva i problemi in tempi brevi ascoltando le proposte dei cittadini».
Sul fronte comunale, invece, «rileggendo attentamente la relazione dell’Università di Ancona che ha stilato l’elenco finale dei 23 siti, abbiamo riscontrato un’anomalia riguardo la distanza minima dai corsi d’acqua. I tecnici hanno applicato un limite diverso da quello prescritto dal Piano paesistico regionale. Abbiamo chiesto spiegazioni alla sindaca di Corridonia il 3 marzo e attendiamo notizie. I mesi passano. Gli anni volano. Noi rimaniamo vigili ed attivi».
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