L’ex chiesa di San Rocco
diventa un polo culturale:
venerdì l’inaugurazione

MACERATA - Completati i lavori nell'ambito del Pnrr per circa 1,6 milioni: parzialmente visibile anche il pozzo

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ex chiesa san rocco

L’ex chiesa di San Rocco

Un nuovo spazio polifunzionale nel cuore del centro storico. Riapre venerdì pomeriggio alle 17,30 l’ex chiesa di San Rocco, che diventa un polo culturale con una sala da 80 posti a sedere dotata di impianti tecnologicamente avanzati e pronta a integrarsi nella rete degli spazi culturali del centro storico.

L’apertura sarà accompagnata da un momento di carattere artistico: una Ouverture musicale curata dalla Scuola civica di musica Stefano Scodanibbio, seguita dalla esposizione di una gigantografia in scala naturale della grande tela del pittore ottocentesco Giovanni Cingolani raffigurante Torquato Tasso che presenta il suo poema “Gerusalemme liberata” alla Accademia dei Catenati, tela originale presente nel Salone di rappresentanza del Palazzo del Governo ma che oggi è custodita in deposito in attesa di restauro. Questi due momenti della presentazione pubblica, infatti, sottolineeranno la vocazione del sito quale nuovo centro per le attività concertistiche, espositive e culturali della città.

San Rocco tela

La tela posizionata all’interno della sala

Il recupero dell’ex chiesa di San Rocco, manufatto le cui prime notizie risalgono alla metà del XVI secolo come proprietà della Confraternita omonima disciolta nel 1810, è stato reso possibile grazie ai fondi del Pnrr nell’ambito degli interventi di Rigenerazione urbana, per un investimento complessivo di 1,6 milioni. L’intervento, basato sul progetto definitivo redatto dallo studio Kalip e affidato attraverso appalto integrato al consorzio stabile Alta Val di Cecina, ha riguardato il restauro conservativo, il miglioramento sismico e l’adeguamento funzionale della struttura. I lavori sono stati condotti nel rispetto dei caratteri costruttivi originari, puntando alla rimozione delle stratificazioni interne verticali e orizzontali accumulatesi nel tempo e al ripristino della copertura con una nuova struttura lignea. Particolare cura è stata dedicata alla ridefinizione estetica e funzionale degli interni: l’uso di materiali e colori appropriati, insieme a specifici interventi per il miglioramento delle prestazioni acustiche, garantisce oggi una qualità ottimale per l’attività convegnistica e concertistica. Purtroppo nessun lacerto materiale testimoniante i tre altari che arricchivano la primitiva chiesa è stato trovato; tuttavia, in sede di rilievo è stato intercettato e poi reso visibile parte del “pozzo di San Rocco” che suggerisce la presenza di primitive cavità ipogee.

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