
Roberta Belletti e Fausto Troiani
«Non confluiamo in altri assetti o in altre civiche, Vince Civitanova ha una storia lunga quasi 15 anni e raccoglie stabilmente il 10% dei consensi». Tira fuori l’orgoglio la civica di Fausto Troiani che in queste settimane, dopo il caos generato dal passaggio del sindaco Ciarapica a Futuro Nazionale e ancor prima, dalla revoca dell’incarico al presidente del consiglio, era stata data in avvicinamento a Ottavio Brini e Civitanova Unica (la lista espressione del sindaco Ciarapica alle scorse elezioni e che ha eletto assessore Ermanno Carassai) per un tandem in previsione delle prossime elezioni comunali del 2027.
E oggi esce con un comunicato nel quale la civica tira fuori la propria storia (fu tra i fautori della candidatura di Ciarapica), la longevità e i risultati delle passate elezioni. Altri tempi però e il cammino verso il 2027 appare in salita. Ma Vince Civitanova smentisce accordi e appaiamenti: «Smentiamo con decisione le ricostruzioni che ci vorrebbero già collocati in nuovi assetti o, peggio, confluiti in altre esperienze civiche. La lista civica Vince Civitanova nasce nel 2012 dall’iniziativa di un gruppo di cittadini appassionati di politica e profondamente radicati nel tessuto sociale della città. Fin dalla prima partecipazione alle elezioni comunali, ha ottenuto un risultato più che significativo, avviando un percorso politico che nel tempo si è consolidato. Da allora Vince Civitanova è sempre stata presente alle competizioni amministrative, raccogliendo stabilmente circa il 10% dei consensi, contribuendo all’elezione di consiglieri comunali, esprimendo assessori e risultando determinante per l’elezione del sindaco nel 2017. Oggi possiamo affermare con chiarezza che Vince Civitanova rappresenta una delle realtà civiche più longeve e strutturate del territorio. A breve festeggeremo i nostri 15 anni, confermando un rapporto solido con la città e un ruolo concreto nella costruzione e nella tenuta della coalizione di centrodestra. La nostra forza è sempre stata nella presenza costante tra i cittadini e, soprattutto, nella capacità di mantenere una posizione autonoma e indipendente rispetto ai partiti nazionali e alle altre realtà locali».
E se tra i futuri candidati sindaci che attendono alla porta c’è proprio il nome di Roberta Belletti (oltre a quello, più probabile di Pierpaolo Borroni in quota FdI) la civica al momento tergiversa, nonostante nemmeno una settimana fa lanciava il suo aut aut ai partiti riportando in seno ad una maggioranza allargata alle civiche la decisione sul prossimo nome: «Riteniamo prematuro e fuori luogo aprire oggi il dibattito sulle prossime elezioni amministrative, che si terranno tra oltre un anno. Una cosa, però, è certa: Vince Civitanova continuerà a rappresentare, con coerenza e orgoglio, la propria identità e la propria autonomia».
(l. b.)
«Il candidato non si decide a Roma» L’aut aut di Vince Civitanova
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Ancor giochi di potere,
si prospettan all’orizzonte,
tra ancor fughe e ‘sicutere’,
arduo è alzar la fronte;
certo popolo è deluso,
in buon parte ed è certo,
s’era forse troppo illuso,
di politicar più accorto;
ma di santi cari signori,
non se n’era mai pur visti,
tra galoppi e traditori,
la politica n’ha previsti;
di votare ancora contro,
e poi scegliere cavallo,
ch’abbia ancora buon riscontro,
e d’Ancona certo avallo;
siate svegli siate lesti,
poco tempo assai rimane,
non si può pretender resti,
chi non volle solo pane;
e se attual coalizione,
ancor non serra suoi ranghi,
tra duelli e spartizione,
rischia di restare in fanghi;
che venirne ancora fuori,
sarà dura sarà tosta,
ma è pur l’unica, signori,
di non prendere batosta;
e allora se crollate,
con mozione di sfiducia,
tra litigi e serenate,
capir bene chi ebbe audacia;
che poi detta ‘opposizione’,
sia in pratica affidata,
a ‘commanna’ con illusione,
è pur triste e sconsolata;
che tra incerti candidati,
lor non san chi presentare,
rischian d’esser ancor beffati,
e non piazzar a comandare;
quindi o serrare i ranghi,
o sfiducia a valutare,
per cavallo che la sfanghi,
e sia pronto per remare;
se la manca in alto mare,
pare sia con l’orizzonte,
pronti certo a comandare,
è vantaggio pur ‘trifronte’;
che se aspettare un anno,
può di certo consentire,
ad organizzar ‘commanno’,
di chi illude avvenire,
rimanere ancor compatti,
per organizzarsi ancora,
se a Roma giochi son fatti,
poco sì allor si spera… m.g.