Bagno pubblico davanti al murales:
raccolte 800 firme

MATELICA - L'idea di collocare i servizi igienici a Braccano ha suscitato reazioni e ad una petizione. Danilo Baldini, figlio di Giuseppe Baldini, comandante Gruppo “Roti”: «Posizionarlo lì, dove avvenne anche l’eccidio, è un oltraggio nei confronti della memoria storica della comunità»

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Raccolte oltre 800 firme contro la collocazione di un bagno pubblico di fronte al murales della resistenza. In vista dell’imminente ricorrenza del 25 aprile, che culminerà con la visita del presidente della Repubblica Mattarella a San Severino, sono oltre 800 i cittadini che hanno già firmato una petizione per esprimere la propria contrarietà al comune di Matelica per la collocazione di un bagno pubblico proprio di fronte il murales del Museo della Resistenza di Braccano.

La petizione è stata lanciata una ventina di giorni fa, quando il comune di Matelica aveva iniziato i lavori di costruzione di una latrina per uso pubblico, richiesta dal locale Comitato di Braccano.

murales braccano

Il murales

Il murales in questione è stato realizzato da Massimo Melchiorri, si trova sulla facciata del Museo della Resistenza «e raffigura alcuni protagonisti che hanno militato nelle formazioni partigiane che operavano intorno al monte San Vicino – dice Danilo Baldini, figlio di Giuseppe Baldini, comandante Gruppo “Roti”  -, come Enrico Mattei, di cui a Matelica ricorre proprio in questi giorni la “Settimana Matteiana” per i 120 anni dalla nascita, il comandante “Mario” Depangher, il capitano Salvatore Valerio ed altri, che hanno combattuto, ed hanno sacrificato la propria vita per donarci la libertà e la democrazia. Ciò che i firmatari della petizione contestano al Comune è la scelta della collocazione della latrina pubblica proprio di fronte a questo murales che rappresenta il “simbolo” della Resistenza dei matelicesi al nazifascismo.

Inoltre proprio lì di fronte, il 24 marzo 1944, avvenne l’Eccidio di Braccano ad opera delle milizie nazifasciste, con la fucilazione del parroco di Braccano, don Enrico Pocognoni, che era la guida “spirituale” del Gruppo Roti e di altri 5 partigiani». Posizionare un bagno pubblico lì, continua Baldini «viene visto dai cittadini di Matelica, ma non solo, come un oltraggio nei confronti della memoria storica della comunità, ed un vilipendio dei valori di libertà e giustizia che i partigiani hanno incarnato e difeso con la loro vita».





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