L’addio al calcio di Jack Bonaventura:
cinque momenti che lo hanno reso grande

TRIBUTO - Dalle prime corse sui campi di Cingoli e San Severino fino alle notti di Serie A, con le maglie di Atalanta, Milan e Fiorentina. Il percorso di Giacomo Bonaventura raccontato attraverso cinque tappe simbolo della sua carriera

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Giacomo Bonaventura con la maglia numero 5 della Fiorentina

di Leonardo Giorgi

Qualcuno, a Cingoli, giura che l’aveva capito subito, che quel ragazzo magrolino che correva più di tutti sul campetto della San Francesco ’93 sarebbe diventato un fenomeno. Un’esperienza breve, in realtà, quella sul Balcone delle Marche: il giovane Giacomo Bonaventura sarebbe cresciuto tra le giovanili di Settempedana e Tolentino, finché – dice la leggenda – l’ex attaccante Antonio Bongiorni non l’avesse visto e segnalato all’Atalanta. Lì, a Bergamo, Giacomo è diventato Jack, senza dubbio il calciatore maceratese più importante degli ultimi anni. A poche ore dall’addio al calcio di uno dei centrocampisti più duttili e sottovalutati della storia recente (leggi l’articolo), vogliamo ricordare i cinque momenti più luminosi della grande carriera di Bonaventura. Cinque, come il suo numero preferito.

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Bonaventura insieme all’ex sindaco di San Severino, Cesare Martini

1. Come spaccare la Serie B – Prima di Gasperini, dell’Europa League, delle rincorse Scudetto e delle notti di Champions faccia a faccia con il Psg e con il Manchester City di Pep Guardiola, l’Atalanta nella stagione 2010-11 ha un solo sogno: tornare il prima possibile in Serie A. Ad aiutare la Dea, ci pensa quel ragazzino di San Severino che dopo essere andato in prestito al Padova, non  ha convinto pienamente i biancorossi (complice qualche guaio fisico). La società non esercita il diritto di riscatto e Bonaventura deve tornare a Bergamo. Poco male. Da novembre in poi, il centrocampista dimostra una duttilità fuori dal comune, gioca anche da trequartista e a fine anno è il maggiore artefice della riconquista della Serie A da parte dei neroazzurri, con 9 gol e 5 assist alla sua prima stagione da titolare nel campionato cadetto. Prestazioni sontuose giornata dopo giornata: l’Italia si accorge di Jack.

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Giacomo Bonaventura e Graziano Pellè in Nazionale

2. Un “pallino” da Fantacalcio – Parallelamente alla diffusione di un Fantacalcio che diventa sempre più popolare e che si muove tra app e siti web, Bonaventura diventa un punto fisso di ogni asta di appassionati: è un centrocampista che porta sempre bei voti, gol e assist. Non solo: i più accaniti ricorderanno che Bonaventura è uno dei pochissimi giocatori ad avere tre ruoli nella modalità Mantra del Fantacalcio (centrocampista, ala e trequartista; a dimostrazione della sua duttilità). Nel calcio reale – infatti – Jack è un punto fermo dell’Atalanta tra il 2012 e il 2014, tanto da essere il secondo miglior marcatore della formazione dietro a Germàn Denis. Il 3 marzo del 2013 si concede anche la sua prima doppietta in Serie A, a Siena. Al termine della stagione 2012-2013, conclusasi con una nuova salvezza per la Dea, Bonaventura ha realizzato 8 reti in 36 partite, di cui uno in Coppa Italia. Nel 2013-2014, ultima stagione nerazzurra, Jack gonfia la rete 5 volte in 31 partite, aiutando l’Atalanta a mantenere la Serie A. Conclude quindi la sua esperienza a Bergamo con 24 reti in 135 partite in tutte le competizioni.

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La grinta di Giacomo Bonaventura con la maglia del Milan

3. Il diavolo veste JackNell’ultimo giorno di calciomercato del 2014, il calciatore di San Severino cambia maglia: è il momento di giocare in una big, è il momento del Milan. A dire il vero, il direttore Adriano Galliani lo va a prendere a sorpresa a Bergamo solo dopo il fallimento della trattativa con Jonathan Biabiany. Per i rossoneri, fin da subito, la scelta “forzata” appare come la scelta migliore possibile: pronti, via e Jack segna subito all’esordio, nella rocambolesca vittoria per 5 a 4 sul campo del Parma (partita che viene ricordata come una delle più divertenti del 21esimo secolo, soprattutto per il pazzesco gol di tacco di Menez e per l’assurdo autogol di De Sciglio). Bonaventura diventa rapidamente a San Siro uno dei giocatori più apprezzati e rispettati dal pubblico. In anni complicati per il Milan, Jack resta una delle poche certezze della squadra, chiudendo la fatica rossonera con 184 presenze, 35 gol e soprattutto con il trofeo più importante della carriera.

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4. Lo sgambetto tra i nove Scudetti consecutiviNelle poche macchie del decennio più vincente della storia della Juventus, c’è Doha 2016: la colpa è (anche) di Jack. Due giorni prima di Natale, Milan e Juve si giocano in Qatar la Supercoppa italiana. La Juve ci arriva come vincente dello Scudetto 2015/16 e della Coppa Italia (sempre contro il Milan); i rossoneri – per via del vecchio regolamento della Supercoppa – si qualificano come finalista perdente dell’ultima Coppa Italia. I favori del pronostico, nonostante una Juve claudicante e rinnovata dopo la finale di Champions a Berlino, sono tutti per i bianconeri. Sulla carta, però, non si vincono i trofei: Jack lo tiene bene in mente e tira fuori quella che è, forse, la prestazione migliore della sua carriera per intensità e risultato. Bonaventura segna il gol del pareggio durante i tempi regolamentari e, alla fine, realizza uno dei rigori decisivi nella serie finale che consegna il trofeo ai rossoneri, l’ultimo titolo vinto dalla società prima dello Scudetto del 2022. Un successo che porta la firma del settempedano e che resta il momento più alto della sua avventura milanista.

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Il primo gol con la Nazionale

5. Soddisfazione azzurra – Dopo l’addio al Milan, nel 2020, molti pensano che la sua carriera sia ormai nella fase finale. Alla Fiorentina, invece, Bonaventura ritrova centralità e continuità. Diventa uno dei punti di riferimento della squadra viola (affinando le sue capacità anche e soprattutto come centrocampista d’interdizione) ed è protagonista della qualificazione europea del 2022 e autore del gol del momentaneo pareggio nella finale di Conference League del 2023 contro il West Ham. Proprio in quegli anni torna anche in Nazionale (prima di chiudere in Arabia Saudita, all’Al-Shabab), convocato dal ct Luciano Spalletti: nell’ottobre 2023, a 34 anni, segna contro Malta il suo primo gol con la maglia azzurra, diventando il giocatore più anziano a realizzare la prima rete con l’Italia, l’unica con la Nazionale maggiore in 18 presenze. Caro Jack, meglio tardi che mai. E grazie di tutto.

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