La Biblioteca Statale compie 39 anni:
nacque come distaccamento
della sede napoletana

MACERATA - Per la ricorrenza domani alle 17 sarà presentato il libro "Clementina" di Giuliana Salvi

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La Biblioteca Statale di Macerata

La Biblioteca Statale di Macerata compie 39 anni. Il 7 marzo segna la ricorrenza della nascita della Biblioteca, istituita con Decreto Interministeriale del 7 marzo 1987 come sezione distaccata della Biblioteca Nazionale di Napoli e poi diventata autonoma nel 2000 con la denominazione di Biblioteca Statale di Macerata.

Tra le raccolte conservate anche la Biblioteca Buonaccorsi, formata da oltre 8mila volumi editi tra il  Quattrocento e il Novecento acquistati dai membri della nobile famiglia e originariamente conservati nella Villa Buonaccorsi di Potenza Picena e l’Archivio Fotografico Carlo Balelli, con oltre 11.000 pezzi originali tra negativi e positivi che documentano la storia del territorio locale nel corso del primo Novecento.

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La Biblioteca dispone inoltre di raccolte aggiornate di narrativa e saggistica disponibili al prestito e concede in uso i propri spazi per iniziative culturali di rilievo, contribuendo alla crescita sociale e culturale del territorio: dal 1993, anno di inizio ufficiale dell’attività, l’Istituto ha infatti organizzato e collaborato all’organizzazione di oltre 500 eventi culturali. Ad oggi sono 20 gli eventi programmati per il 2026, tra cui attività destinate agli studenti e convegni nazionali ed internazionali.

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Giuliana Salvi

In occasione della Giornata internazionale della donna e dell’anniversario della fondazione della Biblioteca, il 7 marzo alle 17 è in programma la presentazione del libro Clementina, di Giuliana Salvi, evento aperto al pubblico con partecipazione gratuita. Il romanzo è ispirato alla vera storia della bisnonna dell’autrice che, durante la Prima Guerra Mondiale, tra le mura di casa organizza una scuola improvvisata e diversa da tutte le altre. Carismatica ed inquieta, Clementina non immagina che nel tentativo di aiutare i propri figli a realizzarsi avrebbe realizzato se stessa, cambiando il destino di decine di ragazze e ragazzi in una Lecce che, nella prima metà del Novecento, sembrava alla periferia di tutto.


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