Cinque giorni e 5mila spettatori,
il festival Overtime saluta:
«Una delle edizioni più apprezzate»
MACERATA - Chiusura ieri con una serie di appuntamenti dall'ex pugile Gianfranco Rosi, all'ex sciatore Kristian Ghedina al giornalista Pierluigi Pardo. L'anno prossimo il tema sarà "Il desiderio"

Pamela Carelli, Pierluigi Pardo, Michele Spagnuolo e i gemelli Salvatori
Overtime saluta e dà appuntamento tra un anno con la futura edizione. Il festival che per 5 giorni ha portato a Macerata i protagonisti dello sport e del racconto sportivo ieri si è concluso, con una media di mille spettatori al giorno, con una giornata conclusiva ricca di appuntamenti e ospiti di primissimo piano, tra sport, cultura e racconto.
Il direttore artistico, Michele Spagnuolo: «Come ogni anno abbiamo condiviso storie e testimonianze sullo sport e i suoi valori. Dietro il successo del nostro Festival c’è una sconfinata passione per lo sport, ma anche il grande lavoro di uno staff composto da circa 50 elementi tra amici di lunga data e giovani volontari, che ringrazio per la disponibilità e la dedizione dimostrata in ogni appuntamento».

Gianfranco Rosi
Dopo le coinvolgenti presentazioni mattutine de “I campioni che hanno fatto la storia della Formula 1” di Federico Principi e “Palla al piede. Undici storie di calcio e libertà” di Daniele Ognibene e Alberto Antonio Dandolo, la domenica targata Overtime ha fatto tappa agli Antichi Forni per le premiazioni del contest di cucina “Il suono del gusto: sfida ai fornelli con le Mistery Box”. Come ogni anno, la sfida ai fornelli promossa in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Tipicità Evo, Università di Camerino, Iis “Garibaldi” di Macerata e Ipseoa “Varnelli” di Cingoli ha visto protagonisti un gran numero di studenti e studentesse del territorio, premiati dal project manager di Tipicità Alberto Monachesi per la loro creatività e capacità di coniugare gusto e sapori locali.

Gianfranco Rosi e Alberto Facchinetti
Dalla tradizione del contest culinario alla novità di una location d’eccezione, il Macerata Boxing Club, che alle 17 ha accolto l’ex pugile Gianfranco Rosi in compagnia di Alberto Facchinetti, autore del podcast “1989 – Quando la boxe italiana era mondiale” presentato in anteprima di fronte ad allievi ed appassionati.

Lorenzo Fabiano e Kristian Ghedina
Le scelte – tema di questa edizione 2025 – firmate Overtime vincono e convincono anche nella serata finale all’Overtime Arena di piazza Vittorio Veneto, dove sono scesi in campo due autentici campioni dello sport, vissuto in pista e raccontato in tv. Dopo il tutto esaurito fatto registrare in compagnia di Jurgen Sparwasser e Federico Buffa, l’Overtime Arena concede il bis con Kristian Ghedina, ex sciatore alpino considerato uno dei più grandi discesisti della sua generazione.

Pierluigi Pardo
Ospite di Overtime al fianco del giornalista e scrittore Lorenzo Fabiano per la presentazione del libro “Ghedo. Non ho fretta, ma vado veloce”, Ghedina ha ripercorso le tappe salienti del suo percorso sportivo e umano dialogando con Andrea Capretti. Dall’indimenticabile spaccata in volo durante la discesa di Kitzbühel nel 2004 alla passione per i motori, Ghedina ha incantato la platea maceratese con la sua simpatia e i suoi successi, prima di lasciare spazio all’ultimo atto di Overtime 2025, promosso in collaborazione con Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano.

Kristian Ghedina
A far calare il sipario su un’edizione da ricordare, in grado di coinvolgere circa 5mila appassionati in cinque giornate ricche di storie, racconti e scelte a base di sport, non poteva che essere uno dei più grandi amici di Overtime. In compagnia dei gemelli Fabrizio e Valerio Salvatori e di Andrea Capretti, Pierluigi Pardo ha fatto ritorno a Macerata raccontando – a modo suo, ovviamente – le grandi scelte dello sport.
Al termine dell’incontro i gemelli Salvatori, inviati di Chiamarsi Bomber tra le tifoserie di tutta Italia, hanno ricevuto un premio speciale per la capacità di parlare di sport attraverso i social, coinvolgendo direttamente i più giovani. Lo stesso per Daniele Bartocci, giornalista jesino e grande amico del Festival, premiato per la competenza nel raccontare lo sport.

La premiazione di Daniele Bartocci
Come da tradizione, l’appuntamento conclusivo ha rappresentato l’occasione ideale per svelare il tema della prossima edizione, la numero 16, che da mercoledì 7 a domenica 11 ottobre 2026 vedrà protagonista il desiderio.
Gli organizzatori: «Si chiude così una delle edizioni più apprezzate e partecipate degli ultimi anni, in grado di fare il pieno di pubblico grazie al coinvolgimento diretto della città di Macerata e di tutti gli amanti dello sport, che anche quest’anno hanno scelto Overtime per discutere della propria passione in compagnia delle più grandi firme del racconto sportivo».
Appuntamento, dunque, a Macerata da mercoledì 7 a domenica 11 ottobre 2026.

Forse la contemporanea con il Festival di Trento andrebbe evitata chiaro e’ un mio parere.
Bartolò,
penso anch’io che il “Canada Super 60” di cricket a Vancouver abbia provocato qualche piccolo scompenso… da una parte o dall’altra!
Vabbè– tra Trento– Macerata e Vancouver- forse il prossimo anno si metteranno d’accordo per sfalsare i festival.. così da non ammucchiarsi tutti nello stesso weekend.
Almeno noi spettatori potremo respirare un po’ — e scegliere a quale “evento mondiale” dedicarci senza sensi di colpa!
Questa è una bella iniziativa che rende onore a chi l’organizza ma anche a chi l’ha sponsorizzata: Inserire Macerata, od almeno provarci, nel circuito culturale nazionale è meritorio: abbiamo una Università di rilievo e la Facoltà di Scienze Politiche potrebbe organizzare convegni per illustrare e discutere le controversie nazionali ed internazionali (senza le manifestazioni ad escludendum dei facinorosi però), l’Accademia delle Belle Arti potrebbe guidarci alla scoperta del bello, così come argomenti molto interessanti li potrebbero offrire l’Archeoclub, il FAI e, perchè no, anche i circoli Rotary e Lyons che affrontano al loro interno tematiche molto interessanti con relatori di rilievo. Il compito del Comune dovrebbe essere di stimolo ed offerta dei contenitori, anche se non si spendono 20.000 euro per una singola festa si assolve al dovere verso la Collettività.