Il Premio Leopardi a Eugenio Mazzarella:
«Recanati, un luogo del cuore»

IL POETA e docente napoletano premiato dal Centro nazionale di studi Leopardiani in occasione del 227esimo anniversario dalla nascita di Giacomo. Riconoscimenti anche per le migliori tesi di laurea e dottorato

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«In casa di mio padre c’era una raccolta rilegata in pelle delle opere di Leopardi, lo leggevo fin da bambino, sono nato a pochi metri dalla casa di Antonio Ranieri, per me oggi questo premio è una risonanza esistenziale». Eugenio Mazzarella, racconta così il suo legame col poeta recanatese e la sua profonda napoletanità in occasione del conferimento del premio Leopardi. Il centro nazionale studi leopardiani ha assegnato infatti ieri al poeta e docente della Federico II il prestigioso premio legato al nome del recanatese illustre.

Mazzarella, durante l’incontro che si è svolto ieri alla presenza del presidente del centro studi Fabio Corvatta ha ricordato come il legame col poeta sia di lunga data: «sono nato a pochi metri dalla casa di Antonio Ranieri in cui visse Giacomo Leopardi – racconta – Quando andavo a scuola tutti i giorni guardavo la targa celebrativa, in casa mio padre aveva una raccolta rilegata in pelle delle opere di Leopardi e le leggevo fin da bambino. Quel volume lo conservo ancora. Un grande poeta quando entra nel linguaggio fa pensare il linguaggio, Leopardi è uno dei vertici della poesia universale che ha saputo dare al linguaggio la sua capacità di pensiero. Ero venuto a Recanati in pellegrinaggio tanti anni fa, per me era un luogo del cuore. Il premio Leopardi è non solo un grandissimo onore ma una risonanza esistenziale».

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Le parole di Mazzarella risuonano in aula magna, in una cerimonia coordinata da Tiziana Bonifazi con una serie di interventi iniziali a cura del sindaco di Recanati Emanuele Pepa, del vicepresidente della giunta regionale delle Marche Filippo Saltamartini, dell’assessore comunale alla cultura Ettore Pelati e della docente di Unimc Costanza Geddes Da Filicaia. Per la famiglia Leopardi a parlare è il conte Gregorio: «Quella del professor Mazzarella, filosofo, poeta e politico è una figura paradigmatica di quelle persone che hanno deciso di affidare la propria vita alla cultura. L’evento della celebrazione della nascita esiste perché c’è qualcuno che si occupa e si appassiona alla cultura e agli studi umanistici che oggi soffrono perché ci lasciamo abbagliare dal successo economico di altre discipline, ma una volta perduta la memoria non c’è più niente per cui valga la pena di difendersi».

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Osserva il presidente del Cnsl Fabio Corvatta: «L’attività svolta in questi anni dal centro nazionale di studi leopardiani è stata importante, siamo andati per obiettivi. Il periodo delle grandi traduzioni quando il pensiero di Leopardi è stato portato nel mondo grazie alle collaborazioni con diverse Università, in particolare con quella di Macerata. Il progetto centrale è stato la digitalizzazione della biblioteca leopardiana che sarà ultimato entro l’anno e sarà a disposizione di chiunque in qualunque angolo del mondo. Nel 2025 c’è stato anche il convegno internazionale che si svolge dagli anni Sessanta ogni anno. Voglio infine ringraziare la Regione Marche per la collaborazione e per il contributo dato, voglio ringraziare Casa Leopardi che garantisce un’attività particolarmente significativa, il suo ruolo è fondamentale».

Premiata anche la tesi di laurea magistrale più originale dedicata a Leopardi: riconoscimenti sono andati a Federico Vighi dell’Università di Verona (primo premio), Marta Vitola dell’Università di Bologna (secondo premio), Francesco Livorno dell’Università di Macerata (terzo premio). Per le tesi di dottorato premiati Valentina Maurella dell’Università di Torino, secondo Nicola Sileo dell’Università della Basilicata, terza Letizia Leonardi dell’Università di Aberdeen. Premio speciale assegnato a Selin Gul Mutlucan dell’Università di Istanbul.

La giornata si è conclusa sul colle dell’Infinito con il recital firmato da Massimo Popolizio con accompagnamento al violoncello di Emilia Slugocka.

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