Pranzano con salmone e pollo,
poi scappano senza pagare
CIVITANOVA - Due donne hanno consumato un pasto completo al bar Gazzani e si sono allontanate in auto come nulla fosse. Riprese dalle telecamere, il titolare: «Non mi stupisco più di niente»
Vanno a pranzo fuori, ordinano salmone, pollo e poi con nonchalance se ne vanno senza pagare. E’ successo al bar pasticceria Gazzani di Civitanova, a San Marone, intorno alle 12,45, più o meno quando al figlio Andrea è stata rubata la bici (leggi l’articolo). Due donne nordafricane sono entrate all’interno del locale e hanno chiesto di poter mangiare fuori.
Si sono poi accomodate sull’ultimo tavolo, vicino ad un’auto rossa con la quale erano arrivate. Hanno ordinato come due clienti normali e dopo circa trequarti d’ora, dopo aver consumato un pasto normale, sono andate via con nonchalance. Dalle telecamere di videosorveglianza si vede prima una delle due donne allontanarsi e raggiungere il lato conducente della vettura. Pochi secondi dopo anche l’altra donna si alza, apre la portiera e l’auto mette in moto e si allontana.
Le telecamere di videosorveglianza del locale hanno ripreso tutta la scena. Sconcertato il titolare Franco Gazzani: «prima mi ci arrabbiavo, ormai non mi stupisco più di niente. Sono andato a rivedere dalle immagini tutto il pranzo, mi ha colpito la nonchalance con la quale consumano con tranquillità e con la stessa se ne vanno senza pagare». Sempre alla pasticceria Gazzani c’è stato un furto di una bici speciale, poi ritrovata. La bici è di Andrea Gazzani.
(l. b.)
Rubata una bici speciale, dai social scatta la caccia: ladri inseguiti e mezzo ritrovato
…come di nazionalità nordafricana…io ho subito pensato che fossero di Montecosaro…ma non può essere, dai…che robe!!! Salmone e pollo, quel che stiamo diventando noi… gv
#CivitaCiaraBronx
Se non ci stupiamo o ci indignamo più davanti a questi fatti, facendo diventare questi reati come cose normali, siamo arrivati alla frutta, per rimanere in tema.
Umberto Vitale, oppure la Schlein (per guadagnare qualche voto).
Sotto le luci soffuse, tra calici e risate,
sorge un eroe silente, che il momento rende grate.
Non cerca gloria, né vanto o splendor,
ma con un gesto regala calore al cuor.
Al tavolo imbandito, tra piatti e buon vino,
quando il conto s’avvicina, pesante destino,
ecco la mano che s’alza, decisa e gentil,
“Ci penso io”, dice, con un sorriso sutil.
Non è solo denaro, ma un atto d’amor,
un ponte che unisce, un dono di valor.
Amici, parenti, o sconosciuti al desco,
il tuo gesto rende il convivio più fresco.
Oh, nobile cuore, che il conto saldi,
il tuo spirito libero mai si smeraldi.
In questo banchetto, che è la vita intera,
sei tu che illumini la tavolata sincera!
Il fatalismo disfattista non s’insinui tra gli osti.