Matisse e i pellegrini sulla Via Lauretana:
due mostre d’eccellenza per il Giubileo
ARTE E SPIRITO - A Macerata l'esposizione sul pittore francese con le casule di Vence, a Tolentino i racconti dei viaggiatori tra Roma e Loreto: fede, bellezza e identità in dialogo per riscoprire le radici culturali del territorio. Il governatore Francesco Acquaroli: «Le Marche hanno una storia strettamente legata allo Stato Pontificio». Tutte le date

Da Matisse alla Santa Casa di Loreto. Sono due le mostre presentate questa mattina nella sede della Regione Marche: “Henri Matisse e la Cappella di Vence. Come farfalle in volo: le casule” e “Pellegrini di speranza tra Roma e Loreto: documenti, cartografia e oggetti di antichi viaggiatori tra XVI e XIX secolo”. Le due esposizioni fanno parte del ricco programma di iniziative organizzate sul territorio marchigiano in occasione dell’anno giubilare e intendono valorizzare, con linguaggi differenti, il dialogo tra arte, fede e tradizione.
Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, monsignor Nazzareno Marconi in veste di vescovo di Macerata e presidente della Conferenza episcopale marchigiana, Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi (presidente della Fondazione Carima), Renato Poletti (presidente della Fondazione Giustiniani Bandini), la curatrice d’arte Micol Forti e Antonio Volpini, curatore della mostra dedicata al pellegrinaggio lauretano.

Micol Forti
La prima mostra, dedicata a Henri Matisse, è promossa dalla Fondazione di culto e religione Vaticano II, dalla Diocesi di Macerata e dai Musei Vaticani, in collaborazione con la Fondazione Carima. Cuore dell’esposizione sono le straordinarie quattro casule che Matisse realizzò tra il 1950 e il 1951 per la Cappella del Rosario delle suore domenicane di Vence, in Costa Azzurra. La mostra nasce da un’idea di Renato Poletti ed è curata da Micol Forti, responsabile della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani. Le opere saranno esposte negli spazi di Palazzo Ricci a Macerata, sede della Fondazione Carima, dal 24 giugno al 28 settembre. L’inaugurazione ufficiale è prevista per lunedì 23 alle 16 nella Cattedrale dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, alla presenza del cardinale Gianfranco Ravasi.
La seconda mostra, dal taglio storico-documentario, si intitola “Pellegrini di speranza tra Roma e Loreto” e racconta, attraverso documenti originali, antiche mappe e oggetti di viaggio, l’esperienza dei pellegrinaggi verso la Santa Casa, lungo la Via Lauretana, tra il XVI e il XIX secolo. Una narrazione preziosa che illumina secoli di fede popolare, percorsi di sacrificio e atti di devozione, testimoniati da manoscritti e testimonianze materiali che restituiscono il senso di un’epoca e di un modo di vivere il cammino spirituale. Curata da Antonio Volpini, l’esposizione rafforza il legame tra storia e contemporaneità, nell’ottica di riscoperta del valore del pellegrinaggio oggi. Sarà allestita all’ex ospizio dei pellegrini, all’Abbadia di Fiastra. Ad inaugurarla, martedì 24, alle 12, sarà il cardinale Gianfranco Ravasi, il quale prima, alle 11, presiederà una messa alla chiesa della Santissima Annunziata in Abbadia di Fiastra.

Antonio Volpini
«Siamo felici di collaborare a questa iniziativa – ha dichiarato il governo Francesco Acquaroli – che apre il programma degli eventi pensati per celebrare il Giubileo nelle Marche. Per la nostra regione rappresentano una grande opportunità. Eventi dal risvolto spirituale e con riflessi di natura culturale, ma anche economica e turistica. Le Marche hanno una storia strettamente legata allo Stato Pontificio, e sono quindi parte del suo vasto patrimonio, tra cui vi è anche il Santuario di Loreto. Insieme alla Cem, abbiamo pensato di valorizzare e cogliere l’opportunità di unire al Giubileo e quindi, al richiamo dei Pellegrini, anche una serie di iniziative che possono rafforzare e coadiuvare esperienze di natura culturale.
Ritengo pertanto che questi eventi diano forza al nostro territorio e valorizzino il grande patrimonio culturale di cui disponiamo. Questo vale per i turisti, per i pellegrini, ma anche per gli stessi marchigiani, per riscoprire la grandezza di questo territorio che ha generato tanta cultura nel corso dei secoli. E forse solo riscoprendo questa storia, noi possiamo affascinarci ulteriormente e di più del nostro territorio. Ringrazio dunque per queste opportunità che lanciano non soltanto una sfida turistica o culturale che è quella della riscoperta del valore profondo della nostra identità, delle nostre radici e della nostra storia».

«In occasione del Giubileo 2025 – ha spiegato Micol Forti – insieme alla diocesi di Macerata, i Musei Vaticani hanno voluto regalare a tutta la regione Marche, oltre che alla città di Macerata una mostra un po’ speciale. I Musei Vaticani conservano nella loro collezione di arte moderna e contemporanea un ricco nucleo di opere di Henri Matisse. Le opere provengono tutte dal lavoro preparatorio che il grande artista francese ha fatto per la realizzazione della Cappella di Vence, alla quale lavora proprio a metà del Novecento. Abbiamo voluto selezionare un piccolo gruppo di preziosissime opere. Soprattutto questa mostra offre la possibilità di vedere per la prima volta quattro delle casule che Matisse realizza per gli abiti liturgici di questo straordinario luogo che lui concepirà in ogni singolo dettaglio e, oltre a dei disegni, delle lettere, dei bozzetti preparatori, abbiamo fatto in modo che il pubblico possa ripercorrere tutti gli aspetti di questa di questa Cappella, di questa opera fantastica che ha segnato l’arte sacra del Novecento».

«La Cappella di Vence di Henry Matisse, di cui, attraverso questa mostra, portiamo a Macerata elementi primaria importanza, come le quattro casule ed alcuni disegni, è un’opera totale – ha affermato monsignor Marconi – fondamentale nel percorso della storia dell’arte ed in quella dell’arte sacra. Per parlare al grande pubblico, direi che la Cappella di Vence è importante per comprendere l’arte del ‘900 come la Cappella degli Scrovegni di Giotto lo è per l’arte del ‘300 e la Cappella Sistina di Michelangelo per l’arte del ‘500. Portare a Macerata le casule di Matisse significa per me sfidare la mia città a confrontarsi con l’arte del ‘900 e con il tema del rapporto tra l’arte e la fede, qualcosa di davvero ‘centrato’ in una città universitaria per vivere anche intellettualmente il Giubileo. Un’opera totale perché quasi alla fine della vita e certo al culmine della sua sintesi artistica, un grande come Matisse vi affronta, con tutte le forme dell’arte un tema in maniera unitaria. Tentando una sintesi che possa interessare a visitare questa mostra, direi che a Vence Matisse affronta, da non credente, il tema del fascino dell’incontro imprevisto con una fede vissuta, celebrata e candidamente proposta ad un mondo che ritiene di non averne bisogno. Spero che con l’aiuto di grandi amiche ed amici come: Micol Forti, Renato Poletti ed il cardinale Ravasi, Macerata possa cogliere questa occasione unica di dare uno sguardo alla bellezza dell’arte del ‘900». La seconda mostra sarà visitabile fino al 7 gennaio 2026. Ingresso libero.