Il borgo marinaro rivive
nel documentario di Primo Recchioni
CIVITANOVA - Presentato nella sala conferenze del Banco Marchigiano il film che racconta, tra memorie e testimonianze, la nascita e l’identità del quartiere storico a ridosso del porto

Da sinistra Cristiana Chiavari, Primo Recchioni, “la sposa” del documentario, Alberto D’Agostino e Samuele Baccifava
Una fotografia sbiadita di un corteo nuziale tra le viuzze del borgo diventa la chiave d’accesso a un passato intimo e collettivo. E da quella chiave, il cassetto si spalanca: affiorano volti, mestieri, voci di un quartiere marinaro che ha fatto la storia di Civitanova.
Primo Recchioni, ancora una volta, sorprende la sua città con un atto d’amore filmato, “Sémo nati tutti èllo”, documentario realizzato insieme a Cristiana Chiavari e montato da Alberto D’Agostino, che restituisce, tra racconti, aneddoti e immagini d’archivio, l’identità viva e stratificata del cuore pulsante a ridosso del porto. Una memoria che prende forma attraverso le parole di chi, quel borgo, l’ha abitato e attraversato ogni giorno.

Primo Recchioni
Il titolo si deve a un motto di spirito di un vecchio pescatore che risponde alla domanda: “Dove sei nato?” – “Primé, semo nati tutti èllo.” Il quartiere marinaro culla della città che oggi Civitanova è: una città che troppo poco ricorda quel passato, cambiata profondamente, forse mutata anche nel dna, ma che è ancora in grado di ricordare.
Da qui, l’idea di Recchioni: realizzare un racconto sulle origini, la nascita e lo sviluppo del quartiere marinaro di Civitanova, quel quadrilatero che comprende il vialetto nord di piazza XX Settembre, il lato mare di Corso Umberto I, Via Duca degli Abruzzi e parte di Via Matteotti.
Il documentario è stato presentato in anteprima ieri nella sala conferenza del Banco Marchigiano:
«Il borgo marinaro – precisa Primo Recchioni, durante la serata – è la scintilla iniziale che ha fatto brillare tutta la città di Civitanova».

Il documentario ricostruisce la nascita, lo sviluppo e la vita del quartiere marinaro: dalla povertà di una società matriarcale degli anni ’30 del secolo scorso, sino all’espandersi dell’attività della pesca che portò, pian piano, a un innalzamento del tenore di vita. Dall’arrivo dell’acqua nel quartiere, passando poi alla costruzione della rete fognante, sino alla pescheria e alla comparsa di un nutrito microcosmo di attività commerciali. Un fermento sociale che si riversava poi nelle cantine storiche del quartiere o che si poteva sentire, nell’odore di pesce arrosto camminando nelle stradine interne.

Dopo la proiezione del documentario, le riflessioni sono state affidate allo storico Antonio Eleuteri che, per l’occasione, ha sottolineato la fondamentale importanza dell’esercizio della memoria, anche quando essa, per raccontare, viaggia sul filo dei ricordi personali. Alla serata è intervenuta poi la docente di filosofia e storia Silvia Gaetani, che ha ripercorso la nascita del porto e il successivo sviluppo del borgo marinaro. La chiusura della serata è stata quindi affidata a Ena Giuggioloni che, attraverso le diverse sfumature del dialetto civitanovese, ha raccontato alcuni aneddoti e spaccati di vita del borgo.
Durante la serata è stato anche possibile acquistare il documentario, il cui ricavato andrà in beneficenza per le necessità della Caritas cittadina.

Bellissima iniziativa: dove si può acquistare il filmato?
Borgo Marinaro ucciso dalla cittadinanza che esprime da sempre una classe dirigente di incapaci interessati esclusivamente alla proprie tasche.