Frode superbonus,
scatta il dissequestro per Cesarini
INDAGINE – Il via libera è arrivato dal tribunale del Riesame. Rimangono sotto sequestro 8mila euro. L’avvocato difensore Federico Valori: «Ciò conferma che il mio assistito ha avuto un ruolo assolutamente secondario»

Il sequestro della Guardia di finanza
Maxi frode sul superbonus, revocato quasi in toto il sequestro per l’ingegnere Davide Cesarini. Il 57enne di Osimo e residente a Porto Sant’Elpidio, volto noto nel Maceratese, è indagato nell’inchiesta scattata a settembre scorso. Il via libera al dissequestro di beni per circa mezzo milione di euro è arrivato dal tribunale del Riesame di Fermo che ha seguito l’indicazione della Cassazione. A presentare ricorso erano stati i legali dell’ingegnere Federico Valori, Benedetta Tomassoni e Renato Coltorti. Rimangono sotto sequestro circa 8mila euro.
Cesarini è uno degli indagati nell’inchiesta legata ad una presunta truffa sul superbonus che aveva portato a sei misure cautelari nelle Marche e a otto denunce, a vario titolo. L’indagato principale è Salvatore Perricciolo, calabrese residente nel Fermano.
All’epoca delle misure cautelari (che risalgono a settembre scorso) c’erano stati anche sequestri per oltre cinque milioni di euro in varie province tra cui Macerata, di cui tre per crediti fiscali inesistenti.
L’indagine è stata condotta dalla Guardia di finanza di Ancona. I provvedimenti cautelari erano stati spiccati dal gip del tribunale di Fermo. A seguito dell’inchiesta, Cesarini era finito ai domiciliari, misura poi sostituita con l’obbligo di firma e ora revocata.

L’avvocato Federico Valori
«Questa ordinanza conferma quanto sin da principio rappresentato da Cesarini: che ha avuto un ruolo assolutamente secondario e indotto anche dalle personalità di coloro che ne hanno tratto vantaggio» ha detto l’avvocato Valori a seguito della decisione del Riesame.
La vicenda, stando alle indagini condotte dalla Guardia di finanza, riguarda una presunta frode nel settore dei superbonus edilizia (sisma-bonus ed eco-bonus) che sarebbe stata perpetrata tramite fittizie intestazioni societarie e fatture per operazioni inesistenti. Sempre secondo gli inquirenti i proventi illeciti sarebbero poi stati autoriciclati nell’acquisto di immobili e beni di valore.
(AL. Lu.)
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