«Marche, tasso di natalità sceso
sotto la media nazionale.
Gli over 65 sono il 25,9% della popolazione»
DATI 2023 - L'allarme lanciato da Marco Ferracuti, Cisl Marche e Silvano Giangiacomi, Fnp Cisl: «L’età media dei marchigiani è aumentata costantemente, passando dai 43,8 anni del 2002 ai 47,7 anni dello scorso anno, superiore alla media nazionale di 46,6 anni. Un quadro demografico critico che richiede interventi urgenti e strutturati»

Marco Ferracuti, segretario regionale Cisl
«Gli ultimi dati demografici (fonte Anziani.stat) restituiscono un quadro preoccupante per la regione Marche, dove il progressivo invecchiamento della popolazione si accompagna a una contrazione della natalità e a una riduzione della spesa sociale destinata agli anziani.
L’analisi dei numeri evidenzia non solo un peggioramento rispetto alla media nazionale, ma anche un trend che rischia di compromettere la sostenibilità del welfare regionale nei prossimi decenni». Ad affermarlo in una nota è Cisl Marche.
«Nel 2023, il tasso di natalità nelle Marche è sceso a 5,9 nascite per 1.000 abitanti, al di sotto della media nazionale di 6,4 e ben lontano dal valore del 2008, quando si registravano 9,4 nascite.
Parallelamente, l’età media della popolazione marchigiana è aumentata costantemente, passando dai 43,8 anni del 2002 ai 47,7 anni del 2023, superiore alla media nazionale di 46,6 anni. Gli over 65 rappresentano ad oggi il 25,9% della popolazione regionale, contro il 24% della media italiana.
Questa situazione è aggravata da una spesa sociale comunale in calo: nel 2021, le Marche hanno destinato solo 54 euro pro capite agli anziani, rispetto ai 90 euro della media nazionale e ai 103 euro dell’Emilia Romagna. Il numero di utenti dei servizi domiciliari è diminuito del 14% tra il 2011 e il 2021, mentre la spesa complessiva per tali servizi è scesa di quasi il 10%, nonostante l’aumento dei costi orari dei contratti di assistenza».

Silvano Giangiacomi
«Non possiamo ignorare l’allarme lanciato da questi dati. La diminuzione della natalità e l’aumento della popolazione anziana richiedono politiche strutturali e una revisione delle priorità di spesa. – afferma Marco Ferracuti, segretario generale della Cisl Marche – È necessario investire nella natalità, ma anche rafforzare i servizi assistenziali per gli over 65. La Regione Marche è chiamata a una doppia sfida: promuovere la natalità attraverso incentivi alle famiglie e migliorare la qualità della vita degli anziani potenziando la spesa sociale e i servizi domiciliari. Solo un approccio integrato e sostenibile potrà rispondere efficacemente al cambiamento demografico e assicurare un futuro solido per il territorio».
Questi numeri sottolineano una duplice crisi: demografica e sociale. Da un lato, il calo delle nascite e l’aumento dell’età media mettono in difficoltà il sistema pensionistico e riducono la base di contribuzione fiscale necessaria per sostenere il welfare. Dall’altro, la diminuzione della spesa sociale e dei servizi per gli anziani evidenzia una disconnessione tra il crescente bisogno di protezione e le risorse messe a disposizione.
Il segretario generale della Fnp Cisl Marche, Silvano Giangiacomi, rilancia e conclude: «La contrazione della spesa sociale a fronte di una domanda crescente è una tendenza insostenibile. Nella nostra regione, nonostante l’incremento della popolazione over 65, tra il 2019 e il 2024, di 10.500 unità, assistiamo ad una riduzione dei servizi domiciliari, che passa da 2.480 utenti nel 2011 ai 2.199 nel 2021. Questo dimostra quanto sia urgente ripensare le politiche di assistenza agli anziani, garantendo equità e continuità nelle cure. Se non agiamo ora, rischiamo di trovarci di fronte a un’emergenza sociale irreversibile.»
la soluzione l’ha trovata il PD, fai permettere di riempire il bel paese di clandestini e ti prendi il vitalizio servito e riverito. (sarcasmo)
https://www.tuttitalia.it/marche/statistiche/popolazione-eta-sesso-stato-civile-2023/
Una nazione che ha il secondo debito del mondo dopo il Giappone non va da nessuna parte in tutti i sensi. Le politiche sociali stanno a zero ci sono zone delle nostre città che è meglio non frequentare poi ci si lamenta che la gente non fa più figli suvvia signori basta essere ipocriti o no?
https://www.cronachemaceratesi.it/2024/01/30/nel-maceratese-si-vive-bene-si-e-ripreso-a-fare-figli-e-il-tasso-di-occupazione-e-alto/1825388/
Chi ha ragione? Oppure è in corso un’inversione di tendenza?
Cisl, va in piazza a protestare insieme alle altre rappresentanze sindacali.
La parità di diritti comporta che se l’uomo non può fare figli, la donna ha il diritto di non dovere fare figli. Perchè deve essere libera di fare carriera, di andare in discoteca quando vuole, di fare pizzate tra donne con selfie da inviare sui social, di rimorchiare liberamente chi e quando vuole, e finchè l’età lo permette… Quindi è oggi politicamente saggio riempirsi di gente di fuori che ancora considera una famiglia quella formata da un capofamiglia, una moglie, o più mogli, e figli: due, meglio tre, meglio quattro o cinque. In modo che tra una ventina d’anni avremo una società post-cristiana e post-laica, a maggioranza musulmana, che per fortuna non sarà quella prevista da Richard Kalergi.
Sull’argomento Boni Castellane ha scritto una pagina profetica: Il nuovo sistema di valori chiamato Transumanesimo prevede l’effettiva e non figurata asportazione dei genitali degli esseri umani: l’obiettivo è la creazione di una società artificialmente disconnessa dalla natura, che rinuncia al proprio sesso biologico per approdare a nuovi desideri sessuali sterilizzati, non più finalizzati al possesso e alla procreazione ma improntati alla ridefinizione di prole nei termini di prodotto da acquistare nel mercato dei bambini e delle partorienti. La famiglia dovrà essere sostituita da rapporti fluidi basati sulle inclinazioni sessuali momentanee e in costante evoluzione per ottenere un nuovo essere umano subordinato a un sistema che definirà nel suo mettere in vendita le cose il giusto e lo sbagliato, il desiderabile e il detestabile, la felicità e l’infelicità. I consumi diventeranno una fonte morale sempre esterna, che prevede l’esistenza di un clero di scienziati che governano i limiti e stabiliscono premi sostenibili per i nuovi pazienti costantemente sottoposti a cure.
Altre perline ai lattonzoli Boni Castellane regala in questo passo:
Stiamo per entrare in un assetto sociale di superfluità delle masse derivato dalla tecnologia digitale, una superfluità che implica decrescita demografica, smantellamento dello stato sociale, narrazioni di sterilità e di colpa storica dispiegate dai concetti di suprematismo bianco, patriarcato e apocalisse climatica. E’ necessario un nuovo uomo che non voglia più riprodursi ma che centralizzi la sessualità in quanto fonte di identità in divenire e di continui consumi, che non ritenga più il lavoro un’emancipazione ma un divenire membro operativo del controllo di tutti su tutti, come la pandemia ha prefigurato suscitando entusiastiche adesioni alla narrazione ufficiale scientista. L’uomo nuovo non avverte più il venir meno del proprio ruolo familiare, perché la procreazione è secondaria nel progetto di vita del consumatore, non si sente indebolito dall’assenza di consapevolezza culturale e dall’abbassamento del livello cognitivo in quanto le strumentazioni digitali forniscono tutti i dati e le opzioni esistenziali.