«Col termovalorizzatore si torna indietro,
indegno epilogo a 20 anni di differenziata»

RIFIUTI - Nuova Salvambiente torna all'attacco sulla possibile realizzazione di un impianto regionale a Tolentino. «E' a tutti gli effetti un inceneritore, i danni per la salute e l'ambiente sarebbero incalcolabili. Presto un nuovo incontro pubblico»

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L’incontro sul biodigestore organizzato da Nuova Salvambiente lo scorso anno a Tolentino

La Nuova Salvambiente è preoccupata per la recente identificazione di Tolentino tra i potenziali siti per un termovalorizzatore regionale. «In realtà si tratta di un inceneritore, un termine che in Italia viene spesso mascherato» precisa l’associazione, che torna a far sentire la propria voce sulla questione.

«Le modifiche al piano regionale per i rifiuti mirano alla creazione dell’Ato unica, con la costruzione di un inceneritore, visto come soluzione alla mancanza di capacità di recupero, che avrebbe Tolentino come principale candidato, secondo i criteri di baricentricità del luogo e di collegamento viario – rimarca l’associazione di Pollenza – lanciamo un appello urgente alle comunità di Macerata, di Tolentino e a quelle dei Comuni limitrofi e alle istituzioni competenti per opporsi alla costruzione di un inceneritore che avrebbe conseguenze devastanti sulla salute dei cittadini e sull’ambiente».

Nuova Salvambiente cita uno studio, commissionato nel 2016 dai Comuni limitrofi al Cosmari, dal titolo “Valutazione epidemiologica riguardante i residenti nelle aree circostanti l’impianto di trattamento dei rifiuti solidi urbani del Cosmari”.

«Sono stati rilevati alcuni picchi, in particolare per le malattie cardiovascolari, e si è constatato come la residenza prolungata nelle aree in studio potrebbe spiegare l’incremento di rischio rilevato in termini di ricoveri ospedalieri per le malattie respiratorie acute e per i decessi per tutte le cause – continua il gruppo – un inceneritore, inoltre, creerebbe un danno significativo all’economia locale, agli investimenti nel settore turistico, causerebbe la svalutazione degli immobili e, oltretutto, come potrebbe conciliarsi con la futura realizzazione di un nuovo polo ospedaliero provinciale a pochissima distanza? Sarebbe di fatto una regressione di 40 anni e un epilogo indegno a 20 anni di raccolta differenziata. L’inceneritore genererebbe sostanze tossiche che si disperderebbero inevitabilmente nell’ambiente, creando una triplice discarica di aria, suolo e acqua».

Esistono alternative più sostenibili per la gestione dei rifiuti secondo gli ambientalisti: la riduzione alla fonte, il riciclo e il compostaggio. «A tale scopo, la nostra associazione lo scorso aprile, ha tenuto un’assemblea pubblica per illustrare il progetto del digestore alla popolazione, a cui è intervenuto Gianni Tamino, professore emerito di Biologia e fondamenti di diritto ambientale dell’Università di Padova, che ha spiegato i danni alla salute dei processi di combustione a fronte di un cospicuo consumo di energia e di acqua – prosegue l’associazione – le uniche fonti di energia pulita sono quelle che non usano la combustione, come l’energia solare, la terra, l’acqua e l’aria, le quali permettono di realizzare un’economia circolare, mentre l’incenerimento prevede l’insostenibile sfruttamento delle risorse naturali all’interno di un modello ”usa e getta”. Nuova Salvambiente è fermamente contraria a questa visione di sfruttamento del territorio. È tempo di agire e di opporci a politiche che non affrontano le sfide legate ai rifiuti in modo efficace. Questa è una responsabilità che dobbiamo ai nostri concittadini e alle generazioni future e che dobbiamo pretendere dalle amministrazioni comunali interessate. A tale scopo stiamo organizzando a breve un altro importante incontro aperto: la popolazione deve essere consapevole dei rischi a cui potrebbe essere esposta, ed è fondamentale l’azione congiunta di tutti. Insieme possiamo costruire un futuro più sostenibile per la nostra comunità».


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