L’impegno sociale di Fiorella Mannoia
nello Sferisterio sold out:
«No guerre e violenza sulle donne»
MACERATA - L'artista romana, cittadina onoraria di Castelraimondo, non ha tradito le attese dei suoi fans di tutte le età arrivati per ascoltare una delle voci più amate d’Italia. Finale a sorpresa con l’ingresso sul palco di Michele Bravi. LE FOTO

Fiorella Mannoia balla allo Sferisterio
di Marco Pagliariccio (foto di Massimo Zanconi)
Era uno dei concerti più attesi di “Sferisterio Live”, d’altronde il sold out fatto registrare ormai da settimane ne era segno tangibile. E Fiorella Mannoia non ha tradito le attese stasera in arena, mandando in visibilio le migliaia di fans di tutte le età arrivati per ascoltare una delle voci più amate d’Italia.
Dopo gli strascichi polemici del live di Gigi D’Alessio, un ritorno alla musica nella sua essenza era quanto di meglio si potesse chiedere per riportare il festival alla sua dimensione. E in questo non ha di certo deluso l’artista romana (ma cittadina onoraria di Castelraimondo dal 2017: sua nonna era originaria di Santa Maria e non ha mancato di ricordarlo), che ha vestito i suoi grandi successi di abiti tutti nuovi, grazie all’accompagnamento dell’Orchestra sinfonica Mercadante di Altamura e dei suoi musicisti, Carlo Di Francesco (percussioni e direzione artistica), Raul Scebba (percussioni), Sebastiano Burgio (pianoforte), Pierpaolo Ranieri (basso e contrabasso) e Massimiliano Rosati (chitarre), che sembravano quasi abbracciarla disponendosi intorno a lei.
«È sempre un grande piacere essere qui in questa grande bellezza» ha esordito Mannoia dopo aver aperto la serata, avvolta in un lungo vestito bianco, con “Caffè nero bollente”, una delle sue prime hit. Da lì in avanti è stato un tuffo lungo mezzo secolo, attraverso la sequenza di brani che hanno scolpito il suo elegante talento, ma anche il suo impegno nel sociale, come “Nessuna conseguenza”. «È la canzone simbolo del nostro impegno in “Una nessuna centomila” – ha raccontato Mannoia – dal Campovolo siamo partite in sette raccogliendo un milione di euro e da allora questo impegno per sostenere i centri antiviolenza è diventato una piacevole consuetudine. Questa estate abbiamo ripetuto l’appuntamento all’Arena di Verona raccogliendo 600mila euro con i biglietti e altro 300mila euro di sms. Sottolineo quest’ultimo risultato perché è la prima volta che una causa sociale non legata a catastrofi naturali ha questo riscontro. Segno che è un problema, quello della violenza sulle donne, molto sentito. Questa è per le donne che ce l’hanno fatta».

Lo Sferisterio sold out
Ma l’impegno di Fiorella Mannoia è forte anche nel dire no a ogni tipo di guerra. «Sono stata giovane anche io, questo concerto è il regalo che mi sono fatta per i miei 70 anni – ha detto rivolgendosi al pubblico – sono stata giovane negli anni Settanta, vi ricordate come eravamo noi all’epoca? Parlavamo di mettere i fiori nei vostri cannoni, cantavano con Morandi di Beatles e Rolling Stones, mettevamo le spillette col simbolo della pace. Volevamo cambiare il mondo. Se ci avessero detto che 50 anni dopo ci sarebbero stati 100 milioni di profughi nel mondo, non ci avremmo creduto. Mai avremmo creduto che esseri umani avrebbero eretto muri per isolarne altri, che avremmo avuto una guerra dentro casa dopo quella che avevano vissuto i nostri genitori, che centinaia di migliaia di bambini sarebbero morti a Gaza. E allora mi è venuta in mente una canzone di Lucio Dalla…» e via sulle note di uno dei pezzi più politici dell’artista bolognese: “Se io fossi un angelo”.
Ovviamente non potevano mancare “Margherita”, accompagnata delle torce dei telefoni del pubblico («oddio sembrano stelle» si è lasciata scappare Mannoia), l’ultimo successo sanremese “Mariposa” (premiato al festival per il miglior testo) e un classico intramontabile come “Quello che le donne non dicono”, ma Mannoia ha presentato diverse altre cover, molte delle quali già nel suo repertorio, come “Sally” di Vasco Rossi o la struggente versione di “Io vivrò (senza te)” di Lucio Battisti rivisitata qualche anno fa insieme a Danilo Rea.
E poi una splendida “Giovanna d’Arco”, composta per lei da Francesco De Gregori, e il duetto con Pierangelo Bertoli che la consacrò tra le maggiori interpreti italiane: “Pescatore”, che ha portato allo Sferisterio in veste quasi tribale.
Il rush finale si è aperto con una sorpresa: l’ingresso sul palco di Michele Bravi, che ha duettato con la Mannoia nel brano del giovane cantautore “Maneggiami con cura” e poi in. “Domani è primavera” brano dato alle stampe qualche mese fa. «Si dice che le persone simili si riconoscano a prima vista, che in una caverna buia gli basta annusarsi: con Michele è andata proprio così». Ovviamente non poteva mancare la doppietta “Quello che le donne non dicono” – “Il cielo d’Irlanda”, che ha fatto cantare a squarciagola tutto lo Sferisterio a cesellare una serata da brividi.
Ora c’è giusto il tempo di prendere fiato per gli appassionati di musica: Sferisterio Live tornerà ad accendere l’arena martedì sera per lo show musicale di Giorgio Panariello e Marco Masini, poi mercoledì sera toccherà invece alla Pfm, che porterà sul palco i brani di Fabrizio De Andrè.



















































No violenza su tutti.
Artista e donna di alta classe.
GIGI… non te la prendere a male.. ma stasera si è notata e anche parecchio la statura ……
Concerto bellissimo.
L’unica critica che posso fare riguarda i parcheggi, non riesco a capire come mai gli addetti alla viabilità in una serata come quella di ieri, con la fiera di San Giuliano e l’importante evento in piazza della libertà, non abbiamo previsto un servizio navetta (ad esempio dal centro commerciale all’ingrosso di piediripa); non si può sempre contare sulla provvidenza.
Noi c’eravamo! Evento meraviglioso, artista straordinaria, ma di che politica volete parlare. Le persone servono… E FIORELLA È STRATOSFERICA! Grazie, chapeau!