Mutui sospesi e tesoretto da 2,2 milioni:
alla cultura il record dei fondi,
il sindaco Parcaroli è assetato di sapere
MACERATA - L'idea è quella di sospendere le rate dei prestiti fino a fine anno in forza ancora dell’emergenza sisma rende e di spendere il gruzzoletto ricavato. La parte più consistente – al netto dei trasferimenti all’Apm per i bus – va a musica, teatro e palazzo Buonaccorsi. I concerti battono l’assistenza domiciliare 10 a 1. Ma da settembre potrebbe essere necessario mettere nuovi tributi, dal 2025 le rate ripartiranno

Carlo Cambi
di Carlo Cambi
C’è aria di storni in Comune a Macerata e di maggiori margini di spesa soprattutto per l’assessora alla Cultura, che avrà un tesoretto da 370mila euro. I soldi già dirottati a vantaggio dello Sferisterio – 1,6 milioni in due anni al netto dei contributi 2024 con un aumento del 45% sulla spesa preventivata – e sottratti alle tasche dei maceratesi evidentemente non danno sufficiente spessore alle attività preferite dal sindaco Sandro Parcaroli che è assetato di cultura e di sapere.

L’assessora Katiuscia Cassetta e il sindaco Sandro Parcaroli
Siamo al punto che i concerti battono la spesa per l’assistenza domiciliare 10 a 1: 50mila euro contro 5mila. Ho maturato un sospetto: che la giunta comunale di Macerata voglia ignorare il centenario della scomparsa di Maffeo Pantaleoni a causa di questa sua icastica affermazione: “Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. L’abilità consiste nel ridurre le spese, dando nondimeno servizi efficienti, corrispondenti all’importo delle tasse.” Un’affermazione simile appartiene anche al primo presidente della Repubblica Luigi Einaudi di cui quest’anno cadeva invece il secolo e mezzo dalla nascita (24 marzo 1874) anche questo sufficientemente snobbato. Chi fa di conto e dice il vero evidentemente non piace. Impossibile per il sindaco ignorare l’esistenza di questo che è stato uno dei più insigni economisti italiani, animatore della scuola marginalista, non foss’altro perché in via Maffeo Pantaleoni si è dato luogo a un massiccio abbattimento di edifici e si farà una altrettanto imponente ricostruzione. Dubito che Sandro Parcaroli vada oltre la toponomastica, mi stupisce non poco invece che di questo centenario (cade il 24 ottobre) non vi sia traccia nella corposa programmazione dell’illuminata assessora alla Cultura. Programmazione che ha a che fare con le tasse e col bilancio. Lo vediamo tra qualche riga.

Francesco Gavazzeni, direttore artistico del Macerata Opera Festival
Probabilmente la fama dei Pantaleoni a Porto Sant’Elpidio non è mai arrivata. Strano però perché questo cognome con lo Sferisterio c’entra parecchio e come si sa lo Sferisterio sta molto a cuore all’assessora alla Cultura. Dicono che Paolo Gavazzeni – nuovo direttore artistico del Mof – abbia già sperimentato le incursioni della politica: voleva fare un libretto (ovviamente a spese del contribuente) per celebrare i 60 anni di programmazione lirica. Pensava di inserire un saggio sulla storia del manufatto, ma l’autore non era gradito all’assessora che lo ha fatto lavorare di fretta e nottetempo così ancorché commissionato l’elaborato è stato cassato. E pensare che è frutto della sapienza e degli studi di un architetto di chiara fama peraltro a lei molto vicino. Per questo probabilmente l’assessora è rimasta nell’ignoranza del fatto che Pantaleone Pantaleoni fu il primo animatore e principale finanziatore dei Cento consorti senza i quali lo Sferisterio non ci sarebbe. Si dà il caso che Pantaleone fosse il nonno di Maffeo. Forse si potrebbe tentare di fare qualcosa magari per restaurare il mausoleo della famiglia Pantaleoni a villa Isabella alle Vergini che cade a pezzi e dove sono custodite le ceneri di Diomede, figlio di Pantaleone, di sua moglie Isabella e dei loro due figli Raul e Maffeo che ha accanto i resti della moglie Emma. La compianta professoressa Gabriella Saretto – autrice di un pregevolissimo volume dal titolo appunto: Villa Isabella – si è consumata nella vana ricerca di un sostegno per queste memorie. Avrò modo di riparlarne, ma l’ignoranza del Comune perdura. E poiché è francamente poco spiegabile ho pensato che tutto derivi da quel motto di Maffeo sulle tasse.
Mi è venuto in mente considerando che da qui a qualche mese potrebbe darsi che il buon Sandro Parcaroli debba annunciare un incremento di balzelli a carico dei maceratesi già abbastanza tartassati dal rincaro della Tari e che, se le cose non si mettono in fretta per il verso giusto e anche questa responsabilità di Parcaroli, pagheranno molto di più anche l’acqua che ormai pare regimata verso mani private. A incidere sul bilancio del Comune saranno pure, e in misura consistente, le spese dell’assessorato alla cultura. Per capire cosa capita nel bilancio comunale sorvegliato, e per fortuna di noi maceratesi, con grande competenza e perizia dal dottor Andrea Castellani che, presentando queste variazioni, assicura che il saldo finale resta in equilibrio ci si può rifare a un esempio familiare. Poniamo di avere una figlia in procinto d’iscriversi all’università e che si abbia d’improvviso una minima somma disponibile non avendo normalmente di che largheggiare. E’ preferibile accantonare il gruzzolo per consentire un regolare corso di studi alla ragazza o blandirla comprandole la macchina nuova? Ecco il nostro amato sindaco ha scelto la seconda opzione destinando a spesa corrente i soldi “recuperati” con la sospensione delle rate dei mutui ancora grazie all’emergenza terremoto. Fuor di metafora c’è uno schema di delibera di giunta che storna 2 milioni e 210 mila euro di risparmi rispetto al bilancio preventivo 24-26 in forza della sospensione delle rate dei mutui contratti dal Comune tanto con le banche quanto con la Cassa depositi e prestiti e il Credito sportivo e li destina a spese da esaurire entro quest’anno. C’è un primo però: dal primo gennaio 2025 i mutui ripartono e le rate vanno pagate. Da qui le tasse possibili.

La Giunta Parcaroli
Per intanto vediamo questi 2,2 milioni come sono stati destinati il che dà una precisa indicazione del peso politico dei diversi assessorati. Ottocentosessantamila vanno per i bus all’Apm (bilancio floridissimo: utili dimezzati nonostante un incremento significativo di fatturato a illustrare una gestione impeccabile), ma la seconda fetta più consistente va all’assessorato di riferimento di Sandro Parcaroli, la cultura: 370mila euro. Che ha anche fretta di riceverne una parte: 70mila euro li vuole entro luglio. Che ci deve fare? Centoventimila euro vanno a palazzo Buonaccorsi, 70 mila sono contributi a manifestazioni culturali, 50mila più altri 50mila per i concerti del Lauro Rossi, 20mila più altri 20 vanno all’Amat per le attività teatrali. Tanto per capire come funziona: nella delibera è previsto un credito Irap di 130mila euro, invece di metterli sul sociale 30 mila vanno a palazzo Buonaccorsi. Così su 20mila euro che il Comune incassa sui diritti di proprietà 10 mila vanno alla biblioteca. Per avere un’idea della destinazione di questi fondi che si rendono disponibili dai risparmi (più correttamente dalla sospensione) sui mutui si evince che agli interventi per l’infanzia vanno 5mila euro. Nel nuovo schema di bilancio 50mila euro per assistenza e sostegno agli studenti e 25mila euro per i servizi sociali vengono dirottati alla Smea (si occupa della derattizzazione e dei servizi ambientali), per le rette dei disabili e degli anziani in istituti, per l’assistenza agli anziani e ai fragili a domicilio si destinano in tutto 45mila euro, meno che per la prosa.
Il conto è presto fatto: alle politiche sociali, l’assessorato della vicesindaco ed esponente di Fratelli d’Italia Francesca D’Alessandro, che pure ha chiesto un anticipo di 70mila euro, viene data disponibilità di 290mila euro in tutto. Tanto per aver un’idea di dove Sandro Parcaroli destina i soldi dei cittadini si può dire che di queste somme che aggiuntive non sono – si tratta di anticipazioni di spesa di fondi sul bilancio di previsione – non c’è un soldo sullo sviluppo economico atteso che i 40mila euro destinati alle iniziative per il commercio sono interamente coperti dai contributi per la festa dell’Europa così come 20mila euro della Regione finanziano le attività promozionali. Se si dovesse fare una classifica per stabilire qual è l’assessorato più importante per il sindaco non c’è dubbio: l’assessora alla cultura batte tutti. E’ quella che ha più soldi. Chissà che non le avanzino due spiccioli anche per il povero Maffeo (Pantaleoni) magari facendosi spiegare chi era dal dipartimento di scienze economiche dell’Università.
Sorge però spontanea una domanda: quando ripartono le rate dei mutui come si pagano? E qui il dottor Andrea Castellani un richiamo deve averlo già fatto perché l’ufficio tributi sta conducendo degli studi preliminari su due possibili voci d’incremento di entrate: la tassa sulla pubblicità dei negozi, l’Imu sui terreni fabbricativi. Verrà tempo di saperne di più, ma pare di capire che le lampadine per pochi saranno ripagate con le insegne di tutti. E c’è una qualche preoccupazione per le disponibilità di cassa da settembre in poi al punto che si pensa di sfruttare l’ultima opportunità che resta al Comune targato centrodestra. Macerata non è arrivata al tetto massimo di mutui da poter contrarre e dunque potrebbe fare ricorso a un ulteriore indebitamento – accendere qualche altro mutuo – per coprire la spesa corrente. E’ l’esempio dell’università o della macchina nuova per la figlia. Peccato che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, leghista come Oriana Piccioni assessora al bilancio e come Sandro Parcaroli sindaco, abbia già avvisato: dovete stringere la cinghia perché dobbiamo trovare più di un miliardo di risparmi sulla spesa corrente dei Comuni. Ma pare che quando hanno cominciato a distribuire le cifre di storno in Giunta ci sia stata maretta tra i vari assessori e che all’idea di non concedere tutto quanto richiesto dalla sua assessora preferita Sandro Parcaroli come Gatto Silvestro ai tempi della pubblicità dei pelati De Rica (i pelati in questo caso saranno prossimamente i contribuenti maceratesi) abbia detto: Oh no, sulla cultura non si può. Se aumenterà qualche tributo comunale è il caso di tenere a mente la previsione di Maffeo Pantaleoni.



























Mi dispiace ma queste incursioni di Carlo Cambi con una miriade di numeri non riesco più a leggerle…tutta fuffa che lasciano il tempo che trovano.
Lucidissima analisi; non dimentichiamo che questi signori amministrano grazie ad un legittimo voto popolare quindi…. “chi è causa del suo male pianga se stesso” AUGURI!!
Non me ne intendo troppo di economia, faccio per dire. Ma avanzo una proposta, Maffeo Pantaleoni permettendo: poiché il dottor Andrea Catellani, di indubbio valore e professionalità, lavora presso il nostro Comune, non sarebbe il caso di indicare lui come “responsabile” della tenuta economica della Stagione Lirica. Costerebbe molto ma molto di meno, azzerando la nomina in scadenza dell’attuale Sovrintendente al cui nomina è pleonastica e non prescrittiva.
terreni fabbricativi o terreni edificabili?
Si sta raschiando il fondo del barile, così.
Be’ non si può biasimarlo se anche in età avanzata inizi a interessarsi di cultura…Bisognerebbe solo fargli capire che non si compra a Cassette…
Caro Carlo,
visto che sei così circostanziato e al corrente, sarebbe il caso di essere ancora più precisi: a chi andranno tutti questi danari? Chi sono i soggetti che ne beneficeranno?
Il buon Cambi ha omesso la citazione successiva in wikiquote, molto più significativa per giustificare l’imbarazzo su Maffeo Pantaleoni:
“sono di avviso che, per evitare all’Italia una morìa, che non ha parallelo in quelle dovute ad epidemia, riduttrice della sua popolazione di circa 20 milioni, non vada escluso il ricorso ad alcun mezzo che domi il movimento socialista, anche se questo mezzo, – a quel modo come i ladri, gli incendiarii, i rapinatori, gli associati a delinquere chiamano guerra civile la guerra che fanno loro carabinieri, guardie regie e polizia investigatrice, – venisse dai socialisti battezzato del nome di guerra civile, e di dittatura militare, o di reazione borghese. Imperocché, a me, i nomi delle cose e degli atti non fanno né freddo né caldo. Bado al fine, bado allo scopo, e scelgo i mezzi adeguati e sufficienti.”
Incredibile e buffo che l’ignorantissima sinistra maceratese non abbia mai pensato di porre rimedio allo scandalo di una via intitolata al teorico del genocidio dei socialisti.
Più che di sapere sembra molto più assetato di potere
Assetato di potere e desideroso di accontentare.
Poi parlando di cultura c’è pure chi dice che non riesce a leggere i numeri…non per niente è un tifoso di chi .. con le letture di qualsiasi genere ..dimostra sempre grosse difficoltà…