Bilancio consuntivo, il Consiglio dà l’ok
ma è la bandiera per la pace
ad accendere gli animi
CIVITANOVA - Via libera al documento nonostante le contestazioni dell'opposizione sullo stato delle strade e delle manutenzioni dell'asfalto e sui 2 milioni di accantonamento per le spese legali. Ok l'acquisizione di Palazzo Ferretti chiudendo (con un giorno di ritardo) un contenzioso che si protrae da decenni. Bagarre per lo striscione da apporre sul palazzo comunale, accordo finale sulla dicitura "No alle guerre" anziché "Cessate il fuoco"

Il consiglio comunale di Civitanova
di Laura Boccanera (foto di Fabio Falcioni)
Bilancio consuntivo 2023, oltre 3 milioni di avanzo di amministrazione, l’opposizione contesta lo stato delle strade e delle manutenzioni dell’asfalto, oltre 2 milioni di accantonamento per le spese legali derivanti dal rischio di soccombenza per l’ente. Il Comune dà il via all’acquisizione di Palazzo Ferretti chiudendo (con un giorno di ritardo) un contenzioso che si protrae da decenni. Bagarre sulla presenza della bandiera della pace esposta fuori dal balcone per l’appello al “cessate il fuoco in Palestina”. Come dire, se non ci si mette d’accordo qui su una questione umanitaria, figurati a Gaza.

L’assessore al bilancio Claudio Morresi
Questa la sintesi del Consiglio di ieri sera a Civitanova, riunitosi con due ore di anticipo rispetto all’orario usuale per non protrarre a notte inoltrata la discussione. Al voto infatti il bilancio consuntivo del Comune e in apertura l’integrazione straordinaria per l’acquisizione di Palazzo Ferretti, sede della scuola media di Civitanova Alta. Una vecchia vicenda su cui il Tar ha posto la parola fine intimando al comune di procedere entro 210 giorni. Il comune infatti ha occupato il palazzo per ragioni di pubblica utilità, lo ha trasformato in scuola, ma non ha adottato entro il termine il decreto di esproprio. E ieri il consiglio ha votato (pur sforando di un giorno) la cessione del bene prevedendo una compensazione tra quanto dovuto ai privati proprietari del bene e quanto invece doveva rientrare al comune che aveva fatto dei lavori per rendere adatta la struttura. Alla fine dalla compensazione effettuata dai calcoli del tecnico è emerso che l’Ente è a credito di 81 mila euro circa. Sul punto la minoranza si è astenuta.
A seguire l’inizio della relazione sul bilancio consuntivo del 2023 tenuta dall’assessore al bilancio Claudio Morresi: il risultato di amministrazione per il 2023 è di 29 milioni 138 mila euro, di cui 21 milioni 299 la parte accantonata (di cui 18 milioni sono crediti di difficile esigibilità), 3 milioni 784mila euro di fondi vincolati, 498 mila euro destinati ad investimenti e 3 milioni 556mila euro la parte disponibile che, ha detto Morresi «è stata impiegata per manutenzione stradali e impianti sportivi». Complessivamente alla gestione 2023 sono state applicate con specifici atti quote di avanzo di amministrazione 2022 per totali euro 4.106.357,14 di cui 1.444.419,05 applicati alla spesa corrente ed euro 2.661.938,36 alla spesa in conto capitale. In totale il bilancio pesa per 42 milioni 140 mila euro.
Per le entrate si registrano somme pari a 50 milioni 961 mila euro (contro i 47 milioni 747 del 2022) di cui 31 milioni e 900 mila da entrate tributarie. Una componente rilevante delle entrate tributarie è data dal recupero evasione dei tributi Imu, Tari e Tasi di cui: 3 milioni 310 mila sull’Imu, 19 milioni 391 mila su Tasi e 947 mila euro per la Tari. Le entrate da trasferimenti pari ad 8 milioni 902 mila euro nel 2023, sono costituite per 4 milioni 175 mila da risorse statali e per 4 milioni 297 mila da risorse regionali, comprendenti anche i fondi dell’Ats 14. Le entrate extratributarie pari ad 10 milioni 158mil a nel 2023, hanno avuto un andamento superiore a quello del 2022 (+2 milioni). Le spese correnti impegnate nel 2023 sono pari a 42 milioni 140 mila euro con una riduzione di circa 350 mila euro (-3,11%) rispetto all’anno 2022.
Morresi ha poi elencato le somme stanziate per il rifacimento dei marciapiedi e degli asfalti danneggiati. Nel 2023 si è speso 1 milione 845mila euro per i rattoppi e marciapiedi in via Don Bosco, via Crimea, via Colombo, via Pigafetta, via Bragadin, via Cecchetti, via Verga, borgo Casette, via Montello, Capuana, Vallato, Piane Chienti, Piazza Conchiglia (170mila euro più 29 mila euro per l’albero), via Romagna, via Serao e via Ugo Bassi. In questi primi mesi del 2024 sono stati spesi ulteriori 425 mila euro per ulteriori tratti di strada a Santa Maria Apparente (dalla rotatoria Paciotti alla Vecchia Campagna), via Giusti, via Fontanelle, via Corridoni. Alla fine il bilancio è stato approvato con il sì della maggioranza e il voto contrario della minoranza.

Elisabetta Giorgini. consigliera comunale di Dipende da Noi
Ma il consiglio ha avuto il momento di massimo climax di tensione quando è arrivato al punto per la discussione inerente l’appello per la pace e il cessate il fuoco in Palestina. La consigliera Elisabetta Giorgini di Dipende da noi (che ha avviato, con altri, anche i flash mob per sensibilizzare verso la guerra in Palestina) infatti ha letto il testo per l’appello alla pace che prevede una serie di azioni per esprimere la posizione del consiglio e avviare una serie di attività di sensibilizzazione e informazione volte ad incidere sulle scelte e far sentire la voce dei comuni per il cessate il fuoco a Gaza. Il documento prevedeva alla fine anche, come dimostrazione di tali indicazioni, l’esposizione della bandiera della pace dal balcone del palazzo comunale con la scritta “Cessate il fuoco subito”.
Il consigliere Piero Croia chiede un emendamento per togliere dal documento l’esposizione della bandiera ma non fornisce motivazioni sul perché. «Non è una bandiera istituzionale – dice il presidente del consiglio Fausto Troiani – per cui mettiamoci d’accordo sennò facciamo due mozioni». A quel punto il Consiglio si interrompe per decidere su come procedere e la minoranza, pur di non dividere l’assise su un argomento che è la pace (ironia!) accetta di togliere la bandiera e si stabilisce la presenza di uno striscione con scritto “Cessate il fuoco subito”. Ma un attimo prima del voto è il sindaco Fabrizio Ciarapica che rimescola ancora le carte: «Voler mettere una bandiera che non è istituzionale su un palazzo comunale non è corretto – ha detto il sindaco – sul comune c’è la bandiera dell’Europa, dell’Italia, del comune e quelle blu, verdi, lilla, gialla, riconoscimenti che l’ente ha ottenuto, no bandiere che vengono strumentalizzate. Mettere la scritta “cessate il fuoco”, per me non va messa – prosegue – non perché non la condivido, ma un domani questa cosa apre la strada per mandare messaggi. Il palazzo comunale deve avere un’altra veste, né bandiere né scritte».
La minoranza sbotta incredula e sbigottita: «La bandiera della pace no e quella della civitanovese sì? – chiede Mirella Paglialunga – lei sindaco sta facendo la figura che merita». «Quali messaggi, è un appello alla pace universale – replica Letizia Murri – non ci sono associazioni». «Mi fa piacere che alle 23.45 il sindaco si sia degnato di rivolgere la parola al consiglio – chiosa Francesco Micucci – il punto non è la pace in Israele o Palestina, ma ciascuno nel nostro ruolo può dare un segnale e il segnale che dà il sindaco è pessimo e arrogante. Passa sopra la testa dei consiglieri di maggioranza perché maggioranza e opposizione avevano trovato una sintesi in virtù del tema così alto. Le motivazioni del sindaco sono ridicole, se anche una scritta contro la guerra deve diventare oggetto di una battaglia politica francamente siamo arrivati alla frutta».
Alla fine il sindaco ha proposto un emendamento con il quale (fatta salva la prima parte) l’amministrazione si impegna a realizzare uno striscione con scritto “No alle guerre” anziché “Cessate il fuoco” «perché di guerre ce ne sono tante, “cessate il fuoco” fa pensare solo alla guerra in Palestina e invece con no alle guerre pensiamo sia un messaggio più universale». Più universale forse, ma anche più anonimo, annacquato e meno coraggioso.
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.. certe figure non finiscono.. fanno giri immensi e poi ritornano…
Ancora una volta il sindaco ha dimostrato di essere decisivo ben lamentando che in un comune non ci deve essere qualcosa che non sia istituzionale. Solo che ripensando al passato, prevedere il futuro non vale la pena visto che ogni consiglio comunale ha sempre una certa dose … di squallore… si può dire???, senza che qualche eccellente politico camuffato da quello che è ( purtroppo la fantasia non alberga in certe persone) pretenda poi che ti presenti in qualche tribunale? A proposito, tutti gli esposti partiti per Macerata, in che lingua sono stati scritti? Ritornando al discorso , spesso e malvolentieri tutto quello che si è visto da quelle parti fa sgorgare il dubbio se chiamarlo istituzionale. Non credo che nello statuto comunale, l’arroganza per esempio sia contemplata da qualche parte come imprescindibile. Certo che se uno dovesse chiederti: secondo te, come classificheresti Tizio, Caio, Sempronio, Cellì e Manico d’Angì, prima di sciorinare chissà quali poco altri comportamenti ordinari in simil palazzi dove non si paga pigione,anzi, non sarebbe il primo difetto che gli appiopperesti per primo? Ma mi sembra di capire che qualcuno mostri proprio una forte indifferenza per certe riunioni e nemmeno questo è tanto istituzionale. Non lo sarebbe neanche dimostrare qualche contrarietà con fischi ed altro, cosa che tra l’altro darebbe almeno un po’ di colore.
Opposizione indecente.
Il bilancio, come viene dicendo Dimitri Papiri da 7 anni, è farlocco e questi manco ne parlano, come non parlano del gravissimo inquinamento del Basso Bacino del Chienti (che non è solo la foce del fiume, ma cinque Comuni inquinati dai solventi per calzature) e che sta facendo morire i cittadini!