Consiglio fino alle 4 del mattino,
non c’è tempo per l’appello alla pace
«Atteggiamento cinico e irresponsabile»
CIVITANOVA - Il centrosinistra attacca consiglieri e sindaco che hanno lasciato l'aula prima di discutere il cessate il fuoco a Gaza. Mirella Paglialunga interviene sull'aumento della Tari: «Non hanno tenuto conto del principio di chi inquina paga, accollando alle famiglie la spesa maggiore»

Un flash mob per la pace in Palestina durante il mercato settimanale del sabato
«Consiglieri e sindaco lasciano l’aula senza discutere l’appello alla pace, è un atteggiamento cinico ed irresponsabile». Il Consiglio comunale di Civitanova che lunedì sera ha approvato gli aumenti per la Tari e il piano antenne (leggi l’articolo) avrebbe dovuto discutere anche dell’appello alla pace e per il cessate il fuoco a Gaza, ma dopo un’assise che si è prolungata fino alle 4 del mattino il punto è saltato con l’abbandono dell’aula da parte di diversi consiglieri.

Elisabetta Giorgini Dipende da noi
La proposta era arrivata dal centrosinistra che oggi esprime il proprio rammarico. «Era una proposta chiara, contro la guerra, contro ogni terrorismo e ogni oppressione, per la convivenza pacifica tra tutti i popoli. Si trattava di una presa di posizione non formale perché impegnava il comune a sostenere la causa della pace a tutti i livelli, sia nella richiesta rivolta al governo italiano affinché si adoperi per una svolta di tregua e di riconciliazione, sia nell’azione locale per garantire armonia e giustizia nella nostra città. Ma al momento di discutere la proposta e di votarla molti esponenti della maggioranza di destra, con in testa il sindaco Ciarapica, se ne sono andati senza dare spiegazione del loro atteggiamento cinico e irresponsabile – sottolineano Elisabetta Giorgini (dipende da noi) Francesco Micucci, Lidia Iezzi e Yuri Rosati (Pd) Mirella Paglialunga (per Civitanova) Letizia Murri (Ascoltiamo la città) Piero Gismondi (La nuova città) – L’abbandono ingiustificato dell’aula consiliare dinanzi al confronto su un punto di grande valore etico e politico rivela tutta l’inettitudine a governare una città, che dovrebbe essere amministrata da persone di sensibilità ben diversa, capaci di avere una posizione tanto sulle scelte locali quanto sulle questioni che dal mondo coinvolgono anche Civitanova».
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Mirella Paglialunga
«Sbagliata la scelta di ripartire la spesa per i rifiuti accollando alle famiglie la spesa maggiore, non si tiene in considerazione il principio di chi sbaglia paga». Mirella Paglialunga, consigliera d’opposizione della lista Per Civitanova torna a parlare degli aumenti della Tari approvati l’altra sera con il via al Pef.
Secondo la consigliera è da biasimare la scelta di ripartire al 55% la tariffa sulle utenze domestiche e al 45% su quelle non domestiche: «L’assessore Morresi non ha trovato di meglio che ironizzare sul fatto che “un aumento dell’8% è sempre meglio di un aumento del 10%”. Dimenticando però di comunicare alla cittadinanza alcune amare verità: l’aumento delle tariffe vigenti riguarderà sia l’anno 2024 che l’anno 2025 quindi l’aumento deliberato a carico dei civitanovesi si ripeterà per due anni successivi. L’amministrazione Ciarapica non ha tenuto affatto conto del principio “chi inquina paga“, ma ha deciso di penalizzare le famiglie, gli anziani, le coppie giovani, le famiglie unipersonali piuttosto che chiedere maggiori rimborsi a quelle organizzazioni che determinano le maggiori problematicità in fatto di decoro e pulizia urbana.
La spesa complessiva per la gestione dei rifiuti a Civitanova è pari a 8 milioni 905 mila euro, ma è interessante notare che i costi per le attività di gestione delle tariffe e dei rapporti con gli utenti in capo alla Civita.S.srl incidono per 823 mila euro fra servizi del personale di supporto, servizi amministrativi del servizio ambiente complessivi. Ogni contribuente ha quindi sulle proprie spalle più di 60 euro di spese che forse potrebbero essere meglio razionalizzate. In questo panorama nessuna notizia confortante che possa mitigare il malcontento per i biasimati aumenti. Infatti la raccolta differenziata nel 2024 è ferma al 71,25 % a fronte di un 73,27% del 2020 e l’idea dello sviluppo di sistemi di tariffazione puntuale per premiare l’impegno delle persone nella gestione differenziata dei rifiuti, come avviene in altri comuni si allontana».