«Cinque stelle al cibo, zero per la politica»
La recensione negativa scatena Bedini:
«I fascisti non devono venire nel mio locale»
MONTELUPONE - Un cliente su TripAdvisor ha contestato si parlasse di alcuni argomenti politici «offendendo chi la pensa diversamente». Lo chef de “La Taverna dell’Artista” smentisce: «era il 25 Aprile e a fine serata mi sono fermato a parlare a un altro tavolo chiamato da alcuni amici. Il mio è un ristorante antifascista»

La recensione su TripAdvisor
di Luca Patrassi
La recensione su Tripadvisor è inedita: “cinque stelle al cibo, zero perché in un luogo pubblico dove si esaltano i valori della buona cucina e del territorio non si parla di politica offendendo chi la pensa diversamente”. Teatro lo storico ristorante nel centro di Montelupone “La Taverna dell’Artista” di proprietà dello chef Antonino Bedini.

Lo chef Antonio Bedini
Chef che non ha preso affatto bene la recensione negativa (due su un totale di cinque) non tanto per il fatto che il locale ha la stragrande maggioranza (diverse centinaia) di recensioni eccellenti quanto per l’accusa mossa ad una persona che non ha mai nascosto il suo credo politico. «Un episodio del genere – osserva Bedini – non mi era mai capitato in più di 40 anni di lavoro al pubblico. Non parlo mai di politica sui tavoli. Questo soggetto, che sul posto non ha proferito parola, ha sentito me che parlavo del 25 aprile in un altro tavolo a fine serata con dei miei amici che mi avevano chiamato».
Il ristoratore di Montelupone parte dalla recensione politica ed aggiunge una riflessione. «E’ il fascismo che avanza, tutti possono esprimere le proprie opinioni ancora in Italia – sottolinea – Non parlo di politica ai tavoli, le mie idee le ho sempre espresse: il mio è un locale antifascista, i fascisti non devono venire». Tra il 25 aprile e la festa del Primo maggio irrompe Bedini e non la tocca piano, come è nel suo stile. Inutile dire che la recensione, negativa non per i carciofi di Montelupone ma per i commenti ascoltati da un tavolo vicino, ha acceso la miccia e chef Bedini non è uno che spegne la miccia, tutt’altro.
…ma che vuol dire…e poi, come fai a sapere se tra i clienti c’è un ‘fascista’, un comunista o magari uno ‘stalinista’!!? Ma per favore. Certo che il fascismo avanza, forse, ma mi pare sia più quello degli antifascisti… gv
Paolo Sanna se sei in pubblico le tue ideologie politiche le lasci a casa poi specialmente di sinistra “ve ne potete vantare” ahahah
Ma se si parlasse di opinioni soggettive su un fatto storico controverso se ne potrebbe discutere diverso è se si parla di fatti oggettivi come la liberazione dalla dittatura fascista.
Ci risiamo. Leggo di “estremismo” o di “politica di parte” … Ma ci si vuol fare una ragione o no di una verità incontrovertibile, c’è che l’antifascismo è il fondamento della lotta di liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista e quindi il fondamento della Costituzione Repubblicana? Grazie “Taverna dell’Artista”!
VIVA QUESTO RISTORANTE ANTIFASCISTA. SE PER QUALCUNO E’ UN PROBLEMA VADA ALTROVE.
Locale antifascista. Cioè?
È chiaro che il buonsenso sta bene da tutte le parti, personalmente se gestirei un locale aperto al pubblico non spiffero ai quattro venti il mio pensiero politico, altro una chiacchierata su un evento, altro ancora origliare i tavoli vicini poi criticare in anonimato, il più scorretto l’ anonimato…
Chef vendichi l’onta con purganti vari dopo essersi assicurato dell'”ideologia” dell’avventore. A volte ce l’hanno scritta in faccia ed è facile scoprirla nel loro modo di parlare e soprattutto di ordinare. Nel dubbio esegua lo stesso. Meglio un innocente sul water closet per un paio di giorni che un colpevole costipato ed irritato.
Anziché aprire un ristorante poteva candidarsi alle primarie del PD, visto che vede i fascisti ovunque proprio come loro.
Quindi parlare di calcio o bocce si, ma di politica no? (fra amici a parte, inoltre). Chi afferma ciò è palesemente antidemocratico, può dar fastidio sentire certe opinioni, però parlando di politica si tratta i problemi di tutti i giorni, e non capisco perché non possano essere espresse le proprie considerazioni anche da chi gestisce un locale. L’unico problema è che potrebbe perdere clienti che la pensano diversamente da lui, ma non credo ciò sia un problema per il titolare, che almeno non è ipocrita.
Faccio infine notare che chi ha scritto la recensione si è chiaramente contraddetto. Ha scritto :” non vogliamo lezioni di politica, ma gustare sapori autentici”. Se non avesse gustato sapori autentici, perché avrebbe dato 5 stelle per la cucina????????
In un ristorante mi preoccuperei se, al parlare politically correct, corrispondesse un’alimentazione orribile. A riprova, non ho mai sentito nessuno protestare per un buffet scadente al termine di un formidabile convegno. Bisognerebbe rispettare tutto, ovviamente: ma in ogni ambito, se non altro, le priorità. Poi, se uno proprio non ce la fa a “digerire” i convincimenti altrui (non i cibi che, a quanto leggo, sono invece stati molto apprezzati: e si tratta di un ristorante…), segni il luogo con una x e non ci torni più. Ma con lealtà. Manifestando l’eventuale disappunto “de visu” e non dietro nickname su Tripadvisor. E’ una questione di rispetto dell’altro (appunto).