Rissa con spranghe e bastoni a Mogliano,
chiuse le indagini: 13 nei guai
ACCUSA – Sono egiziani e la disputa, in cui sei persone rimasero ferite, sarebbe nata per questioni di lavoro. A uno degli indagati, 33enne, viene contestato anche di aver ferito con un coltello un connazionale a Civitanova. Lo scorso marzo, a Macerata, è avvenuto un episodio analogo che ha portato a 16 denunce

La rissa a Mogliano
di Gianluca Ginella
Erano spuntati bastoni e mazze di ferro a Mogliano, quando, il 17 marzo del 2023, 13 persone si erano affrontante per questioni che sarebbero legate al lavoro. Sei di loro erano rimasti feriti con prognosi dai 3 ai 5 giorni. Un episodio su cui la procura ha chiuso le indagini e che richiama quanto accaduto il 24 marzo scorso a Macerata quando due gruppi di muratori si erano affrontati in via Roma. In quel caso i carabinieri hanno denunciato 16 persone (anche in quel caso si tratta di egiziani) e la questura ha adottato 5 fogli di via e 2 avvisi orali.

Il pm Enrico Barbieri
Le indagini dei carabinieri sul caso di via Roma si concentrano anche sul comprendere se vi siano collegamenti con quanto accaduto a Mogliano e oggetto di una indagine che la procura di Macerata (pm Enrico Barbieri) ha chiuso in questi giorni.
Per la rissa di Mogliano sono 13 le persone indagate (a uno di loro viene anche contestato di aver ferito un uomo, con un coltello, a Civitanova, il 20 agosto 2023). Sono tutti egiziani che vivono per lo più a Mogliano e a Macerata. A tutti e 13 viene contestato di aver partecipato alla rissa del 17 marzo 2023, a Mogliano.

L’avvocato Giancarlo Giulianelli
Sei di loro erano rimasti feriti con prognosi dai 3 ai 5 giorni. A tre persone viene contestato di aver minacciato di uccidere uno degli altri imputati, un 33enne che vive a Mogliano, o i suoi amici e colleghi e gli avrebbero intimato, dice l’accusa, di non proseguire con i lavori edili nella provincia di Macerata e di tornare in Lombardia. Questo sarebbe avvenuto alcuni giorni prima della rissa, il 4 marzo del 2023. Al 33enne viene contestato di aver usato attrezzi in ferro e una mazzetta di legno con cui avrebbe aggredito due persone, il 17 marzo, che rimasero ferite nella rissa e riportarono 5 giorni di prognosi. Inoltre avrebbe minacciato entrambi. A uno avrebbe detto «ti faccio mandare via dall’Italia, se ti vedo ti rompo le ossa, ti faccio fuori proprio».

L’avvocato Ivan Gori
E all’altro: «non ti faccio più uscire di casa, ti rendo tale da non poterti più muovere da casa».
Inoltre gli viene contestato un altro episodio, che sarebbe avvenuto qualche mese dopo, il 20 agosto del 2023, a Civitanova. Avrebbe minacciato un altro degli imputati, a cui avrebbe detto di ritirare la denuncia che aveva fatto.

L’avvocato Raffaella Cesari
Secondo gli investigatori lo avrebbe inoltre colpito con un coltello al pollice della mano sinistra e allo sterno e mentre questo fuggiva gli avrebbe detto: «la prossima volta che ti vedo in giro di ammazzo».
Il ferito aveva riportato ferite con 8 giorni di prognosi. Oltre che di minacce, per questo episodio il 33enne è indagato per lesioni personali e violenza privata.
Dopo la chiusura delle indagini della procura ora gli indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive. Sono assistiti d’ufficio, tra gli altri, dagli avvocati Giancarlo Giulianelli, Francesco Governatori, Ivan Gori, Lucia Testarmata, Raffaella Cesari, Francesco Iacopini, Lucrezia Gentili, Giulia Leonardi, Stefano Giacinti.
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