“Ferie e permessi solo per chiusura aziendale”
Scatta la protesta alla Giessegi.
Il titolare: «Un errore nella circolare»
APPIGNANO – Ore di sciopero all’azienda dopo che i dipendenti hanno ricevuto una mail dove si diceva anche: “chi ha esigenze di richiedere assenze è libero di valutare offerte lavorative che si adattano alle proprie necessità”. Matteo Ferretti della Fillea Cgil: «Nel giro di poco tempo abbiamo incontrato l’azienda che ha provveduto a rettificare la mail inviata». Il proprietario della ditta, Gabriele Miccini: «Riguardava le ferie, che sono concesse solo a Natale e d’estate»

La protesta di oggi
di Mauro Giustozzi
Prima tanta tensione poi le rassicurazioni aziendali e il clima che si rasserena. Ore frenetiche per i lavoratori della Giessegi di Appignano a seguito di una comunicazione ricevuta che prevedeva uno stop a ferie e permessi, che sarebbero stati concessi ai lavoratori solo in occasione dei periodi di chiusura dell’azienda. Salvo casi di somma urgenza non meglio specificati. E l’invito a trovarsi un altro posto di lavoro per coloro i quali invece hanno esigenze diverse.

È la mail arrivata ai lavoratori della Giessegi mobili che ha fatto scoppiare la protesta, con la proclamazione immediatamente dello sciopero con un presidio organizzato nel pomeriggio dai sindacati davanti alla sede produttiva di via Verdi per contestate questa decisione univoca presa dai vertici aziendali e calata improvvisamente sui lavoratori. Un presidio che però è durato lo spazio di poche ore in quanto, a seguito di un contatto diretto avvenuto tra la proprietà, i sindacalisti e le rsu aziendali, a prevalere è stato il buon senso e la ragione con la famiglia Miccini che ha fatto dietro front in merito al contenuto della mail inviata ai dipendenti, ripristinando corrette relazioni sindacali e quindi annullando di fatto quanto scritto poche ore prima.
«Nel giro di poco tempo abbiamo incontrato l’azienda Giessegi nelle figure di Gabriele e Federico Miccini – ci dice Matteo Ferretti della Fillea Cgil – che ha provveduto a rettificare la mail inviata ai dipendenti rispetto alle questioni legate a ferie e permessi. Tutto tornerà come prevede il contratto collettivo annullando di fatto quella comunicazione che aveva portato i lavoratori ad uscire in strada per organizzare questo presidio di protesta che aveva scaldato gli animi di tutti. C’è stato anche un incontro qui con i lavoratori proprio perché i vertici dell’azienda hanno voluto rassicurare direttamente sul fatto che non ci sarà alcuna modifica normativa in fatto di ferie o permessi rispetto a quanto scritto invece nella mail. Per questo abbiamo deciso di togliere il presidio, diciamo pure che la situazione si è risolta positivamente nel giro di poche ore e questo credo sia stato un bene per tutti».
Una mail piuttosto diretta e che non lasciava spazio certamente a interpretazioni di sorta quella recapitata dalla proprietà Giessegi industria mobili ai propri dipendenti nella quale si annunciava “la presente per comunicare che dalla data odierna le uniche ore di ferie o permesso saranno quelle concesse per chiusura aziendale. Tale comunicazione viene inviata perché le varie assenze creano problemi alla normale attività produttiva, pertanto si chiede di non inviare più richieste eccetto i casi di urgenza. Chi ha esigenze di richiedere assenze è libero di valutare offerte lavorative che si adattano alle proprie necessità”.

Il tema legato a ferie e permessi è regolamentato a livello nazionale dai contratti di lavoro come argomenta lo stesso Matteo Ferretti. «Le ferie sono di norma concordate con l’azienda in merito alle esigenze di produzione –spiega il sindacalista della Cgil – per cui se il lavoratore chiede le ferie in largo anticipo queste non possono essergli negate. I permessi sono invece una cosa diversa, legati al recupero psico-fisico del lavoratore, ad urgenze che accadono nella vita privata, i tempi di richiesta sono ovviamente più ristretti. Finora la Giessegi li aveva sempre riconosciuti e invece questa annunciata negazione ha portato allo sciopero odierno che è durato lo spazio del chiarimento avuto con la proprietà».
Il titolare, Gabriele Miccini, spiega: «Ultimamente in tanti chiedevano ferie e ho fatto fare una circolare per dire che le ferie vengono concesse quando lo decide l’azienda, solitamente a Natale e d’estate. Chi ha scritto la circolare si è sbagliato e ha inserito anche i permessi e quindi subito si è trovato l’appiglio per protestare, ma hanno subito mandato rettifica dicendo che facevano riferimento solo alle ferie».


Complimenti a chi cura la comunicazione dell’azienda…
Le ferie andrebbero prese quando serve non quando dice l’azienda stiamo facendo passi indietro e da un bel pezzo sui diritti dei lavoratori signori.
ma quale equivoco,ma quali diritti questa è proprio l aria che tira…..
Prendessero consiglio da Salvini visto che durante la campagna elettorale per la regione Marche li andarono a trovare in fabbrica per un comizio e tutti felici e contenti …
I sindacati corrono con gli operai per le ferie e non per salvaguardare il lavoro, come siamo ridotti male.
Monachesi i sindacati corrono con gli operai per arginare l attacco ai pochi diritti che sono loro rimasti e che ogni giorno viene perpetrato spesso in maniera subdola sfruttando IL RICATTO dovuto alla precarieta
dei contratti ormai indiscriminata….per parlare di certi argomenti bisognerebbe vivere determinate situazioni…io vivo in fabbrica lei
non so su quale pianeta…
so
vivere
mi scuso per cio che ho erroneamente scritto nella parte finale ma certi commenti mi fanno ribollire il sangue…
La proprietà non riconosce di aver sbagliato anche per quanto concerne le ferie!