Foto, itinerari e storia:
Treia ha la sua nuova guida turistica
«Una finestra sulla città e i suoi tesori»
PRESENTAZIONE stamattina in Provincia, 109 pagine divise in 16 capitoli con tanto di Qr code. Il sindaco Franco Capponi: «Con questa pubblicazione accompagniamo il visitatore in un viaggio alla scoperta della ‘terra del cuore e del sogno’»

La presentazione della nuova guida turistica di Treia
di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)
Centonove pagine ricche di informazioni e scatti fotografici, percorsi, itinerari, personaggi, storia, suddivisi in sedici capitoli che sono la carta di identità di Treia e del suo territorio. Presentata stamattina nella sede della Provincia la nuova guida della città che tra storia, arte e cultura è uno dei borghi più belli d’Italia. La pubblicazione molto smart e nella quale sono presenti anche Qr code che rimandano alla edizione digitale è stata stampata dalla Grafiche Fioroni e sarà distribuita ai cittadini sabato prossimo in occasione di un’iniziativa denominata Passeggiata patrimoniale alla scoperta della città che dalle 9,30 si muoverà dal teatro comunale attraversando i luoghi più suggestivi dentro la cinta muraria, con ciceroni d’eccezione gli studenti delle scuole medie di Treia. Alla presentazione della nuova guida hanno preso parte il sindaco Franco Capponi, l’assessore a Cultura e turismo David Buschittari, Cinzia Cecchini presidente dell’Accademia georgica, Liliana Palmieri responsabile ufficio cultura, Marco Marilungo della Empix che ha coordinato la grafica della pubblicazione, Luana Moretti assessora Servizi sociali e Francesco Pucciarelli presidente Pro loco Treia.

Il sindaco Franco Capponi
«Spalanchiamo con questa guida una finestra su Treia ed i suoi tesori – ha sottolineato il sindaco Franco Capponi – accompagnando il visitatore in un viaggio alla scoperta della ‘terra del cuore e del sogno’. Vogliamo far guardare la città con occhi nuovi mostrando ciò che Treia offre in termini di servizi e bellezza per semplificare la visita a chi si approccia al nostro comune. Che sta avendo grandi risultati turistici dal bike e dal cosiddetto turismo lento che tanti stranieri del nord Europa sta portando a Treia. Un flusso turistico che vogliamo rafforzare anche con questa offerta, oltre alla promozione che sta arrivando alla nostra città che ha fatto da sfondo a due film, Neve di Simone Riccioni e Il nostro desiderio di Sergio Rubini, che vede i nostri luoghi protagonisti. Questa guida vuol essere un apprezzabile prodotto cartaceo con evoluzioni verso il digitale. Un’edizione molto curata nei particolari, che verrà promossa in un contenitore assieme ad altri gadget della città. Treia vuol puntare anche sull’abitare green, non a caso l’edizione di Symbola 2024 tratterà questo tema con oltre cento relatori provenienti dall’Italia e dall’estero».

Francesco Pucciarelli e David Buschittari
L’amministrazione treiese ha approfittato dell’occasione per annunciare il prossimo 21 e 22 aprile l’inaugurazione e riapertura della Casa del custode di Villa Spada altro evento molto importante per l’intero territorio. «La guida sarà uno strumento di cui tutti potranno disporre, sia i treiesi che i turisti – ha ribadito l’assessore David Buschittari – per visitare la nostra città con le sue bellezze. Non è una guida nel senso stretto del termine ma è un progetto culturale in quanto ci sono voluti tre anni di lavoro per completarla ed un grazie va a coloro che si sono impegnati per la realizzazione di questa pubblicazione. Abbiamo avuto tante collaborazioni alla realizzazione di questa guida, dalle associazioni ai comitati, l’ente Disfida, la Pro loco, perché parlando di cultura e dei musei di Treia parliamo anche delle manifestazioni che si tengono nel centro storico. Ad esempio la Disfida del Bracciale quest’anno sarà per la prima volta sotto l’egida del riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco che abbiamo ottenuto lo scorso anno. La guida oltre che cartacea è tecnologica attraverso la presenza di Qr code ed andrà ad arricchire la pagina internet di Treia Musei che è stata creata anni fa. Sarà il biglietto da visita per tutti i turisti che sono attratti dai borghi più belli d’Italia circuito dove siamo presenti, visitatori che arriveranno per conoscere la città del bracciale o la nostra Dolores Prato ed a tutte le manifestazioni che stiamo organizzando per i prossimi mesi».

Franco Capponi e Cinzia Cecchini
I sedici capitoli raccontano la storia di Treia, le sue bellezze architettoniche, i personaggi illustri, la gastronomia ed i prodotti tipici, l’Accademia georgica, il gioco del pallone con il bracciale. «Sono tante le manifestazioni che organizziamo – ha detto Francesco Pucciarelli da 18 anni alla guida della Pro loco – già nei prossimi fine settimana in paese e nelle frazioni. Questa nuova guida contribuirà a favorire la conoscenza, la promozione e l’accoglienza del turisti che arriva sul territorio. Grazie al servizio civile manteniamo aperta la sede e accompagniamo i turisti in giro per la città a visitare i musei e le bellezze che abbiamo. Il museo archeologico e quello del bracciale oltre al teatro sono luoghi molto apprezzati dai turisti. Sia quelli che vengono da fuori regione che degli stessi marchigiani che abbiamo scoperto spesso non conoscono a fondo le bellezze ed i luoghi dove vivono. Tra gli eventi che stiamo organizzando il 25 aprile c’è l’apertura con un pranzo della tradizione per continuare poi con la sagra del calcione, il festival delle birre fino ad arrivare all’evento clou della Disfida del Bracciale».
Liliana Palmieri responsabile dell’ufficio cultura ha ricordato come «questa guida è al servizio della città e di chi la vuol conoscere a fondo nella sua storia, nei suoi personaggi famosi. Non una semplice piantina dei luoghi da visitare ma molto di più che si può sfogliare e tenere in mano ma che ha anche una sua versione digitale tramite la presenza di Qr code» mentre Cinzia Cecchini, presidente dell’Accademia georgica, ha rimarcato come «il nostro ente è ben rappresentato all’interno di questa pubblicazione. Stiamo lavorando molto sulla digitalizzazione del nostro patrimonio ed archivio in maniera da renderlo fruibile a più persone possibili per rendere più rapida e veloce la consultazione di testi promuovendo così l’attività dell’Accademia georgica».


A parte la conoscenza personale del sindaco Franco Capponi, la cittadina di Treia, oltre che ad essere “linda”, è pure cosciente della sua importanza e la sa esibire…
Mi chiedo: se Treia avesse una chiesa carolingia come San Claudio, magari Cappella Palatina, o edificio governativo carolingio della capitale Aquisgrana di Carlo Magno, sfrutterebbe la cosa a fini turistici? Sono sicuro di sì… E se ne fregherebbe di chiedere il parere dei Tedeschi, che con la falsa Aquisgrana di Aachen ci fanno milioni di euro turistici…
A Corridonia, rimasta col nome adattato di un sindacalista rivoluzionario (sempre più dimenticato) esaltato dal Fascismo, e prima ancora come Pausula, nome fatto derivare dalla romana città di Pausulae, da cui non proveniamo, poiché quei Romani erano tutti morti di fame e di malattie durante la guerra gotica con i bizantini. Noi proveniamo dai Goti, dai Longobardi e dai Franchi, e siamo nati come Montolmo (perché non ritornare allora al vero nome del libero Comune medievale?)… Della carolingia chiesa di San Claudio neanche a parlarne. Preferiscono rimanere con la chiesetta rurale e con le loro piccole cose e festicciole rurali, della birra e del patrono. A San Claudio, come a Corridonia le cose non si vedono in grande, ma in piccolo. Piccoli cervelli: di conseguenza piccole visioni socioculturali e turistiche. Salvo alla grande con gli interessi degli studi tecnici e delle aree agricole rese fabbricabili… Poi ci lamentavamo che a Corridonia fu chiuso l’ospedale civile, mentre quello di Treia rimaneva aperto. Quattordicimila abitanti di Corridonia, contro i cinquemila di Treia. Stessi chilometri di distanza delle due cittadine da Macerata… Evidentemente un abitante di Treia vale tre volte di più di uno di Corridonia. E a Corridonia non abbiamo più neanche un ristorante… In quanto, cosa verrebbero a vedere i turisti? Lo squallore di un capoluogo morente?