Recupero dell’area ex scuola Betti,
Harcome si aggiudica
il concorso di progettazione

PROMO - Lo studio di Camerino propone di mettere al centro il concetto di spazio pubblico come motore di una rigenerazione urbana necessaria nelle zone colpite dal sisma: «Vogliamo dare un contributo fattivo al nostro territorio e lo faremo come ci riesce meglio, con la matita»

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Da sinistra in senso orario Andrea Gianfelici, Edoardo Casoni Matteo Pambianchi Filippo Boccacci e Alessio Palmieri

Lo Studio Harcome ha vinto il concorso di architettura indetto dall’Amministrazione comunale di Camerino per la riqualificazione e recupero dell’area ex scuola Betti. Lo annunciano i componenti del gruppo di progettazione Andrea Gianfelici, Filippo Boccacci, Matteo Pambianchi, Alessio Palmieri e Edoardo Casoni.

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Il progetto

L’attività degli ultimi anni ha visto lo studio concentrarsi tra Umbria e Marche in progetti privati e di interesse sociale, oggi vede il giovane gruppo concentrarsi negli interventi pubblici del proprio territorio di origine. Da poco la notizia dell’aggiudicazione del progetto per la ricostruzione del cine-teatro di Valfornace. «Vogliamo dare un contributo fattivo al nostro territorio e lo faremo come ci riesce meglio, con la matita. L’esperienza del concorso per l’ex Betti di Camerino è la prova che quando si unisce capacità e conoscenza del contesto, ad un forte stimolo legato al senso di responsabilità, il risultato è vincente».

SINTESI PROGETTUALE EX-BETTI – La genesi progettuale, che mira alla riqualificazione dell’area della ex scuola Betti, parte da una profonda riflessione che mette al centro il concetto di spazio pubblico come motore di una rigenerazione urbana necessaria in considerazione dei calamitosi eventi del 2016.
Il progetto prendere in considerazione l’importanza della piazza come uno dei “fatti urbani” principali da cui partire a cui segue il loggiato e lo spazio verde i quali caratterizzano lo spazio pubblico cittadino. L’idea progettuale è quindi quella di sintetizzare, in un unico spazio, gli aspetti che caratterizzano questi tre elementi urbani ibridandoli intelligentemente.
Il progetto, figlio di un’attenta analisi del contesto, prende spunto anche dalle fortificazioni cittadine, ponendosi come una loro continuazione contemporanea capace di adattarsi alle diverse soluzioni spaziali aprendosi o chiudendosi grazie a una pelle porosa che lascia passare aria e luce al loro interno. Questo sistema genera uno spazio che può essere considerato un ibrido tra un giardino d’inverno terrazzato e una piazza realizzata al di sopra di una piastra semi-interrata che si incunea all’interno del terreno a livello delle mura si Via Morrotto.
La proposta progettuale mira a definire uno schema funzionale capace di reagire in modo molteplice agli stimoli esterni. Di fatti, la necessità di proporre un edificio che accolga al suo interno funzioni capaci di favorire lo sviluppo del territorio nei suoi diversi aspetti, ha condotto il progetto verso una tipologia funzionale dal carattere articolato.
harcome-3-325x195La volontà è quella di proporre un organismo architettonico adattabile a diversi programmi funzionali, non rigido ed impostato. Lo schema architettonico è stato pensato per ospitare, in spazi altamente flessibili, attività volte a ingenerare nel tessuto urbano processi di crescita dell’associazionismo, del volontariato e del terzo settore. Tutte queste funzioni saranno potenzialmente contenute all’interno del centro civico multifunzionale posto all’ultimo livello dell’edificio. Al di sotto del centro civico, a livello di Via Pieragostini, è presente un grande spazio vuoto caratterizzato da una piazza mercato coperta mentre il livello immediatamente inferiore alla piazza mercato sarà destinato a attività artigianali 4.0. Gli spazi destinati a questa attività si affacceranno sul giardino pensile antistante il quale a sua volta affaccerà sulla grande piazza coperta sottostante dove troveranno spazio attività di tipo ristorativo che potranno godere del grande spazio prospiciente. Infine, i due livelli inferiori conterranno esclusivamente spazi per posteggio auto.

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«Il progetto – spiegano i professionisti – che abbiamo battezzato CE.PO.CAM (Centro Polifunzionale Camerte), punta dunque a porsi come motore della rinascita di un centro storico rinnovato, non solo nei suoi edifici, ma anche nelle sue complesse dinamiche sociali. Un incubatore che riesca a stimolare quei processi di rinnovamento volti a realizzare un nuovo futuro per la città di Camerino».

Harcome ha la sua sede a in via D’Accorso, 39 a Camerino (tel. 0737 633159) e uno studio in via Sidney Sonnino, 13 a Civitanova (tel.0733 829071). 
Contatti: mail info@harcome.com e Whatsapp 3663462047

(Articolo promoredazionale)


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