La protesta dei trattori
si sposta a San Severino:
venerdì gli agricoltori in piazza

IL SIT-IN dalle 9 alle 18 sulla scia di quelli a Piediripa e Civitanova. Gli organizzatori: «Vogliamo tutelare i consumatori e salvare l'agricoltura italiana»

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Un momento della protesta dei trattori di ieri a Piediripa

di Monia Orazi

Trattori in piazza del Popolo a San Severino per tutta la giornata di venerdì per un sit-in di protesta dalle 9 alle 18, per sensibilizzare i cittadini sui problemi che incontra oggi chi lavora nel settore agricolo. Si tratta di un gruppo di agricoltori indipendenti, che coprono i diversi settori, dalla coltivazione all’allevamento. Chiederanno un incontro al sindaco Rosa Piermattei, per presentare le ragioni della loro protesta pacifica e coinvolgere anche i comuni limitrofi. Ecco sintetizzate in una nota i problemi più gravi del settore. «Vogliamo difendere gli agricoltori per tutelare i consumatori e salvare l’agricoltura italiana – dicono i promotori – attraversata da una crisi profonda e senza precedenti, che rende incerto il prossimo futuro per migliaia di imprese agricole in un contesto internazionale caratterizzato da mutamenti epocali».

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La protesta a Civitanova del 22 gennaio

Nel mirino le difficoltà di commercializzazione e la concorrenza sleale di prodotti a basso costo. «Le principali criticità sono una riforma della politica agricola comunitaria punitiva per le aziende e cervellotica nella sua applicazione; una difficoltà crescente nella collocazione sul mercato dei prodotti agricoli nazionali; prezzi all’origine sempre meno remunerativi in virtù anche dell’elevato aumento dei costi di produzione; una sempre maggiore difficoltà ad individuare produzioni che possano avere più successo nei mercati; la concorrenza sleale di prodotti a bassissimo costo provenienti da altri paesi, dove i controlli sanitari sono fondamentalmente inesistenti; l’inesorabile e inevitabile processo di indebitamento delle aziende agricole; le politiche di favore per le aziende industriali a monte e a valle della filiera; la mancanza di controlli adeguati alla sicurezza alimentare per i cittadini su quanto proviene dall’estero. Tutto ciò rischia di determinare un’ulteriore e consistente riduzione delle produzioni nazionali ed una crescente esposizione all’importazione di prodotti agricoli non sempre all’altezza delle produzioni nazionali. Chiediamo alla Regione e al Governo di garantire la sicurezza sociale nel pieno rispetto degli agricoltori e dei cittadini. Cittadini del mondo ma di origine, cultura e tradizione italiana. Si chiede: una deroga immediata sulla messa a riposo del 4% delle superfici aziendali; rispetto da parte dell’industria e della grande distribuzione organizzata della norma che prevede il divieto della vendita di prodotti agricoli al di sotto dei costi di produzione; controlli sulle speculazioni che portano i prezzi al ribasso; nel settore del grano duro, si richiede un’immediata programmazione dei controlli sulla qualità dei grani importati dalla Turchia ed altri paesi extra Ue a tutela soprattutto dei consumatori».

Altre richieste riguardano il sostegno all’agricoltura biologica e sostenibile, gestione e controllo della fauna selvatica in eccesso e il completo ristoro dei danni subiti ad agricoltori e cittadini; eliminazione di tutta la burocrazia inutile a carico delle aziende agricole; l’eliminazione dell’Irpef sui redditi agrari e dominicali reintrodotta nel 2024. Concludono gli agricoltori: «serve spostare risorse dal secondo al primo pilastro eliminando tutte le azioni che tendono a ridurre le superfici seminabili e a premiare chi lascia a riposo superfici. Non è tollerabile che a chi abbandona vengano riconosciute, in alcuni Psr, finanziamenti consistenti mentre a chi produce siano destinati solo pochi euro mentre dovrebbe essere esattamente il contrario».

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