«La violenza contro le donne
un flagello da combattere
con convinzione e fermezza»
SAN SEVERINO - Gli studenti del Divini hanno organizzato un'assemblea per parlare del tema e allestito una mostra fotografica a palazzo Servanzi Confidati dal titolo "No non è una risposta, ma una scelta"

I simboli scelti dagli studenti
Scarpe e petali rossi poggiati su di un lenzuolo bianco disteso a terra sul parquet del palasport comunale “Albino Ciarapica” di San Severino. Con i simboli scelti per la lotta alla violenza contro le donne, le studentesse e gli studenti dell’Istituto tecnico tecnologico “Eustachio Divini” si sono riuniti in assemblea per discutere della violenza di genere.
All’incontro hanno preso parte anche la sindaca Rosa Piermattei, il cardinale Edoardo Menichelli, il comandante della locale stazione dei carabinieri, luogotenente Massimiliano Lucarelli, il dirigente scolastico, Sandro Luciani. Impegnati su più fronti per lanciare un messaggio concreto su di una tematica purtroppo troppo attuale, i ragazzi del “Divini” venerdì scorso a palazzo Servanzi Confidati hanno inaugurato la la mostra fotografica dal titolo “No non è una risposta, ma una scelta“, organizzata dagli iscritti e dai docenti dell’indirizzo di Grafica e Comunicazione per riflettere, attraverso l’arte, sul tema del femminicidio.
Lo scopo dell’evento, così come quello dell’assemblea, è proprio quello di promuovere una riflessione seria e profonda su una grave piaga sociale attraverso foto artistiche, intense e “vive”, che colpiscono e denunciano la violenza sulle donne, «un flagello da combattere con convinzione e fermezza», hanno ripetuto i ragazzi. Le opere sono state realizzate dagli studenti e studentesse delle classi 4GR, 4GC, 3GR, 3GC e 5CH (indirizzo Chimica) insieme ai docenti tutor Simone Dionisi, Ambra Lorenzini e Francesca Torelli, con il sostegno e il patrocinio del Comune e della ProLoco. La mostra sarà visitabile fino al 14 gennaio, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
«Quello della violenza di genere è un tema tremendamente attuale – ha sottolineato la sindaca Piermattei, portando il proprio saluto all’assemblea, per poi aggiungere – Come istituzioni vogliamo dare un messaggio di unità: di una unità necessaria a portare avanti iniziative e politiche di contrasto a certi avvenimenti. Dobbiamo lavorare tutti insieme dalla scuola alla famiglia, dalle forze dell’ordine alle istituzioni perché si possa mettere la parola fine a una piaga sociale senza eguali». A scuotere le coscienze l’intervento del cardinale Edoardo Menichelli: «Anzitutto occorrerebbe ricreare una cultura della responsabilità e poi servirebbe mettere in pratica una sola parola di Dio: ama il prossimo tuo, per cambiare le cose. Purtroppo ci stanno educando a togliere la coscienza, a farci fare quello che ci piace, a condannarci subito dopo ma senza dare soluzione ai problemi. Ricordate allora che la coscienza è più ampia del reato perché è la coscienza a dirci e insegnarci questa cosa non la faccio più». Poi l’invito ai docenti: «Pensate alla formazione integrale, alla persona che è una coltivazione che riguarda tutta la nostra vita». Particolarmente seguito, infine, anche l’intervento del luogotenente Lucarelli preceduto da una breve presentazione degli studenti.

