Giochi, spettacoli e musica
con il ricordo di don Peppe Branchesi:
torna la Sagra della polenta
TREIA - Presentata in Provincia la 47esima edizione che andrà in scena a Santa Maria in Selva dal 14 al 17 e dal 21 al 24 settembre. Antonio Pettinari ha rilanciato l’importanza di far ripartire la fiera Raci

La presentazione in Provincia
di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)
Due weekend all’insegna della polenta e della convivialità, otto giorni di eventi, giochi, spettacoli, musica, intrattenimento. Dal 14 al 17 e dal 21 al 24 settembre irrompe la 47esima edizione della Sagra della polenta di Santa Maria in Selva, appuntamento organizzato dal locale Comitato in collaborazione con la parrocchia e che ogni anno richiama migliaia di persone per un’iniziativa nata in origine dalla società sportiva Abbadiense ma che ha avuto il suo decollo definitivo con la gestione del compianto don Peppe Branchesi che l’ha trasformata in un momento di aggregazione della comunità non solo della frazione treiese ma dell’intero territorio provinciale. E così stamattina nella sala consiliare della Provincia di Macerata il Comitato Sagra della Polenta è stato ricevuto dal presidente dell’ente Sandro Parcaroli che ha fatto gli onori di casa ad una folta delegazione guidata da Antonio Pettinari ex presidente della Provincia, dal parroco Igino Tartabini e dal portavoce Gabriele Soldini.
«I nostri ricordi servono ad incrementare le tradizione e le tradizioni servono ai ricordi – ha detto Sandro Parcaroli-. Ne è testimonianza proprio la Sagra della polenta che taglia il traguardo delle 47 edizioni. E’ una bella occasione nella quale le persone vivono, si incontrano fanno comunità dopo gli ultimi anni segnati dal covid che ci hanno tenuto distanti. Si mangia un’ottima polenta, io sono stato lo scorso anno e vi prometto che verrò anche quest’anno. Questo evento esalta le nostre radici agricole, contadine, artigiane in un territorio che è stato poco toccato dall’industrializzazione e che fa di queste caratteristiche un suo punto di forza. Dunque andiamo tutti alla Sagra della Polenta per divertirci, mangiar bene e ricordare anche un grande parroco che ha fatto crescere la manifestazione come don Giuseppe Branchesi».
Proprio al prete prematuramente scomparso sono dedicati alcuni eventi come il Vesparaduno terzo memorial don Branchesi e la passeggiata attraverso la via Lauretana che si intitola In cammino con Don Peppe. L’apertura del 14 e 15 settembre è affidata alle carte, con il torneo di Burraco e quello di Briscola sempre molto partecipati. «Dopo il blocco del covid riprendiamo alla grande –afferma il parroco don Igino Tartabini– nelle tre parrocchie che hanno visto prima la sagra del maialino poi quella dei frascarelli e arriva ora quella della polenta. Aspettiamo, come amava dire don Giuseppe, tutti i nostri fratellini a partecipare a questo appuntamento che mobilita l’intera comunità di Santa Maria in Selva. E’ un evento che non ha età abbraccia piccoli e grandi nel segno di tradizioni di cui andiamo fieri tutti. Ben venga questa festa dove si sta insieme, si condivide, si balla, si canta si mangia una buona polenta. Dietro tutto ciò c’è un grandissimo lavoro di tante persone che portano avanti quella che era una missione di don Giuseppe: vedere unita la comunità di Santa Maria in Selva, con tante persone che ritornano in paese proprio per questa occasione».
Tra le novità di questa edizione c’è il ritorno della pesca di beneficienza e la commedia ‘Ladri in Paradiso’ messa in scena dalla locale compagnia degli Smisurati. Antonio Pettinari, di casa in Provincia per i lunghi anni da amministratore prima e presidente poi trascorsi nell’ente, ha voluto ricordare come è nata e cresciuta questa manifestazione in tutti questi lustri fino a giungere al livello attuale. «Un grazie alla Provincia che ci ospita e che ha dimostrato sempre grande vicinanza alla Sagra della Polenta -ha detto Antonio Pettinari- che tanti anni fa un giovane prete che rispondeva al nome di don Giuseppe Branchesi ha avuto la forza di trasformare e far crescere come un momento di aggregazione di una comunità molto più vasta della sola Santa Maria in Selva. Creando l’Associazione nazionale polentari d’Italia e intervenendo con iniziative di solidarietà in occasione dei terremoti del 1997 prima e 2016 poi. Questo appuntamento non è solo assaggiare un piatto di polenta, ma è molto di più di questo. E’ il vero lascito di don Peppe a tutti noi. Don Peppe si definiva un ‘prete di campagna’ e andava orgoglioso della sua comunità, generosa e accogliente: continuare il suo operato significa difendere le eccellenze locali e onorare le nostre tradizioni, radici e valori».
Il menù proposto dagli stand gastronomici gestiti dai volontari aperti il sabato e la domenica è all’insegna del gusto e della tradizione con polenta bianca condita con salsiccia, oppure sugo rosso di papera o baccalà: ma le golosità non finiscono qui si possono gustare anche frittelle di polenta, grigliate, insalate, patatine fritte e panini. «La macchina organizzativa è già in moto da tempo e voglio ringraziare gli oltre cento volontari che collaborano oltre alla Pro loco di Camporota che ci affianca – sottolinea il portavoce del Comitato, Gabriele Soldini -. Quest’anno abbiamo l’onere e l’onore con la Sagra della Polenta di chiudere l’estate degli eventi treiesi e credo che ci riusciremo al meglio come abbiamo fatto in passato, contando anche sulla grande partecipazione che ha contraddistinto da sempre questa manifestazione. Il filone della sagra è oramai consolidato, quest’anno abbiamo aggiunto alcune novità come la commedia teatrale, il raduno delle Fiat 500 e rilanciato la pesca di beneficenza. I proventi dell’evento vengono ridistribuiti all’interno della comunità a fronte delle tante spese ed investimenti nella zona, come gli interventi di manutenzione alla chiesa, l’acquisto di beni, il servizio di volontariato per le persone in difficoltà. Peraltro nei prossimi mesi verrà inaugurato vicino alla chiesa un monumento dedicato a don Peppe Branchesi ed ai parroci che si sono succeduti nella nostra comunità».
Durante la presentazione Antonio Pettinari ha rilanciato l’importanza di far ripartire la fiera Raci, ultima edizione nel 2019, che deve tornare ad essere una vetrina delle eccellenze del territorio. «In qualche modo la Sagra della Polenta e la Raci sono legate da un filo sottile –ha ricordato l’ex presidente della Provincia- in quanto in diverse edizioni ci fu la presenza dei polentari di Santa Maria in Selva al centro fiere che servirono gratuitamente la polenta. Ebbene bisogna ricostituire la Raci, di competenza ora non più della Provincia ma della Regione, non appena completati i lavori del nuovo Centro fiere di Villa Potenza. Una Raci di livello regionale e mi permetto di sollecitare l’amico Parcaroli a spingere in questa direzione. Se lo farà avrà tutto il mio appoggio». Dal canto suo il presidente della Provincia ha ribadito che «il nuovo Centro fiere sarà un’autentica chicca, in primavera sarà pronto, poi dovremo individuare un gestore della struttura. Riprendere la Raci è importante perché oltre a mettere in vetrina le nostre produzioni può creare un indotto per il territorio che può solo far bene all’economia del maceratese».