“I fumi della fornace”:
la festa della poesia
compie cinque anni
MONTECASSIANO - Dal 24 al 27 agosto Valle Cascia si prepara ad ospitare nuovamente la kermesse, che verterà quest'anno sul tema della "voce"

Una delle foto dei manifesti della rassegna
Cinque anni, quattro giornate, una costellazione ancora più ampia di incontri: ritorna “I fumi della fornace” con una quinta edizione che si svolgerà a Valle Cascia dal 24 al 27 agosto. Mostre, concerti, teatro, performance, laboratori condivisi: la festa della poesia continua a essere, anno dopo anno, una comunità in espansione, un esercizio di immaginazione collettivo, di dialogo ininterrotto tra realtà che giungono da tutta Italia per darsi incontro.
I manifesti di Antonio Marras e Cesare Pietroiusti inaugurano questa nuova edizione dedicata al tema della voce. Tra le numerose figure convocate in quella che Luigi Lo Cascio ha definito una “piccola Atene delle Marche”: Daniele Sepe e Daniele Di Bonaventura in concerto, Mariangela Gualtieri con il recital “Cattura del soffio”, artisti come Roberto Paci Dalò, scrittrici come Gilda Policastro, Francesca Matteoni, Ida Travi e Sara Gamberini, studiosi come Vanni Attili e Mario Lupano, e autori in costante dialogo tra tradizione e avanguardia come Davide Susanetti e Adriano Ercolani.
Il progetto “Dintorni. Teorie e pratiche per corpi sonori” indagherà voce e l’alterità nelle sue più ampie sfumature. Cesare Pietroiusti. Elena Rivoltini, Gaetano Palermo/Michele Petrosino, Matteo Lucca, Paolo Migliazza, Parini Secondo, Kratu (Serena Dibiase) e Gianmaria Borzillo dialogheranno con le architetture di Lorenzo Malloni, si confronteranno con la voce del luogo, del sé e dell’altro per poter reinventare e re-inscrivere attraverso le loro pratiche nuove realtà temporanee, nuove voci, spazi ed eventi. Malvina Borgherini e Edoardo Lazzari discuteranno inoltre del rapporto tra corpi e nuove pratiche di cura.
La mostra “Sul greto dell’arsura” omaggerà Franco Ferrara, poeta, esploratore, figura fra le più straordinarie del nostro Novecento. In mostra le numerose edizioni dei suoi libri, e materiali inediti come le corrispondenze private (con figure di spicco del panorama culturale italiano quali Marzio Pieri, Luciano Caruso, Marcello Napoli, Rubina Giorgi, Davide Argnani), fotografie, appunti, annosi articoli di giornale testimonianti le sue spedizioni archeologiche e rarissime tracce audiovisive.
Tra le novità, “Diastema. Esercizi di apertura”, dedicato alle pratiche laboratoriali di Elena Griggio, Omero Affede e Gemma Hansson Carbone, che con il progetto “Die like a country / Muoio come un paese” porta a Valle Cascia una ricerca già proposta in diverse nazioni europee.
Ogni pomeriggio, la serie di incontri “Isola e isole”, in collaborazione con le Edizioni Volatili, continueranno a sondare, insieme a poeti, scrittori, filosofi, divulgatori, architetti, curatrici e artisti, scenari per il mondo a venire. Tra gli ospiti: Marco Giovenale, Viola Lo Moro, Mariagiorgia Ulbar, Gianluca d’Andrea, Nicola Passerini, Marta Ricci, Giuseppe Palmisano, Domenico Brancale ed Emanuele Tartuferi.
“Abbecedario dei paesaggi” sarà invece una tavola rotonda, un dialogo aperto e generativo tra realtà che dal fare comune, immaginano nuove possibilità dell’abitare attraverso una risemantizzazione e riattivazione dei territori. Interverranno Giovanni Attili, Matteo Giacomelli, Alberto Marzo, Serena Olcuire, Natalia Agati.
“Universo a Sonagli” è il titolo della rassegna del dopofesta, con progetti musicali di Furtherset, Andrea De Franco, Santacremina, Ecstasy Mondo. Sperimentazione e sonorità s’intrecceranno anche in “All’oscuro”, opera di Elio Martusciello, Marco Ariano e Pietro D’agostino.
Il recital “Il libro di Isaia”, orchestrazione per voci e musica, proseguirà la trilogia Antico Teatro Ebraico sviluppata per “I Fumi della fornace” da Lucamatteo Rossi. Infine, il rito teatrale collettivo al tramonto prenderà quest’anno il nome de “L’ufficio delle tenebre”: un processo che l’assemblea degli animali rivolge alla memoria del Novecento; un lavoro che indaga il ricordo collettivo, la storia operaia di Vallecascia e i nuovi dibattiti sull’ecologia dell’immaginazione.