Ospedale di Cingoli, Consalvi:
«Si spera col Piano sanitario,
ora risorse e assunzioni»
SANITA' - Il nosocomio cittadino parificato a quelli di Pergola e Amandola, il capogruppo di Uniti per Cingoli: «Una vicenda che si trascina da 40 anni, ma per ridare dignità alla struttura bisogna potenziare i reparti»

Raffaele Consalvi (capogruppo Uniti per Cingoli)
«La chiusura di un cerchio apertosi nel 1983». Rossano Consalvi, capogruppo di Uniti per Cingoli, guarda con speranza all’approvazione del nuovo piano sanitario, che dovrebbe creare le condizioni per il rilancio dell’ospedale cittadino.
«Ogni piano che si è susseguito fino ad oggi poneva Cingoli nel limbo: non veniva riconvertito per la sua collocazione in zona disagiata, ma allo stesso tempo non era ben chiara la sua collocazione ospedaliera – spiega Consalvi – il nuovo piano, prendendo come assunto quello della giunta Cerescioli che parificava la realtà di Cingoli a Pergola e Amandola, definisce finalmente i termini legislativi per porre la parola fine ad una vicenda che si trascina da 40 anni, vicenda nella quale noi, a prescindere da chi governava in Regione, siamo sempre stati dalla parte della difesa dei servizi sanitari e ospedalieri della nostra zona».
Fatto questo fondamentale passo, però, secondo Consalvi non svaniscono magicamente tutti i problemi, anzi. «Il piano sanitario dà riferimenti normativi, delinea la cornice – prosegue il capogruppo di Uniti per Cingoli – l’atto fondamentale sarà il piano aziendale, che dovrà predisporre il nuovo direttore dell’Ast 2. In quel documento ci auguriamo che siano presenti le risorse finanziarie specifiche, un piano di assunzioni, il funzionamento del pronto soccorso o punto di primo intervento che dia modo agli operatori attraverso il supporto funzionante della radiologia e laboratorio analisi di fare la diagnosi del paziente e da lì ricoverarlo, o trasferirlo presso i centri più attrezzati in linea con la filosofia del piano sanitario, che classifica le strutture in base ad una organizzazione fatta per complessità e intensità di cura, dove tutti i nodi della rete debbono essere interconnessi tra di loro. Fondamentale per dare dignità alla struttura sarà quello di riportare a strutture complesse sia il reparto di medicina che quello di riabilitazione, come sarà importante potenziare i servizi poliambulatoriali e di distretto ridotti ai minimi termini. Per ultimo ma non per importanza un piano di rinnovo di alcune attrezzature dove si possa sfruttare anche la telemedicina e il completamento da un punto di vista edilizio di alcuni locali. Questi sono solo alcuni elementi su cui ci si dovrà misurare, per capire le vere intenzioni, in quanto il contenitore, ossia il piano, è importante ma va riempito di contenuti».
Quei camion di neve portati giù in regione da Santomartino che fine hanno fatto,a LUI gli ha portato bene,ospedale di cingoli chiuso e LUI assessore alla sanità e vice di Acquaroli, vuoi un consiglio,porta giù in regione qualche camion di ghiaia,poi sicuramente minimo assessore regionale,però ti dovrai vendere ad un’altro partito,fatti furbo se vuoi fare carriera…lo so perché ti conosco bene,tu non ti venderai mai…tempi duri per I troppo buoni!!!…
Non abito a Cingoli ma se dovessi scegliere una città alternativa andrei lì ma poi si presenterebbe il problema dei servizi ospedalieri come in altri paesi i nostri politici dovrebbero fare qualcosa ma visto i presupposti non sono tanto ottimista.