Morte nel cantiere della Quadrilatero,
una condanna e sette assoluzioni
SERRAVALLE - Nel corso di lavori di impermeabilizzazione di una galleria un operaio era precipitato ed era morto. Oggi la sentenza al tribunale di Macerata a distanza di 12 anni dai fatti. Tutti prosciolti ad eccezione di un operaio che era alla guida di un mezzo

Quadrilatero, il tratto di Serravalle
di Gianluca Ginella
Una condanna e sette assoluzioni per la morte di un operaio romeno che precipitò da 8 metri nella galleria Varano nei cantieri della Quadrilatero, a Serravalle. Era il 2011, Constantin Caprus aveva solo 29 anni quando morì. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Raffaela Zuccarini, l’uomo era precipitato per 8 metri perché il cestello non era fissato a dovere e mancavano le imbracature di sicurezza. Nell’incidente si ferì anche Jonibek Teshayev, che cadde procurandosi varie lesioni con prognosi di circa tre mesi.
I due operai erano al lavoro per effettuare l’impermeabilizzazione della volta di una piazzola di sosta in galleria. Un lavoro che l’azienda austriaca Strabag aveva affidato alla Pozzi e Martinenghi, ditta di Udine. Caprus e Teshayev erano dipendenti della Pozzi e Martinenghi. Secondo l’accusa, mancavano il perno di sicurezza e il pistoncino di attacco rapido che assicurava l’ancoraggio del cestello. Che così si era sganciato dal braccio del mezzo che lo solleva.

L’avvocato Corrado Zucconi Galli Fonseca
E così i due operai precipitarono a terra. Sotto accusa, a vario titolo, per omicidio colposo di Caprus, sono finiti Cesare Avignone, 69 anni, romano, datore di lavoro della Strabag, Donato Pozzi, 86, di Udine, presidente del Cda e rappresentante legale della Pozzi e Martinenghi, Massimo Pozzi, 61, di Udine, consigliere delegato della Pozzi e Martinenghi, Silvio Cherubini, 75, direttore tecnico del cantiere, Roberto Manna, 62 anni, di Fano, direttore del cantiere, Marco Orsetti, 57, di Milano, capo cantiere, Fabrizio Ottaviani, 62, di Cagli, capo imbocco, Mauro Cattaneo, 68, di Milano, che era addetto a manovrare il mezzo (merlo) cui era collegato il cestello su cui si trovavano gli operai. Oggi la sentenza del giudice Andrea Belli, del tribunale di Macerata. Il giudice ha assolto tutti gli imputati e condannato il solo Mauro Cattaneo a 8 mesi. Gli imputati erano difesi, tra gli altri dagli avvocati Corrado Zucconi Galli Fonseca (Orsetti e Ottaviani), Filippo Manfroci (per Cattaneo), Massimiliano Lecce e Ilaria Sieni, Lorenzo Cudini.