Il “mostro” della guerra
fa il sold out alla Filarmonica
«Pace difficile in Ucraina»

MACERATA RACCONTA - La prima notte dell'undicesima edizione ha registrato il tutto esaurito per un appuntamento sul conflitto in corso. Due dei massimi esperti, lo storico di teoria militare Gastone Breccia e il generale Luigi Chiapperini, hanno analizzato la situazione: «Ormai combattono in trincea»

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Gli ospiti sul palco

di Marco Ribechi

Macerata Racconta registra il tutto esaurito al Teatro della Filarmonica per la prima notte della sua undicesima edizione, dedicata al tema de “I Mostri”. Ospiti sul palco lo storico di teoria militare Gastone Breccia e il generale Luigi Chiapperini. I due esperti, incalzati da Mauro Gentili, si sono cimentati in un’approfondita e avvincente analisi del più grande mostro della contemporaneità, il conflitto tra Russia e Ucraina che ormai da oltre un anno sta mietendo migliaia di vittime, riportando in Europa lo spettro della Grande Guerra che sembrava ormai dimenticato.  Ad aprire l’appuntamento il direttore artistico del festival Giorgio Pietrani: «I mostri sono quegli esseri straordinari che con il loro “mostrarsi” ci invitano a varcare la soglia dell’ignoto – dice nell’introduzione – ci permettono di abbandonare le nostre certezze e diffidenze e accrescere le nostre conoscenze. Ecco perché, nonostante tutta la sua enorme tragicità, il tema geopolitico della guerra rientra a pieno titolo in questa edizione del Festival che appunto cercherà di comprendere la natura umana attraverso ciò che verrà svelato, anche se a volte doloroso e drammatico».

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Giorgio Pietrani

Le prime considerazioni sono di carattere storico, per comprendere senza pregiudizi il pensiero dei russi sul territorio invaso. «Bisogna tornare indietro di mille anni – spiega Breccia – è a Kiev che nasce la civiltà russa, la loro cultura per come noi la immaginiamo. L’imperatrice Katerina la Grande trasformò l’Ucraina in un baluardo difensivo per proteggere la patria dall’Europa. Per queste ragioni per i russi è impensabile considerare l’Ucraina come qualcosa di esterna al loro controllo. Addirittura alleata degli Usa è qualcosa di impensabile. Nella loro visione è necessario avere il controllo per lo meno fino al fiume Dnipro. Ciò non giustifica un assalto armato in una nazione sovrana ma almeno contribuisce a comprendere perché quei territori siano così strategici».

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Il Generale Luigi Chiapperini

Una guerra che nella visione iniziale sarebbe dovuta durare pochissimo ma che, per gravi errori tattici, attualmente non vede una possibile soluzione. «Dal mio punto di vista la responsabilità è tutta politica – spiega il Generale Chiapperini – credo che nessun generale in nessun posto del mondo avrebbe commesso degli errori così banali se non per assecondare le pressioni di chi detiene il potere. I russi, credendo di non trovare la resistenza degli ucraini e della Nato, hanno attaccato un territorio di 2mila chilometri con un numero di truppe che non poteva controllarne più di 800. È stato un azzardo, pensavano di riuscire a far collassare rapidamente il governo ucraino e quindi tutto il sistema logistico di difesa. Inoltre hanno disgregato le loro unità cercando di fare cinque attacchi contemporanei con il risultato di aver smembrato sia le loro risorse umane che tecnologiche. Adesso si ritrovano con un esercito disorganizzato e indebolito, i 300mila riservisti sono solo unità, devono essere addestrati sia individualmente che in maniera coordinata e ci vorranno mesi per renderli operativi. La brigata Wagner fatta di mercenari mi preoccupa moltissimo. Si tratta di un esercito privato di quasi 50mila uomini, con mezzi d’assalto. Cosa potranno fare una volta terminato il lavoro in Ucraina?».

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Gastone Breccia

Il risultato di tale incapacità è che si è tornati ad una guerra di trincea come nel primo conflitto mondiale, dove si avanza metro per metro mietendo migliaia di vittime sia civili che militari. Le notizie dicono che recentemente per guadagnare 100 metri i russi abbiano perso 100 uomini. «La carne da cannone non manca – aggiunge Breccia – ciò che mancano sono i mezzi tecnologici e d’assalto. Si stanno sparando migliaia di munizioni ben oltre le scorte a disposizione. L’Ucraina continua a chiedere armi ma la verità è che oggi come oggi fare la guerra è estremamente costoso per tutti, non ci sono le risorse. Diversi sono i conflitti come quello in Afghanistan in cui si poteva avere il controllo della situazione senza dispiegare troppe risorse. Qui si affrontano faccia a faccia e la spesa è enorme, se si continua di questo passo sarà necessaria una riconversione industriale nei paesi Nato e anche in Russia per continuare a fornire materiale bellico».

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Il teatro tutto esaurito

Alla fatidica domanda, quali sono le speranze della pace, entrambi gli ospiti sembrano scettici: «Stiamo fornendo carri armati all’Ucraina ma quelli che la Nato invierà saranno sicuramente troppo vecchi e troppo pochi per permettere una vittoria schiacciante. Inoltre non sappiamo esattamente il potenziale russo che, seppur venga considerato il secondo esercito del mondo, appare in enorme difficoltà. La speranza potrebbe arrivare da una forte offensiva ucraina che, con una parziale vittoria, forzi i russi stanchi e logorati ad andare al tavolo delle trattative. Certo è che si sta assistendo al triste scenario del riarmo di quasi tutti i paesi mondiali, una prospettiva che sembrava essersi allontanata e che invece purtroppo è tornata realtà». Un tavolo delle trattative che sembra giocato come un Risiko tra i potenti del mondo, da dove, come spesso accade, sono esclusi i popoli, le persone reali, pedine inermi di scenari indesiderati che come sempre nella storia si trovano a dover giocare una partita di cui avrebbero volentieri fatto a meno. 

Oggi al teatro della Filarmonica alle 18 l’avvocato Giuseppe Bommarito interverrà nell’incontro Vittime Dimenticate sulla strage dimenticata di vi Scobar a Palermo. Alle 21,15 invece Gianluigi Nuzzi sarà l’oispite dell’incontro “Predatori”. Entrambi gli appuntamenti sono accreditati dall’Ordine degli Avvocati di Macerata per la formazione. 

 

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“I predatori tra noi” Gianluigi Nuzzi a Macerata Racconta

“Le vittime dimenticate. D’Aleo, Bommarito, Morici: la strage di via Scobar”

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