Archiviazione per Silvia Luconi:
«Ma per il giudice erano diffamatorie
le frasi sull’ex sindaco Ruffini»

TOLENTINO - La vicenda riguarda la campagna elettorale dello scorso anno e affermazioni dell'allora candidata relative a una transazione col Comune per un terreno. Il legale dell'ex primo cittadino, Vando Scheggia: «E' stato dimostrato che il mio assistito si è comportato in maniera specchiata». L'avvocato di Luconi: «Soddisfatti dell’esito del procedimento. L’intento era quello di esprimere una valutazione politica non sulla legittimità, bensì sulla tempestività di un’operazione»

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L’ex sindaco Luciano Ruffini con l’avvocato Vando Scheggia

di Gianluca Ginella

«L’ex sindaco Luciano Ruffini secondo il giudice è stato diffamato da Silvia Luconi, ma ha disposto l’archiviazione, visto che valuta il fatto dell’incensuratezza di Luconi e non ritiene ci siano caratteristiche per la reiterazione. Quello che importa è che Ruffini si è comportato in maniera specchiata e che l’accusa è totalmente inventata», così l’avvocato Vando Scheggia, legale di Luciano Ruffini, sindaco di Tolentino dal 2002 al 2012, in merito ad una vicenda che prende le mosse dall’ultima campagna elettorale di Tolentino, lo scorso anno, e su cui il pm aveva chiesto l’archiviazione (ma Ruffini aveva fatto opposizione, da qui l’udienza dal gip Giovanni Manzoni del tribunale di Macerata).

La candidata sindaco Silvia Luconi, che poi perse le elezioni, aveva tirato fuori una vicenda che riguardava Ruffini, non coinvolto nella campagna elettorale, relativa ad una transazione avvenuta col Comune, sotto la guida dell’ex primo cittadino Giuseppe Pezzanesi, legata all’esproprio, trent’anni fa, di terreni di proprietà del padre di Ruffini.

luciano-ruffini-2-650x488 C’era stata una lunga vicenda giudiziaria e alla fine era arrivata una pronuncia della Corte d’appello (nel 2013) in cui veniva indicata in 1,5 milioni, la somma da versare per l’esproprio. C’era stata una transazione col Comune e gli eredi avevano deciso di rinunciare a 600mila euro, accettandone quindi 900mila. «Secondo Luconi, Ruffini avrebbe fatto perdere al Comune dei soldi portando avanti la questione invece di fare una transazione mentre lui era sindaco» dice Scheggia. Su questo punto il giudice Giovanni Manzoni, nel provvedimento in cui ha deciso di archiviare la posizione di Luconi, dice che Ruffini: «non viene accusato di atti illeciti, ma solo di una condotta improntata a scarso senso civico e poca cura dell’interesse della collettività, postposto ai propri privati interessi. Asserzione che si ritiene avere comunque valenza diffamatoria, nei confronti di un ex sindaco e soggetto tuttora impegnato nel sociale, evidenziato che la condotta dello stesso appare per un verso espressione di un diritto (ma ciò non è negato), per altro sostanzialmente necessitata dalle vicende processuali e politiche (difficilmente poteva effettuarsi transazione senza critiche mentre Ruffini era sindaco, pendevano giudizi ed era da quantificarsi compiutamente la somma dovuta)».

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Silvia Luconi

Il giudice continua: «incurante della cospicua rinunzia effettuata dall’opponente quale privato in sede di transazione e non conforme al vero nella parte in cui si afferma che una condotta del Ruffini più sollecita del pubblico interesse avrebbe fatto risparmiare alla collettività circa un milione di euro (“poteva essere chiusa molto prima, questo avrebbe permesso di destinare quei soldi, un milione circa, ad opere pubbliche utili alla città” – fatto evidentemente impossibile, dato che la transazione si è chiusa a 900mila euro, talchè perché il Comune risparmiasse un milione i Ruffini non avrebbero dovuto ricevere nulla). Non è poi stato dimostrato che Ruffini all’epoca avesse un ruolo politico, né può ritenersi che una eventuale generica vicinanza ad una area politica comporti la scriminante del diritto di critica politica (peraltro presupponente la veridicità dei fatti attribuiti, pur se possibile sia soggettiva, colorita e di parte la lettura degli stessi)». E conclude decidendo per l’archiviazione per la lieve tenuità del fatto, per «La limitata portata offensiva delle asserzioni della indagata» e «il contesto nelle quali sono state pronunciate (accesa campagna elettorale)» e «la incensuratezza della Luconi».

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L’avvocato Luciano Pacioni

Sulla vicenda, Scheggia aggiunge che «a Ruffini non interessa della pena ma che si mettesse un punto su questa storia. Non accettava di sentire dire che ha fatto pagare ai cittadini di Tolentino un milione più del dovuto. L’amministrazione che ha fatto la transazione non è che non gli dovesse questi soldi. Emerge questa singolare tesi: siccome la Corte d’appello è arrivata a 1,5 milioni trent’anni dopo l’esproprio, se la transazione l’avessero fatta prima il Comune avrebbe risparmiato. In pratica si dice che lui doveva fare l’accordo con se stesso, quando era sindaco, uscendo al momento della votazione». Ruffini chiarisce che «Sono stato costretto a fare la querela, l’avevo anche chiamata dicendo che se faceva una correzione alle affermazioni uscite avrei lasciato finire lì la cosa, invece mi disse solo che ci pensava e alla fine ho fatto la denuncia».

Sulla vicenda interviene anche l’avvocato di Luconi, Luciano Pacioni: «L’intento della mia cliente – dice il legale -, ovviamente soddisfatta dell’esito procedimentale, era quello di esprimere una valutazione politica non sulla legittimità, bensì sulla tempestività di un’operazione che, in ogni caso, nel bene o nel male, avrebbe avuto ricadute patrimoniali sulla collettività. Tesi, la sua, suffragata dalle stesse motivazioni addotte in via principale dal pubblico ministero all’atto della richiesta di archiviazione, alla quale invano il querelante si è opposto: “le espressioni oggetto delle doglianze del querelante devono considerarsi scriminate in quanto rientranti nel diritto di critica politica”. Poi, se il giudice, che ha pur sempre ritenuto di disporre l’archiviazione, lo ha fatto con la forma del 131 bis (pure essa, peraltro, fatta oggetto di opposizione del querelante e già indicata dal pm in via subordinata, a delineare la sussistenza, comunque, di un ulteriore motivo di necessaria archiviazione), ne prendiamo atto, rimanendo peraltro dell’avviso dell’esercizio del diritto di critica politica. Ad ogni modo, il dato che rileva, ormai, è che si tratta di una vicenda coperta da archiviazione sulla quale la mia assistita manifesta la più ampia disponibilità verso la riconduzione alla normalità dei rapporti con il Ruffini».

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