Il cardiologo Brambatti si dimette
con due anni di anticipo

SANITA' - Lo specialista in servizio da decenni a Tolentino: «Purtroppo dopo l’uscita del direttore generale Maccioni e il pensionamento di Lorenzetti è mancata una vera attenzione alla specialistica ambulatoriale». Altri due medici in uscita e un'assunzione a Medicina trasfusionale nell'Azienda sanitaria territoriale
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Raul Brambatti

 

di Luca Patrassi

Un medico entra, tre escono. Il ritorno in funzione dell’albo pretorio dell’Ast permette di tornare anche alla normalità dell’andamento dei servizi sanitari. Si inizia con la nota positiva: a fronte delle dichiarate pluralità di carenze di posti in organico, c’è l’assunzione di una dottoressa vincitrice di concorso per la Medicina Trasfusionale, si tratta di Giuseppina Urbano. Due medici escono dagli ospedali maceratesi con il ricorso alla mobilità: un cardiologo, Paolo Testarmata, va a Fermo ed una patologa clinica, Pascaline Nguiekom Timeu, va in quel di Ancona.

E’ il terzo nome del medico in uscita a suscitare sorpresa, anche per il fatto che si tratta di uno specialista di lungo corso, molto noto anche per l’impegno nel sociale: si tratta di Raul Brambatti.

Brambatti uscirà di scena a fine febbraio, dietro sua richiesta, con un anticipo di due anni rispetto alla data limite. Nella determina ci sono i documenti di riferimento e non evidentemente i retroscena, è intuibile però che qualcosa deve essersi spezzato o non è andato per il verso giusto: al di là delle valutazioni che i pazienti fanno scegliendo uno specialista piuttosto che un altro, Brambatti lavora da decenni a Tolentino (negli anni Novanta è stato consigliere comunale a Macerata per i socialisti)  ed ha un contratto a 28 ore, non il massimo consentito nelle strutture pubbliche.

Ora, il fatto che un cardiologo se ne vada in anticipo da una struttura pubblica che paga il doppio, il triplo o il quadruplo (rispetto a un dipendente) i pensionati che è costretta a chiamare per coprire i buchi o quelli che mandano le coop, appara paradossale.

Da Brambatti arrivano poche parole: «Sarei rimasto con un contratto a 38 ore, ma mi hanno detto che non avevano ore disponibili. Mi dispiace perchè avevamo creato negli anni un sistema perfetto. Purtroppo dopo l’uscita del direttore generale Alessandro Maccioni e il pensionamento di Lorenzetti è mancata una vera attenzione alla specialistica ambulatoriale».

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