«Referendum per la casa di riposo?
Silenzio assordante della giunta
Ecco la nostra proposta»

MOGLIANO - Dopo l'appello lanciato da 37 ex amministratori, nessun intervento da parte dell'amministrazione Cesetti. I due gruppi d'opposizione hanno deciso di presentare una proposta di delibera per approvare il regolamento che permetterebbe di consultare i cittadini: «Le istituzioni non possono essere autoreferenziali»

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Il modellino della casa di riposo realizzato dall’amministrazione comunale

 

«Le istituzioni devono essere sempre a servizio dei cittadini, specialmente nei piccoli comuni, e non autoreferenziali come dimostrato dall’amministrazione Cesetti». Sono le parole dei gruppi consiliari “Mogliano 313” e “Siamo Mogliano”, rappresentati in Consiglio comunale dai consiglieri Marco Petrelli, Corrado Nardi, Matteo Zazzaretta e Marianna Matricardi. Le opposizioni, in riferimento alla proposta di referendum avanzata da 37 tra ex sindaci, ex amministratori ed ex consiglieri comunali e sposata anche dal consigliere regionale di FdI Pierpaolo Borroni, relativamente alla realizzazione della nuova casa di riposo nello spazio retrostante il santuario del Santissimo Crocifisso, hanno presentato una proposta di delibera per l’approvazione di uno specifico regolamento che permetta di svolgere proprio il referendum consultivo.

«A distanza di più di due settimane dalla proposta avanzata da ex sindaci, ex amministratori ed ex consiglieri comunali di Mogliano, per suggerire l’indizione di un referendum, previa approvazione di uno specifico regolamento per l’istituto del referendum consultivo comunale, come previsto dallo statuto – dicono le minoranze – l’amministrazione comunale non si è ancora pronunciata. L’amministrazione fino ad ora, ha sempre boicottato e ignorato qualsiasi iniziativa, incontro pubblico, proposta alternativa per la realizzazione della casa di riposo, e qualsiasi forma di confronto, mostrandosi incapace di aprire un serio dibattito su una questione che ha diviso e divide i moglianesi. Già a maggio del 2021 avevamo proposto una mozione per l’istituzione di una specifica commissione sulla ricostruzione, prontamente bocciata dalla maggioranza consiliare».

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L’area dove dovrebbe sorgere la nuova casa di riposo

«Ritenendo che su questioni fondamentali che avranno un impatto duraturo per i prossimi decenni, sia necessario e doveroso aprirsi all’ascolto dei cittadini, e poiché sulla vicenda sono stati espressi forti segnali di malcontento, confluiti in una raccolta di 1700 firme consegnata la scorsa estate all’ex assessore regionale Castelli (oggi commissario speciale alla ricostruzione), stante il silenzio “assordante” e l’immobilismo di questa amministrazione – dicono i quattro consiglieri – abbiamo deciso di raccogliere l’invito dei 37 firmatari tra ex sindaci, ex amministratori ed ex consiglieri comunali (cui va il nostro sentito ringraziamento per l’alto senso civico mostrato), assumendo l’iniziativa e depositando una proposta di deliberazione da votare in Consiglio, per l’approvazione di uno specifico regolamento comunale per il referendum consultivo».

«In questo modo, oltre a dare compimento allo statuto comunale (che lo prevede da 30 anni), sarà possibile aprire la strada anche allo strumento referendario, utile e fondamentale in casi come questo, dove la popolazione è spaccata. Si rammenta – concludono – che questa amministrazione, pur sollecitata più volte dal ministero dell’Interno e dalla Prefettura non ha ancora voluto adottare un regolamento per lo svolgimento del Consiglio comunale, segno evidente della incapacità di adempiere ai doveri istituzionali e a sapersi confrontare con i rappresentanti dei cittadini nelle sedi preposte. Certi strumenti, infatti, sono previsti appositamente dalle norme, proprio per evitare che ciò accada e per mettere il cittadino al primo posto di ogni azione politica».

 

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