«Istituire le consulte cittadine
per un forma di democrazia partecipata»
MOZIONE presentata dai consiglieri del gruppo Corridonia Rinasce, sarà discussa nel Consiglio di domani

Sandro Scipioni
Istituire a Corridonia le consulte di quartiere. E’ quanto chiede il consigliere d’opposizione Sandro Scipioni, che ha presentato un’apposita mozione. L’atto sarà discusso nella seduta del Consiglio comunale di domani sera. Il capogruppo di Corridonia Rinasce ed ex candidato sindaco l’aveva promesso in campagna elettorale e ora è passato ai fatti. Insieme alla collega Lina Agostinelli chiede dunque all’amministrazione di impegnarsi a istituirle.
«Lo Statuto di Corridonia – si legge nella mozione – introduce la possibilità, unica per la comunità, di passare da una forma di democrazia rappresentativa a una forma di democrazia partecipata. Di passare da una Amministrazione comunale basata su un unico centro di potere a una Amministrazione comunale capace di cedere il suo potere a livelli diversi e il più possibile vicino ai cittadini. L’articolo 31 contempla che il Comune può istituire le consulte cittadine tramite un apposito regolamento dove siano iscritte la materie di competenza, le modalità di formazione e di funzionamento; le stesse sono formate da rappresentanti delle associazioni».
Partendo da questa premessa, Scipioni e Agostinelli chiedono dunque di «istituire le Consulte cittadine e il relativo regolamento, tramite l’istituzione di un’apposita commissione consiliare speciale partecipata da un rappresentante di ogni gruppo consiliare, con la presenza di un esperto per gruppo, oltre il rappresentante, se il gruppo lo ritenesse opportuno. I nominativi – si legge ancora nell’atto – verranno comunicati entro venti giorni dalla deliberazione e il sindaco al termine del suddetto periodo nominerà il presidente e la data della convocazione della prima riunione. Il termine dei lavori della commissione saranno 120 giorni dalla deliberazione del Consiglio comunale».
Ottima proposta democratica con poteri consultivi da parte dei cittadini.
Non mi illudo sulla partecipazione in massa dei cittadini. Però, su alcune proposte territoriali, i cittadini dei comitati di quartiere (Centro Storico, Santa Maria, Zona Industriale, Colbuccaro e San Claudio) potranno riunirsi e dire la loro all’amministrazione comunale su ciò che li riguarda.
Più che un controllo della base lo vedo come un confronto positivo (se l’amministrazione comunale non ha interessi occulti da difendere).