Addio a Ivo Pianesi,
memoria storica di Macerata
«E’ stato testimone del valore della pace»

L'ULTIMO SALUTO al presidente onorario dell'associazione mutilati e invalidi ieri pomeriggio alla chiesa di San Francesco. Il ricordo della vice presidente Daniela Meschini
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Ivo Pianesi

 

«Non sprecate la giovinezza raccomandava. Voi amate la pace e la libertà». E’ questo il messaggio che il cavalier Ivo Pianesi portava ai ragazzi e alle ragazze della provincia di Macerata che ha incontrato per nani nelle scuole. Pianesi, cento anni, presidente onorario dell’associazione invalidi e mutilati di Macerata raccontava la sua campagna di Russia nel 1942 e quei quattro giorni di cammino nella neve che gli costarono l’amputazione di parte dei piedi. Si è spento nei giorni scorsi e Macerata ha perso così una delle sue memorie storiche. Ieri sono stati in tanti a dargli l’ultimo saluto alla chiesa di San Francesco. Insieme alla moglie Wanda, ai figli Giorgio e Claudio, c’era la rappresentanza della sua altra grande famiglia: quella dell’Anmig. Daniela Meschini ha portato il saluto affettuoso della presidente di Macerata Gilda Coacci, poi ha ricordato Ivo e la sua figura.

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Pianesi è stato telegrafista durante la guerra

«Ciao nonno Ivo, così lo chiamavano i ragazzi più piccoli. Ai miei ex alunni delle Superiori ricordava la bellezza della giovinezza e di non buttare via la vita raccontando i suoi anni giovanili al gelo della Russia. Spiegava agli studenti che l’odore di morte della Seconda Guerra Mondiale non è solo quello del filo spinato e dei campi di concentramento è anche quello delle mutilazioni e delle sofferenze vissute nei campi di battaglia dove i soldati italiani erano stati inviati a combattere una guerra tanto sbagliata quanto inutile e il fronte orientale fu uno dei più tristi e devastanti teatri di guerra. Dalla campagna di Russia, in pochi tornarono e molti con gravi mutilazioni come Ivo. “In mezzo alla neve, al freddo e alla disperazione all’improvviso sentii un rumore” con queste parole inizia la sua testimonianza raccolta nel libro “E tornammo a Piedi”.

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Il centesimo compleanno

Partito il 16 novembre 1941 appena ventenne fu destinato al VI Reggimento Genio a Bologna, dove faceva il radiotelegrafista. Poi è spedito in Russia a combattere. Certo non poteva immaginare che nelle infinite distese della steppa russa avrebbe visto morire tantissimi compagni di avventura, sopraffatti dal freddo e dalle ferite che cadevano “nella neve come fagottelli”. A Ivo oggi va un grazie di cuore per essere stato testimone del valore della Pace nel generoso e grande servizio speso nell’Associazione. Ivo è stato un uomo buono e sono grata che lungo il cammino ho avuto l’onore di essere nel direttivo quando era presidente e poi di aver continuato nel solco da lui tracciato. Ora lassù ti ritroverai con mio padre e con tutti gli amici con cui hai condiviso l’impegno associativo».

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Un incontro con gli studenti all’Ipsia di Macerata

Presente insieme ai tanti soci dell’associazione di Macerata anche la presidente regionale dell’Anmig, Silvana Giaccaglia che ha voluto sottolineare le doti umane di Ivo che ha messo con generosità a disposizione dell’Associazione con tre aggettivi: sicuro, sereno, forte. A dare l’ultimo saluto ad Ivo anche il Consigliere dell’Anmil Silvano Mercuri e in rappresentanza della Cri Vittoria Bianconi. Presente con il labaro il Presidente dell’Unione Italiana Reduci Russia.



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